Itinerari

Foreste Casentinesi: due itinerari gravel nella natura incontaminata

Foreste Casentinesi: due itinerari gravel nella natura incontaminata

Le Foreste Casentinesi si estendono sull’Appennino tra Romagna e Toscana, un territorio che conta solo 1600 abitanti e oltre 36 ettari di bosco decretato Parco Nazionale.

Esistono ancora luoghi, in Italia, completamente incontaminati, dove trascorrere ore in mezzo alla natura e poter vivere delle giornate lontane dal turismo di massa? La risposta è sì. Uno di questi è sicuramente proprio il territorio delle Foreste Casentinesi, piccola fetta di Appennino tra la Romagna e la Toscana.

E uno dei metodi migliori per scoprire questa zona, così selvatica e indomata dall’uomo, è proprio pedalando: tantissime strade forestali che attraversano boschi disabitati infatti sono a disposizione di chi ama le due ruote, ovviamente gravel o MTB. Un vero toccasana contro lo stress e i ritmi del quotidiano.

Le Foreste Casentinesi: consigli

Foreste Casentinesi

Le Foreste Casentinesi sono diventate Parco nazionale nel 1993: 36 ettari di natura selvaggia, con pochissime città abitate (si contano solo 1500 residenti). Pedalare qui significa ritrovarsi completamente sperduti davanti alla maestosità della natura: decine e decine di km senza incontrare altri esseri umani, solo torrenti, alberi, rocce e animali.

Nel territorio sorgono vari comuni: nel lato romagnolo Santa Sofia, Premilcuore, Portico di Romagna, Tredozio, Bagno di Romagna. Sul versante toscano invece ci sono Poppi, Bibbiena, Chiusi della Verna, Pratovecchio Stia, San Godenzo e Lorda.

Per pernottare si può cercare qualche struttura in questi paesi, ma attenzione perché non ce ne sono molte ed è bene prenotare con anticipo. Personalmente, ho alloggiato a Santa Sofia perché comoda da raggiungere da Forlì ed è un bel centro con ristoranti e attività commerciali, b&b e appartamenti turistici meravigliosi e a buon mercato (per le coppie consiglio l’Hotel Vecchio Comune per i gruppi di amici Ostello Antica Filanda). È un paesino molto suggestivo da visitare, soprattutto per il suo parco fluviale pieno di spiaggette naturali in mezzo al verde – attrezzate per la bici e con percorsi ciclopedonali -, dove si può fare il bagno e rinfrescarsi nel torrente Bidente.

Foreste Casentinesi, Caterina Zanirato

Due tour ad anello intorno alle Foreste Casentinesi

Mi sono fermata a Santa Sofia due giorni e ho diviso il mio viaggio in bici in due tracce ad anello: la prima verso nord, visitando Premilcuore e gli altri bellissimi borghi storici sospesi sull’acqua di quella zona. La seconda verso la Toscana, entrando proprio nel cuore delle riserve naturali in particolar modo quella di Sasso Fratino.

Santa Sofia – Premilcuore: 45 km, sterrato + asfalto, 1000 m dislivello

Foreste Casentinesi

Santa Sofia e Premilcuore sono state protagoniste del Tour de France 2024, che proprio dall’Italia è partito. Ho voluto quindi dedicare la prima traccia che ho fatto nelle Foreste Casentinesi proprio alla carovana gialla e andare a visitare questi due paesi. La loro particolarità è l’acqua: Santa Sofia è solcata da un torrente che diventa centro nevralgico e di ritrovo per l’intera città, Premilcuore è circondata da torrenti e cascate davvero suggestive.

Si tratta di un giro abbastanza semplice, che richiede tre ore di tempo, alternando la prima parte in salita a una seconda in discesa.

Partendo dal parco fluviale di Santa Sofia, si imbocca la salita in asfalto verso Camposonaldo. La salita non pesa tantissimo perché è intervallata da discese divertenti in mezzo a colline dal paesaggio panoramico. Tra uno strappetto e una discesa, si passa tra borghi in pietra, cimiteri nascosti dagli alberi e dolci pendii in mezzo alla natura. Se si percorre questa strada all’orario del tramonto è davvero fantastica. A un certo punto la strada diventa sterrata, anche perché purtroppo questa zona è stata una di quelle più colpite dalle alluvioni del 2023 e alcune strade sono state soggette a frane e smottamenti. Lungo il percorso non c’è molto se non l’incanto della natura, vi consiglio quindi di caricare bene le borracce d’acqua.

Foreste Casentinesi

A 5 km da Premilcuore, inizia una divertente discesa tra bosco e alberi che vi condurrà fino in centro città. Attraversato il caratteristico ponte potete raggiungere le meravigliose cascate della Sega e la cascata Urlante: qui l’acqua regna sovrana. Per tornare, si può pedalare lungo la strada asfaltata che passa per Galeata: una lunga discesa che si interrompe solo per la salita del monte delle Forche: dolce e senza troppo dislivello, immersa nel verde.

Foreste e Riserva Naturale di Sasso Fratino: 70 km, sterrato + asfalto, 1600 m dislivello

Parco delle Foreste Casentinesi

Questo itinerario è molto molto più tosto, ma anche decisamente più suggestivo. Si attraversa infatti il cuore delle Foreste Casentinesi, ovvero le riserve naturali completamente vergini, senza centri abitati e attività commerciali, ma ci si perde in mezzo ad alberi, crinali di montagna e paesaggi incantati.

Partendo da Santa Sofia si punta a Ridracoli, attraverso una strada asfaltata leggermente in salita. Dopo una breve discesa, si raggiunge il centro del paese caratterizzato da un suggestivo ponte in pietra a schiena d’asino. Qui si può scegliere se fare una breve sosta alla diga di Ridracoli, non balneabile ma visitabile in kayak, o proseguire direttamente verso il bosco. Da questo momento la strada diventa sterrata e non si vede più anima viva per almeno una trentina di km. Importante è, quindi, sapere che bisogna portare cibo e acqua con sé: non si trovano molte fontanelle e la pendenza è tosta, soprattutto sotto il sole d’estate.

Il primo tratto è una mulattiera che vi porta fino a Casanova D’Alpe, un borgo disabitato a 970 metri d’altezza. Uno sterrato duro, soprattutto sotto al sole.

Si tratta di una salita di circa 6-7 km che vi condurrà sul crinale del monte da dove vi accoglierà un panorama pazzesco: pareti di roccia stratificata che sembrano disegnate, alture ricoperte di verde senza nessun segno dell’essere umano, flora e fauna di tutti i tipi, punte frastagliate che si ergono in mezzo al nulla.

La discesa

Caterina Zanirato nelle Foreste Casentinesi

Segue una discesa, non troppo tecnica, fino all’imbocco della strada forestale di Badia Prataglia, che vi farà attraversare una foresta piena zeppa di alberi, da cui potete ammirare il lato sud della diga di Ridracoli.

Albero dopo albero, bosco dopo bosco, raggiungerete La Lama dove sorge un rifugio e zampillano meravigliosi torrenti. Da qui ci si tuffa ancora nel bosco, attraversando un saliscendi che gira intorno alla Riserva Naturale di Sasso Fratino, tra faggi, torrenti e un’ultima salita. Anche in questo caso si tratta di uno sterrato piuttosto tosto e tecnico, lungo circa 5 km, che vi porterà ad attraversare il passo della Calla.

Finita la fatica, vi aspetta una discesa di circa 6 km su sterrato fino a Corniolo, dove riprenderete l’asfalto e percorrerete i 15 km più divertenti, in discesa, attraversando parchi fluviali fino a Santa Sofia.

Scarica qui le tracce dei due anelli

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Commenti

  1. Andrea Gennai ha detto:

    Salve, vi chiedo di correggere l’articolo laddove si dice che il percorso porta “nel bel mezzo della Riserva naturale di Sasso Fratino” perché tale riserva integrale è a divieto di accesso ed infatti il percorso la lambisce senza mai entrarvi. In questo modo rischiate di indurre i visitatori in sanzione. Grazie.

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Salve Andrea,

      abbiamo riformulato la frase sottolineando che il percorso che abbiamo pedalato gira intorno alla Riserva naturale di Sasso Fratino, senza entrarvi.

      Grazie per la segnalazione, un caro saluto.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

  2. Maria Grazia ha detto:

    molto interessante e dettagliato..grazie

  3. Tiziano ha detto:

    Belle le foreste Casentinesi , abito a Firenze e le conosco bene avendoci fatto escursionismo dagli anni ottanta.
    Belle anche le foto naturalistiche.

    Mi chiedo cosa ci incastrino le foto della signorina che si mostra in reggiseno e e di schiena facendoci ammirare pure un bel tatuaggio.
    (sorvolo sulla pubblicita alla marca della bicicletta)

    Ma davvero per promuovere una cosa anche su Bike Italia c’è bisogno di ricorrere a questi mezzucci che mettono in risalto la solita ragazza semisvestita che non ci incastra niente con il contesto ?

    Mettetele una maglietta e fatele foto magari mentre suda in salita o pedala su qualche sentiero ,date dignita a quella ragazza ed ai vostri articoli per favore.

    1. Barbara Orlandi Barbara Orlandi ha detto:

      Gentile Tiziano, la “signorina” è l’autrice dell’articolo, ha pedalato lei le due tracce e ha dovuto adattare l’abbigliamento al gran caldo. Sono foto scattate durante le sue pedalate.

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