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Costiera Amalfitana e Monti Picentini in bici, ospiti dell’Hotel dei Principati

Campania, Italia, Itinerari • di

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Partiamo da una premessa fondamentale: è necessario sfatare il mito che nel Sud Italia il cicloturismo non è praticabile. Se da una parte la carenza generale di strutture bike-friendly è un dato di fatto, specie se la confrontiamo con le regioni alpine, dall’altra molte cose stanno cambiando e c’è più di un caso virtuoso che ha scommesso su forme di turismo sostenibile per valorizzare l’enorme patrimonio offerto da queste zone.
Senza dubbio la provincia di Salerno è una di queste, e strutture come l’Hotel dei Principati a Baronissi (SA) hanno deciso di puntare su una serie di facilitazioni e risorse per il cicloturismo.
Situato in una posizione strategica a due passi da una serie di punti di interesse turistico, storico e naturalistico. Sul posto sono inoltre disponibili un locale per il parcheggio bici, la possibilità di noleggiare, riparare e organizzare tour guidati nella zona tramite la guida MTB Giovanni Carrano, oltre che di un piccolo servizio navetta per bici.

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Hotel dei Principati

 

Dal punto di vista turistico in senso lato, ci troviamo a una manciata di km da Napoli, dagli scavi di Pompei e Paestum, dal Vesuvio, dalla meravigliosa Costiera Amalfitana e dagli incontaminati monti dell’entroterra avellinese.
Da uno più cicloturistico in senso stretto, è una sorta di crocevia tra almeno tre grandi ciclovie a lunga percorrenza che vi passano nei pressi:

• il (futuro) percorso Eurovelo 7, la Sun Route che taglia l’Europa da nord a sud, da Capo Nord a Malta lungo la dorsale tirrenica: un viaggio appassionante purtroppo ancora in via di sviluppo nel tratto italiano;
• la Ciclovia dei Borboni Bari / Napoli;
• la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, in partenza proprio dai Monti Picentini fino a Otranto;

Infine, da un punto di vista cicloescursionistico, la sua posizione si rivela ideale per scoprire la provincia di Salerno, per un folkloristico mix di mari&monti – la varietà paesaggistica della bassa Campania è violenta, viscerale, inaspettata: verso sud-ovest ci troviamo il Parco Regionale dei Monti Lattari e le scogliere della Costiera Amalfitana, verso nord-est ci attende il verde intenso dei Monti Picentini.

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Utilizzando l’hotel come base di appoggio e sfruttando la rete ferroviaria regionale con il suo servizio di trasporto bici, abbiamo testato due itinerari nella zona, che toglierebbero il fiato (in tutti i sensi) anche allo scalatore più accanito. Chi si aspetta maggiore clemenza dai dislivelli solo per il fatto che siamo vicini al mare, cominci ad allenare le ginocchia, ché le pendenze qui sono belle sfide.

Costiera Amalfitana e Monti Lattari

Traccia gps | Mappa kml

• distanza: 48 km
• dislivello in ascesa: 2.038 m
• fondo stradale: strada provinciale asfaltata
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• partenza: stazione ferroviaria di Nocera Inferiore
• arrivo: stazione ferroviaria di Salerno
• punti di interesse: Valico di Chiunzi, Parco Regionale dei Monti Lattari, Amalfi, Costiera Amalfitana

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Si tratta di un giro a semi-anello per godere di tornanti e panorami mozzafiato, in grado di regalare tanto il fresco dei boschi costieri quanto lo spettacolo di borghi di pescatori dalle case a tinte pastello. Anche se si svolge sempre su strade secondarie, è consigliabile pedalare su queste strade fuori stagione per evitare il traffico verso il mare e la calura.
Dalla stazione di Baronissi evitiamo lo smog dei centri abitati intorno ai primi km di Salerno/Reggio scendendo a Nocera Inferiore e iniziando a pedalare da lì.

Il paesaggio è sovrastato da rilievi importanti, tra tutti l’inconfondibile sagoma sventrata del Vesuvio, che pare sorvegliare la zona con nervosismo latente. Usciamo per stradine pittoresche da Nocera, tra i panni stesi alle finestre e il viavai nelle botteghe, e davanti a noi inizia a profilarsi il verde dei Monti Lattari: sono tanto ripidi da rendere difficile credere ci possa essere mare proprio lì dietro, eppure la brezza che filtra da lì sopra toglie ogni dubbio. E così, la prima rampa e la prima sfida è quella che porta a Corbara e ai suoi vicoli antichi: la pendenza si fa gradualmente più aspra, come se la montagna volesse saggiare la resistenza di chi pedala.
Da lontano, con impazienza, il Vesuvio sta a guardare e giudica. Chioschi solitari espongono frutti ipertrofici e sporchi di terra, donando profumi inediti alle narici cittadine; anziani aspettano il Tempo, e spremono agrumi o elargiscono bicchieri di vino nero fatto in casa.

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La strada nel frattempo si fa tortuosa, si dimena come un serpente, si concede come un’amante troppo a lungo respinta. Voltarsi dà immediatamente l’idea di ciò che si è fatto, alzare lo sguardo dal manubrio invece non concede molto al quanto manca.
Finalmente, arriva il Valico di Chiunzi: 741 m di quota guadagnati in 8 km, il premio immediato è l’ombra dei boschi e una breve tregua in cui si perde quota. Ci troviamo ora in una meravigliosa sella dove la brezza marina si insinua tra i castagni, che ci prepara all’ultima, breve salita prima di Ravello.
Da qui in poi la presenza del mare si fa prepotente, l’azzurro contamina il verde e l’andamento delle curve si fa intestinale: la sensazione di volare mentre si tagliano i tornanti è accresciuta dalla visuale dei paesi molto, molto più in basso.

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Superati scorci incredibili e paesaggi da cartolina col classico pino che sfida la gravità a picco sulle scogliere, giungiamo sulla costiera: di Amalfi è quasi superfluo parlare, tanta la bellezza che la avvolge. E arrivarci in bici è forse l’unico modo per godersela senza stress da parcheggi o ressa da bus-navetta. Da qui, il ritorno verso Salerno e al treno di ritorno per Baronissi è panoramico e facile (occhio soltanto alle curve cieche, la strada è piuttosto stretta!), tutto a bordo mare.

A caccia di nocciole a Sieti, sui Monti Picentini

Traccia gps | Mappa kml

• distanza: 42 km
• dislivello in ascesa: 1.119 m
• fondo stradale: strada provinciale asfaltata
traccia gpx
• partenza: Hotel dei Principati (Baronissi)
• arrivo: stazione ferroviaria di Salerno
• punti di interesse: Gaiano, Castiglione dei Genovesi, Frassineto dei Monti Picentini, Sieti

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Se la costa ama mostrarsi scintillante e perfetta, concedendosi ai turisti con compassato compiacimento, l’entroterra della bassa Campania è schivo e ritroso, e le sue vallate acerbe e incontaminate si aprono solo a chi ha la costanza di cercarle. In queste terre rigogliose e battute dal sole ogni paese ha un suo prodotto tipico dal sapore unico al mondo: per fare qualche esempio, da Avellino è facilmente raggiungibile in bici anche Tufo, città del celeberrimo vino Greco, senza scendere nei particolari dei luoghi di produzione di limoncello o mozzarella di bufala.

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Ma l’itinerario in questione è volto alla conquista di un altro tesoro, invidiato in tutto il mondo al punto che proprio la Ferrero viene a rifornirsi qui: la nocciola di Sieti. In questo borgo arroccato sui Monti Picentini, infatti, viene prodotta una delle varietà di nocciole migliori in assoluto.
Partendo dall’Hotel dei Principati, attraversiamo il cavalcavia che passa sopra la Salerno/Reggio Calabria per poi svoltare a destra in direzione Penta: le strade sono molto meno trafficate rispetto al giro costiero, passa una macchina ogni mezz’ora, rendendo questo itinerario una sorta di ciclabile naturale.
Ma ogni luogo va guadagnato, e il prezzo / controparte per tanta bellezza sono ancora una volta le pendenze: non che sia un problema, chi va in bici sa bene che la salita sa donare soddisfazioni enormi, o questo almeno è ciò che si pensa fino a Gaiano: giunti al grazioso borgo, infatti, inizia la vera salita, quella per il valico della Cappelluccia (818 m), che non si fa desiderare tanto per lunghezza quanto per inclinazione – ci sono strappi con punte superiori al 18%.

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Il verde intenso dei boschi attorno, e il silenzio rotto solo da qualche trattore in lontananza o dall’insistenza delle cicale che fanno il tifo, sono comunque in grado di ripagare ogni sforzo; frassini, noccioli, querce e castagni sono i quattro semi di un mazzo di carte vegetali che caratterizza questa zona, e il loro profumo avvolge in maniera preponderante.
Superata la statua della Madonna della Neve e quella di Padre Pio, si ottiene finalmente la grazia dal sudore, e si scende a rotta di collo verso Castiglione dei Genovesi, luogo che diede i natali all’omonimo filosofo Antonio Genovesi (1712/1769).
Dopo la discesa, ci attende un costone in falsopiano in direzione di San Cipriano, che si muove lungo una vallata il cui scopo è forse quello di prepararci all’ultimo muro, la breve ma impegnativa salita per Sieti (circa 2,5 km, con pendenza media al 7,7%).
E dopo una meritata scorpacciata di nocciole, il ritorno è tutto in discesa fino al mare e alla stazione di Salerno, per riprendere il treno verso l’hotel.

 

Hotel dei Principati

 

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