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Molise in bici, dal mare alle vie della transumanza

Italia, Itinerari, Molise • di

Nonostante la sua posizione baricentrica, il Molise è ancora una meta poco nota al turismo.

In realtà negli ultimi anni queste regione ha avuto una notevole ascesa di consensi per ciò che riguarda le pratiche sportive estremamente settoriali. Basti pensare all’arrampicata su falesia così come al trekking ed al turismo equestre, due discipline che sembrano trovare legami con l’antica transumanza millenaria lungo i tratturi, le autostrade verdi d’Italia che attraversavano l’Appennino molisano fino al mare.

Il viaggio dei pastori, ancora praticato da alcuni allevatori, ha ispirato questa traversata solitaria nelle terre del Molise: dall’Appennino patrimonio Unesco fino alle spiagge di Termoli attraverso paesaggi sorprendenti, alla ricerca dei segnavia tratturali e senza eccessiva documentazione specifica.
Settembre, “tempo di migrare”. Così, seguendo i versi del poeta D’Annunzio parte questo viaggio attraverso il Molise.

L’Alto Molise verde e selvaggio ha strade scarsamente trafficate e borghi interessanti. È un territorio ricco di boschi e sorgenti, ideale per i pascoli e noto per le eccellenti produzioni casearie. Da non sottovalutare i prodotti del sottobosco come funghi e tartufi neri e bianchi.
Carovilli è il punto di partenza per questa prima tappa. La sua piazza è il fulcro delle attività principali del paese, siano esse amministrative, religiose, sociali e commerciali.

Vista su Carovilli

Vista su Carovilli

Stazione di Carovilli

Stazione di Carovilli

La stazione ferroviaria della ultracentenaria Sulmona-Carpinone è alle porte del paese, attraversati i binari di un casello non presidiato si sale verso la frazione di Castiglione dominata dai resti della “chiesa ammond” per poi proseguire in direzione di Pietrabbondante, insediamento sannitico famoso per lo splendido anfiteatro. L’ingresso costa solo 2 euro ma accomodarsi sui sedili in pietra permette di godersi il panorama sulla vallata sottostante.
Da qui è facile comprendere le caratteristiche altimetriche del viaggio. Un continuo saliscendi da una valle all’altra, dalle montagne appuntite e verdi d’estate ma nevose d’inverno verso le colline rotonde e coltivate sul quale arrampicarsi per poi lanciarsi in discese velocissime.

Prossima meta di giornata è Bagnoli del Trigno, soprannominata “la perla del Molise”.
Il borgo si sviluppa tra le rocce e ci si arriva dopo una importante discesa che permette qualche piccola escursione lungo il vecchio tratturo (segnalato ma dominato da arbusti) ed una discreta risalita che porta giusto in piazza. Non stupitevi dei molti taxi lungo le vie del paese, il piccolo centro molisano è noto per la sua forte rappresentanza di categoria in servizio a Roma.

Bagnoli del Trigno

Bagnoli del Trigno

Da qui in poi il panorama circostante cambia notevolmente. Le terre sono coltivate e le quote inferiori rendono il clima mediamente più caldo rispetto a quello montano appena attraversato, lungo la strada scorci interessanti di vita contadina e molte case chiuse accompagnate da cartelli “vendesi”. È una fase di transizione, non è certo facile oggi essere agricoltori.
Dopo aver raggiunto Salcito lungo una provinciale in condizioni discrete è necessario fare qualche chilometro lungo la strada a scorrimento veloce nettamente più trafficata.

Salcito

Salcito

Salcito

Salcito

Si sale nuovamente, obiettivo Trivento. Il paese pare da subito vivo e piuttosto operoso ed è caratterizzato da un centro storico davvero interessante e suggestivo. Dalla balconata della villa comunale si può vedere la vallata del Trigno, il fiume che nasce in Alto Molise e sfocia sulle coste adriatiche dopo aver segnato per chilometri il confine con l’Abruzzo. Una piccola sosta ristoro in un locale caratteristico del centro e poi si riparte lungo una ripida e velocissima discesa che preannuncia un’altrettanto ripida e costante salita. Roccavivara rappresenta un po’ lo scollinamento di questa ascesa che punta dritto verso i murales noti anche oltreoceano del Cività streetart fest.

Prima di giungere in paese c’è un bosco con una fontanella, ideale per riprendere un po’ di energie. A Civitacampomarano ci si arriva praticamente in planata da una strada ripidissima che seziona il paese. L’estate è finita e chiaramente i flussi turistici sono diminuiti, eppure è evidente che questa iniezione d’arte abbia stimolato una certa socialità anche negli abitanti più anziani.

Castello di Civitacampomarano

Castello di Civitacampomarano

Lo splendido castello domina il borgo ma sono le opere sui muri a dare vita e anima al Molise che resiste. Il centro storico è un vero e proprio cantiere, nuova linfa per i borghi in cui il digital divide è il colpo di grazia dopo l’emorragia demografica degli ultimi decenni.

Civitacampomarano

Civitacampomarano

Un’altra salita prima dell’ennesima planata verso il paese di Francesco Jovine: Guardialfiera.
Dopo un passaggio tra i boschi ecco di nuovo terre coltivate in cui svettano scenografici i resti di vecchie masserie, architetture semplici che suggeriscono somiglianze con altri luoghi ed altre terre più note e ambite da italiani e stranieri, tra una pedalata e l’altra ci si chiede perché non vi siano station wagon inglesi alla ricerca del Moliseshire oppure scandinavi intenti a colonizzare le terre del corposo vino autoctono molisano “Tintilia” così come fu negli anni settanta in molte località dell’Italia del vino.

Il paese si specchia sul grande invaso artificiale, percorrere il corso in bicicletta all’ora dell’aperitivo genera curiosità. Le terre del Sacramento saranno la sosta per la notte e per una cena con vista sul lago, ancora una salita breve ma intensa prima del meritato riposo dopo 90 chilometri di saliscendi.

La seconda tappa punta verso il mare dopo qualche interessante divagazione, non sarà particolarmente lunga anche se il caldo si farà spesso pressante.
Costeggiare il lago artificiale è l’ideale per chi vuole toccare con mano tutte le contraddizioni di questa terra. La vista sulle acque blu circondate dalle coste verdeggianti è impagabile anche dal punto di osservazione prescelto, il tetto di un enorme cubo di cemento che avrebbe dovuto essere lo spogliatoio di una piscina aperta e che invece giace in completo abbandono dopo diversi saccheggiamenti.

Percorrendo la strada pesantemente dissestata lungo il lago si avverte un evidente senso di distacco dal progetto iniziale di fruizione turistica, si incrociano alcune indicazioni di strutture ricettive aperte ed altre non più attive, poco dopo si ricomincia a puntare verso la costa con una divagazione verso Guglionesi. La vicinanza alla costa comincia a sentirsi, il traffico è in aumento e le pendenze meno marcate permettono diverse variazioni di percorso per gli amanti dell’enologia: Larino, Campomarino, Portocannone, Montenero di Bisaccia, tutte ottime soluzioni per un buon bicchiere di vino.

Guglionesi

Guglionesi

Termoli e la spiaggia, si entra nel cuore cittadino dalle porte della torre per godersi un panorama unico: gli ombrelloni aperti e sullo sfondo la montagna madre, la Maiella.
Uno scatto dalla passeggiata dei fotografi con l’immancabile trabucco, l’antica macchina da pesca spesso in balìa delle forti mareggiate, e uno davanti alla cattedrale. Una curiosità? Il particolare vicolo che si contende il guinness della via più stretta!
Un’ottima dimora gestita con professionalità e passione per indossare il costume, un salto in spiaggia per il bagno con vista sulle vicinissime isole Tremiti e poi a cena.

Selfie sulla passeggiata dei fotografi

Selfie sulla passeggiata dei fotografi

Termoli e la spiaggia

Termoli e la spiaggia

Termoli

Termoli

Il percorso permette diverse variazioni rimanendo comunque sotto i 60km di viaggio, i colori e la vitalità costiera ripagano anche i cicloturisti più “mondani” con una buona qualità della vita serale e dei negozi.
Durante le soste immersi in questi paesaggi pressoché sconosciuti è facile cadere nella tentazione di trovare nel contesto luoghi già noti; un pizzico di Alpi o d’Umbria in Alto Molise, le Marche tra i campi e le zolle di terra risvoltate dai trattori, persino un pizzico di Verdon sui crinali che dominano il lago di Guardialfiera, in realtà questa varietà infinità che si alterna ad ogni saliscendi è una caratteristica propriamente molisana così come lo è l’inconsapevole fascino della genuinità dei luoghi e delle persone.

Guardialfiera

Guardialfiera

Lago di Guardialfiera

Lago di Guardialfiera

Il Molise pare oggi un personaggio in cerca d’autore e proprio per questo interessante per chi predilige la schiettezza dei borghi di montagna e la vitalità delle cittadine di mare.
Benvenuti in Molise!

Alcuni dati tecnici delle tappe:
• Carovilli-Guardialfiera 91km, dislivello complessivo 2215 metri per 5 ore e 20 minuti circa in movimento
• Guardialfiera-Termoli 45km, con possibilità di variazioni, dislivello complessivo 850 metri e circa 2 ore e 50 in movimento





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