Morire pedalando dopo aver vissuto una vita sui pedali

17 Maggio 2013

Il ricordo di Alberto Fiorin

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Mauro Talini, quarant’anni a luglio, una vita passata a viaggiare in bicicletta per le strade del mondo. Viaggi lunghi, lunghissimi, in solitaria, coi bagagli, a ritmi sostenuti: nel 2005 Massarosa (Lu)-Fatima, 2264 km in 18 giorni; nel 2006 Massarosa (Lu)-Czestochowa-Cracovia-Berlino-Amsterdam, 3252 km in 21 giorni; nel 2007 Massarosa (Lu)-Capo Nord, 5665 km in 39 giorni; nel 2008 Massarosa (Lu)-Gerusalemme, 4680 km in 33 giorni; nel 2009-2010 Bolivia-Brasile-Argentina, 9286 km in 80 giorni; nel 2012 Dal Sud al Nord del mondo: dalla Terra del Fuoco all’Alaska, 25.000 km in 250 giorni.

Forte, fortissimo sui pedali, cocciuto pedalatore instancabile, ha voluto fare tutte queste esperienze (nei primi chilometri del viaggio a Fatima è stato accompagnato dal ct della nazionale ciclistica Franco Ballerini) sostenendo l’associazione Diabete no limits, per mostrare che anche certe malattie possono essere vissute serenamente, che non sono per forza così invalidanti, ma che spesso possono dare quel qualcosa in più.
Lui stesso era insulino-dipendente e si è speso proprio per dimostrare direttamente che si può fare tutto, ma proprio tutto, nonostante questo handicap, che lui ha trasformato in carica in più, in spinta per andare avanti a pedalare…

Nei suoi ultimi due viaggi si è prodigato molto anche per raccogliere fondi e dare istruzione e assistenza ai bambini e ai ragazzi del terzo mondo, quello che lui ha voluto conoscere sulla propria pelle, dal vivo, in diretta, sull’asfalto o sul deserto, a cavallo della propria bicicletta.
La raccolta di fondi è proseguita anche grazie a un libro autobiografico scritto lo scorso anno “Oltre il limite… la speranza”.
Queste quattro righe lo scrivo sotto shock: stavo seguendo l’amico Mauro sul suo sito e soprattutto su quello della sua attuale spedizione www.unabicimillesperzanze2013.org quando ho saputo che lunedì 13 maggio è stato travolto e ucciso da un camion in Messico.

Era da 7/8 otto anni che conoscevo Mauro, ci eravamo scambiati impressioni di viaggio e consigli, in particolar modo con umiltà mi aveva chiesto molti dettagli per il viaggio a Gerusalemme, da me effettuato assieme all’Associazione Ponti di Pace e che lui stava progettando. Da allora ci siamo sentiti spesso, ci siamo confrontati numerose volte, ci siamo piaciuti.
Il giorno prima della partenza del suo grande viaggio, il 30 dicembre 2012, l’ho chiamato per dargli il mio personale “in bocca al lupo”.
Queste le sue ultime parole, postate nel suo blog il 12 maggio:

132 Giorno
12-05-13
Percorso: oltre La Pintada – a 70 km dopo Hermosillo 127 km

Holà,
dove eravamo rimasti ieri?
Che ripartivo, con la sorpresa che il vento mattiniero è scomparso. Bellissimo!
Il dormire in tenda ha i suoi pro e contro, uno è che le glicemie sono ottime… Non potendo avere abbondanza, mangio il giusto razionando… Fiscalissimo in tutto. La fame c’è ma prevale lo spirito di sopravvivenza… Il superfluo se ne va!
È proprio vero, l’essere umano nell’abbondanza si confonde….
Da un paio di giorni è ancora cambiata l’ora, quindi adesso sono a – 9 ore dall’Italia. A me non cambia molto questo cambio, vado con l’orologio dell’alba e del tramonto…
In questo momento sono a Santa Ana, buona pedalata e chissà che il vento diventi il mio alleato per superare il Desierto de Altar… Prime ore contro, da circa un’ora quasi del tutto favorevole…
Ciao hasta luego.

Sembra incredibile, sembra assurdo, ma del resto… c’è poco da aggiungere.
Ciao Mauro, amico ciclo-viaggiatore, anarchico della pedivella… che la terra ti sia lieve.

Alberto Fiorin

Leggi: Addio a Mauro Talini, il cicloviaggiatore diabetico

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