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Terre di Faenza in bici, ospiti del Relais Villa Abbondanzi

Emilia Romagna, Italia, Itinerari • di

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L’autunno avanza velocemente e le giornate si accorciano. Per chi pedala inizia un periodo non facile e continuare a farlo richiede maggiore motivazione e forza di volontà. Mentre i più pigri o chi ama gli sport invernali inizia a riporre i mezzi a due ruote per rispolverarli a primavera, altri cercano di trovare nuovi stimoli o nuove destinazioni dove praticare la loro attività preferita.
Sarà per questi motivi o per la voglia di conoscere territori nuovi, che dopo una settimana di intensa pioggia, abbiamo deciso di sfruttare un week end di metà ottobre per un’escursione nelle “Terre di Faenza“, territorio a noi sconosciuto ma che per la sua conformazione sembra la meta ideale per un giro in bici di mezza stagione.

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Faenza si trova lungo la via Emilia tra Bologna ed il mare. La cittadina sorge in pianura dove gli insediamenti produttivi si trovano ai margini delle maggiori vie di comunicazione, ma basta spostarsi di poco, per ritrovare un ricco tessuto agricolo coltivato a frutteti e vigneti. Tra le verdi colline si trovano tanti piccoli borghi ricchi di storia, fortificazioni e fonti termali, dove si vive ad un ritmo diverso da quello che si percepisce passando sulla trafficata A14 o sfrecciando con i treni ad alta velocità.

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Dopo aver studiato quanto di meglio la zona propone, abbiamo deciso di puntare la nostra attenzione sulle prime propaggini dell’Appennino dove si trova il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola. Cercheremo di toccare alcuni centri abitati di particolare interesse, come pure eremi o fortificazioni che nel passato sono stati edificati sui versanti di questi monti.

Dal punto di vista geologico, il territorio propone diverse particolarità dovute agli affioramenti di chiare e luccicanti formazioni rocciose di selenite, che creano le famose Vene del Gesso, o da profonde grotte che in epoca preistorica sono state usate come riparo dalle popolazioni che abitavano la regione.
Le colline della zona sono composte di terra argillosa, ed in molti punti si presentano erose dando forma a particolati e spettacolari calanchi, mentre altri versanti sono ricoperti di fitta vegetazione mediterranea o da ordinate coltivazioni.

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Come base logistica per il nostro soggiorno abbiamo scelto il Relais Villa Abbondanzi, recente prestigiosa conversione di una residenza, situata in un ampio parco con alberi secolari dove nidificano persino le cicogne. Sono presenti tutti i più moderni servizi, oltre alle 15 camere, troviamo il ristorante Cinque Cucchiai, la Spa fitness, una piscina scoperta per il periodo estivo e ovviamente il noleggio bici. Il Relais è adattissimo per una vacanza di relax attivo o per una visita del centro storico, che si trova a circa due chilometri, dove sono presenti diversi monumenti ed il famoso Museo della Ceramica.

La Romagna come si sa, ha una forte tradizione ciclistica, tra i molti campioni del passato e del presente ricordiamo Ercole Baldini, Marco Pantani e Davide Cassani (attualmente CT della Nazionale) e molti dei suoi abitanti usano la bicicletta sia per i brevi spostamenti giornalieri, come pure è facile imbattersi in variopinti gruppi che dalla pianura salgono le strade che solcano l’Appennino.

Itinerari in bici

Abbiamo deciso di dirigerci a Sud di Faenza, partendo dalla pianura fino ai primi versanti dell’Appennino, le quote non raggiungono i 500-600mt slm, ma alla fine della giornata sommando i vari saliscendi si superano i 1200 metri di dislivello per degli itinerari di 60-65Km, pertanto è necessario un discreto allenamento. Avendo a disposizione l’intera giornata non mancheranno le opportunità per delle soste interessanti e ristoratrici.
La maggior parte delle strade sono poco trafficate, parecchie di quelle percorse sono sterrate con buon fondo, noi abbiamo utilizzato la mountain bike, ma potrebbe andar bene anche una bici da cicloturismo o una gravel, purché dotata di rapporti agili in quanto alcuni tratti presentano pendenze significative.

Faenza, Monte Paolo, Castrocaro Terme, Faenza

Mappa

Altimetria

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Traccia gps | Mappa kml

Dopo esserci sistemati in hotel, partiamo verso mezzogiorno e ci dirigiamo al centro di Faenza guidati dalle emergenze del Duomo e della Torre dell’orologio, raggiungiamo velocemente le piazze del Popolo e della Libertà che occupano un unico grande spazio allungato circondato da portici con al centro una grande fontana monumentale del 1600; leggermente spostato il Duomo, su un alto basamento con un’austera facciata in mattoni mai completata nel rivestimento.

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Usciamo dalla città attraversando il fiume Lamone e ci dirigiamo verso Santa Lucia e poi a Oriolo dei Fichi, piccolo borgo dominato da ciò che resta della rocca eretta a difesa di Faenza nel 1475, sotto la Signoria dei Manfredi. La sua singolare struttura a pianta esagonale sorge solitaria in mezzo al verde delle prime colline. Procedendo in direzione di Monte Paolo, la strada diventa sterrata costeggiando un torrente in una valle alberata fino a Lutirano; da qui la pendenza aumenta fino ai 600 metri dove troviamo avvolto dalla nebbia l’Eremo di Monte Paolo dedicato a Sant’Antonio da Padova e dove si dice sia stata nascosta la salma di Mussolini prima di essere traslata a Predappio.

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Da qui il percorso prevederebbe una lunga discesa su strada sterrata, ma per le copiose piogge dei giorni precedenti ci siamo letteralmente bloccati nel fango argilloso ed abbiamo dovuto deviare verso Castrocaro Terme, dal toponimo “Castro” è evidente la sua origine fortificata ancora perfettamente visibile dalla cinta muraria. Da qui seguendo strade secondarie quasi pianeggianti ripassiamo per il centro di Faenza dove gustiamo una meritata piadina prima di rientrare in hotel, dove sarà possibile fare un ristoratore bagno turco.

Faenza, Riolo Terme, Monte Mauro, Faenza

Mappa

Altimetria

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Traccia gps | Mappa kml

La domenica mattina il cielo è limpido e terso, per strade secondarie in lieve ma costante pendenza ci dirigiamo verso Castel Raniero dove le coltivazioni si intervallano a ville signorili, poco oltre attraversata una sbarra si percorre un sentiero su un versante con ripide erosioni ed ampia visuale verso il Monte Mauro, cima più alta del Parco della Vena del Gesso e meta della nostra escursione; prima però scendiamo nuovamente verso il fondo valle per arrivare a Riolo Terme, dove nei pressi del castello è allestito un mercatino dell’artigianato con figuranti in costume Medioevale.

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Inizia ora il tratto che attraversa la Vena del Gesso, dove tra un misto di strade sterrate e sentieri piuttosto impervi arriviamo al Monte Mauro sulla cui cima vediamo dal basso un Eremo avvolto nella vegetazione; da qui si scende verso Brisighella anch’essa dominata dal torrione della Rocca Veneziana del XVI sec e che incorpora i resti di una precedente fortificazione costruita dalla famiglia Manfredi di Faenza. Anche qui non può mancare la sosta al chiosco della piadina prima di riprendere la strada provinciale Faentina, che collega Faenza a Firenze, è piuttosto trafficata ma ci permette un veloce rientro in hotel per il ritorno a casa in serata.

Relais Villa Abbondanzi

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