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Sud est Sardegna in bici, ospiti del B&B Martina

Italia, Itinerari, Sardegna • di

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Erano oltre 10 anni che non percorrevo in bici questa parte di Sardegna così vicina a me.
Ieri sera sono arrivato a San Vito, nel Sarrabus Gerrei una delle subregioni storiche in cui la Sardegna era suddivisa nel passato, ed ho soggiornato presso il BB Martina; un piccolo e grazioso b&b ricavato da una vecchia casa costruita con muri di fango e tetto di canne e tegole.

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Nonostante come tanti altri paesi in Sardegna abbia subito una profonda trasformazione che ha portato alla sostituzione del suo patrimonio di case storiche, San Vito, è certamente un paese che ancora mantiene tracce del suo passato e che ha ancora tanto da raccontare.
A partire dall’epopea mineraria, quella del filone argentifero del Sarrabus, che ha avuto nella miniera di Monte Narba il suo massimo centro.

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Un filone largo 15 e lungo 35 km che dalle pendici del Monte Serpeddì arrivava sino a Muravera e San Vito.
Una storia, ricca di storie, che inizia negli ultimi tre decenni dell’Ottocento e finisce nei primi decenni del Novecento quando la concessione ha manifestato i primi segni di improduttività e il sito è stato chiuso e riaperto sino alla definitiva cessazione di ogni attività e l’abbandono.

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San Vito è un perfetto punto di partenza sia per visitare la costa e sia l’entroterra con la Via dell’Argento e il Parco dei Sette fratelli.
Essendo in piena estate, ho deciso per la costa lasciando la possibilità di ripercorrere le vie interne in una successiva esplorazione di questa area non troppo lontana da Cagliari, perfetta per il cicloturismo ma sopratutto per il mountain biking.

Mappa

Traccia gps | Mappa kml

L’itinerario parte dal BB Martina, a poche decine di metri dal municipio, attraversa la cittadina di Muravera e arriva sino a Porto Pirastru da dove riprenderemo la strada sterrata che ci riporterà nuovamente sulla via del rientro.
L’itinerario è un mix tra asfalto, strade sterrate facili e single track un po più impegnativi ma non impossibili, a ridosso delle spiagge.

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Una volta lasciato il paese di San Vito, su asfalto, ci dirigiamo verso Muravera, il maggiore centro abitato di questa parte di Sardegna, che nella produzione di agrumi ha la sua più marcata specializzazione.
Alla fine della cittadina, abbandoniamo la statale che ci porterebbe verso San Priamo e ci immettiamo in una serie di strade di campagna asfaltate e facili sterrati che man mano ci faranno salire di quota sino ad arrivare all’ingresso (a sinistra) dell’area forestale a ridosso di Baccu Arrodas (altra miniera lungo la famosa Via dell’argento) dove è possibile visitare il Nuraghe S’Acqua Seccis.

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Uno dei migliaia di nuraghe sparsi per l’isola e testimoni di quella civiltà nuragica ancora in parte da tutta da scoprire e riscoprire che ha caratterizzato la Sardegna dal 2° millennio a.c. sino all’arrivo dei romani.
Imponenti edifici di forma tronco conica, delle volte alti oltre 20 metri, costruiti con grossi blocchi di pietra sovrapposti a secco che nel tempo hanno forse avuto diverse funzioni; da quella difensiva e militare sino a quella religiosa.
Strutture imponenti che potevano articolarsi in una o più torri comunicanti che avevano l’aspetto di vere e proprie fortezze.

Affacciandosi dal punto panoramico dove è consigliabile lasciare le bici si avrà l’intera visuale di questo meraviglioso tratto di costa dove acqua e terra si incontrano per dare vita a paesaggi mozzafiato che vanno dalla spiaggia e lo stagno di San Giovanni, a quello di Colostrai e alla laguna di Feraxi che di lì a poco, scendendo verso il mare costeggeremo.

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Lasciata la nostra postazione panoramica, attraversiamo velocemente la SS 125 e scendiamo verso la costa e nei pressi di Porto S’ilixi (Porto del Leccio), lasciando la sterrata principale che ci porterebbe a Costa Rei, iniziamo il nostro vero percorso mtb con un tratto non troppo difficile che comunque necessita di un minimo di preparazione tecnica per via del terreno irregolare scavato dall’acqua durante il periodo delle piogge.
Circondata da un costone roccioso ricoperto di macchia mediterranea e con un mare caratterizzato da un verde e intenso e fondo sabbioso arriviamo alla spiaggia di Porto S’ilixi e da qui proseguendo sulla spiaggia riprendiamo il nostro single track che infine ci porterà sino a Cala Sa Figu (Cala del Fico); la seconda spiaggia di questo nostro itinerario costiero.

Una cala di acque cristalline e sabbia finissima incastonata tra due formazioni rocciose e circondata dall’immancabile macchia mediterranea composta di cisto, mirto e lentisco.
Una esplosione di colori e profumi che raggiunge il suo apice durante la primavera quando, consigliamo di venire in Sardegna a percorrere in bici questo itinerario alla scoperta di un’isola che sa ancora incantare il viaggiatore come aveva già fatto con i primi grandi esploratori sul finire del XIX° secolo.

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Proseguendo in leggera salita arriviamo alla sbarra che ci porterà da prima nei pressi del bivio del faro di Capo Ferrato e infine nei pressi della spiaggia de Sa Perda de S’acchilloni da dove inizierà la nostra discesa per Porto Pirastru e Capo Ferrato.
Da qui, dopo una doverosa sosta bar, si potrebbe rientrare a San Vito passando per il territorio di Castiadas oppure percorrere la cosiddetta strada di Capo Ferrato, far rientro nei dintorni di Feraxi e passando per Colostrai e San Giovanni, e Muravera.

Noi abbiamo scelto ancora la costa e una volta arrivati a Feraxi, chiedendo il permesso ai pescatori che gestiscono la peschiera, siamo entrati per un tratto dentro la laguna e abbiamo ammirato questo specchio d’acqua vasto 34 ettari che la luce del tramonto e dell’alba rendono particolarmente magico.
Proseguendo siamo arrivati allo stagno di Colostrai; uno dei più suggestivi ambienti palustri della Sardegna dove in alcuni periodi dell’anno soggiorna una grande varietà di avifauna come ad esempio: fenicotteri rosa, Cavalieri d’Italia, cormorani, garzette, aironi bianchi e cinerini, polli sultani e falchi di palude.

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Poco prima di rientrare definitivamente in asfalto e arrivare a Muravera, visitiamo la Torre dei Dieci Cavalli, parte dei sistema di torri costiere erette a partire dal 1570 per volontà della Corona di Spagna in attuazione di un vero e proprio sistema difensivo di avvistamento e segnalazione che serviva a proteggere gli abitanti dei villaggi dalle possibili incursioni dei Saraceni che nel XVI secolo provocavano l’ingente perdita di vite umane.
È oramai pomeriggio inoltrato quando faccio rientro a San Vito.
In totale, ho percorso 55 km con circa 400 metri di dislivello.
Le salite sono ben distribuire ma si trovano sopratutto nella parte centrale del percorso
E’ una escursione mtb adatta a tutti perché nei tratti un po’ più tecnici è comunque possibile scendere, fare una fotografia e spingere la bici.

 

B&B Martina

 

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