Un itinerario in bici lungo la Via dei Centenari in Sardegna

Ci addentriamo nella provincia di Nuoro, nell’entroterra sardo a pochi chilometri dal Golfo di Orosei, per esplorare la Via dei Centenari. In sei tappe percorriamo un tour alla scoperta dei luoghi di una delle cinque Blue Zone del mondo, ovvero le aree geografiche del pianeta dove si ha più probabilità di vivere fino a 100 anni. 

Cicloturismo in Sardegna, crediti Sardovagando
Cicloturismo in Sardegna, crediti Sardovagando

Grazie ai suggerimenti di Sardovagando – Sardinia (e)Bike Experience scopriamo una zona incontaminata e fuori dai soliti giri. 

1 Da Galtellì a Orgosolo

Per questo viaggio alla scoperta dei paesaggi, dei sapori e dei volti della Sardegna partiamo dal borgo di Galtellì, ovvero il luogo letterario in cui Grazia Deledda ha ambientato il suo romanzo “Canne al vento”. Caratterizzato da strade acciottolate e da una cucina tradizionale che si perde nel passato è sicuramente uno dei borghi sardi meglio conservati.

Lasciato Galtellì, si procede in mezzo alla natura della Valle del Cedrino, quinto fiume più lungo della Sardegna che nasce sul Gennargentu. Il territorio è punteggiato da spettacolari canyon scavati dalle acque del fiume, dove risplendono basalti, calcari e una lussureggiante macchia mediterranea. A poca distanza dal percorso si trovano le Sorgenti Su Gologone, una risorgiva carsica che si presenta come un piccolo lago incastonato tra due alte pareti di roccia dolomitica. La sua acqua si colora di verde smeraldo, turchese, blu intenso, a seconda della luce del sole. 

Prima di proseguire si fa una sosta a Oliena, borgo della Barbagia ai piedi del monte Corrasi, a dieci chilometri da Nuoro. Un luogo suggestivo incastonato tra le montagne e circondato da boschi e sorgenti. 

In bici in Sardegna crediti Sardovagando
In bici in Barbagia, crediti Sardovagando

Dopo la sosta si prosegue fino ad Orgosolo lungo la strada asfaltata Oliena Orgosolo. Dopo 17 chilometri di curve e panorami da Vecchio West, si raggiunge il celebre paese-museo dal profondo legame con le sue radici barbaricine. È questa la patria del canto a Tenore, patrimonio dell’Umanità Unesco, e qui si trovano i murales che adornano stradine, piazze ed edifici raccontando di politica e cultura, di dissenso e lotte popolari, di malessere e giustizia sociale.

2 Da Orgosolo a Teti 

Nella seconda tratta si pedala per circa 45 chilometri su strada asfaltata e si sale diverse volte a circa 1000 m slm. Si attraversano i borghi di Mamoiada, Gavoi e Ollolai. 

Mamoiada è un luogo magico, circondato da una miriade di sorgenti e torrenti che alimentano rigogliosi boschi, pascoli e vigneti. È il paese dei Mamuthones e degli Issohadores, le maschere tipiche del Carnevale sardo, e di infinite specialità gastronomiche. 

Lasciata la città dei Mamuthones tra dolci pendii e curve si raggiunge Ollolai, dopo aver attraversato Gavoi,  al centro del territorio del Gennargentu, per due terzi ricoperto da boschi di lecci, castagni, agrifogli, noci e ciliegi. Sembra che Ollolai derivi dall’attico alalè, grido di guerra delle tribù della zona prima della battaglia e non stupirebbe, data l’indole ribelle dei barbaricini. 

Proseguiamo nel verde, e dopo 10 chilometri ci imbattiamo nel Lago di Chucchinadorza, un bacino artificiale circondato dai boschi e dove è possibile anche praticare sport acquatici. Costeggiata la parte settentrionale del lago si prosegue verso sud in direzione Teti, l’arrivo della nostra pedalata. Teti si trova sulle pendici del Gennargentu a 700 mslm e ospita il villaggio-santuario di Abini, uno degli insediamenti più importanti della Sardegna nuragica. È costituito da numerose capanne e da un pozzo sacro ed è il luogo di ritrovamento del bronzetto nuragico più importante della Sardegna: quello raffigurante il dio Sandan (Sardan, Sardus) rappresentato con quattro occhi e quattro braccia e con antenne o corna. 

3 Da Teti a Belvì

Per la terza tranche del percorso si prosegue verso sud lungo la provinciale SP 60 fino a Tiana e poi, attraversato il borgo, sulla statale SS 128. Un fondo comodo per questi 28 chilometri di saliscendi. Tiana è un minuscolo paese (500 abitanti) arroccato sul Gennargentu noto soprattutto per l’orbace, un tessuto ottenuto dalla filatura della lana di antiche origini e oggi usato per confezionare abiti tradizionali invernali. Si può ammirare anche un’antica gualchiera, ovvero una sorta di mulino con un macchinario usato per la follatura della lana. Qui ha vissuto l’uomo più longevo mai verificato in Italia, il signor Antonio Todde spentosi all’età di 112 anni e 346 giorni.

Sul Gennargentu, crediti Sardovagando
Sul Gennargentu, crediti Sardovagando

Lungo il percorso si incontra anche Tonara, un paese circondato da una lussureggiante distesa boschiva con castagni millenari, noccioli e noci. Dalle foreste si ricavano i frutti per produzione artigianale di un prodotto tipico di questa località: il torrone.

Da qui mancano una decina di chilometri per raggiungere Belvì, un altro piccolissimo paese arrampicato sul massiccio del Gennargentu nelle cui foreste pare abitino esseri fantastici come lo spaventoso Maschinganna e le janas, che di giorno tessono nelle loro domus scavate nella roccia e di notte vagano tra gli alberi. Da tener presente come luoghi da visitare: l’oasi Su de Maccioni, la punta Tonnai, la pineta di Pitz’e Pranu e la foresta di Uatzo. 

4 Da Belvì a Seulo/Agriturismo Ticci

Si parte da Belvì dopo una salita impegnativa si arriva ad Aritzo, dove la natura merita di essere guardata con ammirazione e rispetto.  Dopo alcuni saliscendi si comincia a scendere per una decina di chilometri – occhio alle pendenze – finché dopo un po’ di tornanti si arriva al punto più basso della giornata, a 400 m slm nei pressi del fiume Flumendosa

Da qui si risale con qualche strappo fino a raggiungere, dopo circa 25 chilometri la località di Seulo, un ameno borgo di montagna cuore della blue zone sarda: dal 1996 al 2016 qui sono stati registrati ben venti centenari. Ci si ferma all’agriturismo Ticci, pronti per rifocillarsi e riposare prima di ripartire per la quinta tappa.

5 Da Ticci a Lampathu 

Questa tappa è in realtà un intermezzo che può essere fatto in MTB. Data la lunghezza (quasi 73 chilometri) può essere spezzata in due: Agriturismo Ticci – Villagrande Stazione e Villagrande Stazione – Rifugio Lampathu. Per intraprendere questo percorso vi consigliamo di organizzare con Sardovagando per scegliere i tratti migliori e non perdere nessuno dei punti naturalistici spettacolari che il tragitto attraversa. Su Komoot potete vedere i tracciati nel dettaglio: tappa 1 e tappa 2

Da non perdere qui, dopo aver attraversato diversi rii e torrenti, il Lago Alto del Flumendosa: inserito in un paesaggio incontaminato composto da boschi di leccio e di rovere e da macchia mediterranea in cui vivono cervi e mufloni, è il lago artificiale più alto di tutta la Sardegna.

In bici in Sardegna, crediti Sardovagando
In bici in Sardegna, crediti Sardovagando

L’arrivo di questa lunga tappa è il rifugio Lampathu, che si raggiunge proseguendo verso nord da Villagrande Stazione in un su e giù tra asfalto, sterrato e attraversamenti di fiumi. Se non programmate di arrivare al Rifugio, terminate la tappa a Urzulei. 

6 Lampathu – Urzulei – Girasole

Ultima tappa della Via dei Centenari, una facile discesa a mare di 37 chilometri da fare in tutta calma per godersi il cambiamento del paesaggio. Dal rifugio (o da Urzulei) prendete la SP 56 in direzione sud fino a Lotzorai e poi proseguite in pianura fino a Girasole. 

Urzulei è un borgo di poco più di mille abitanti nell’Ogliastra, sito alle pendici del monte Gruttas. Prima di partire non dimenticate di assaggiare i salumi e i formaggi prodotti qui, una colazione del campione prima degli ultimi chilometri!

Il premio di questo viaggio e senz’altro il panorama d’acqua che vi attende. Che vi fermiate a Lotzorai, quindi a meno di un chilometro dal mare, o proseguiate fino a Girasole, sullo stagno di Tortolì, rimarrete incantati dal blu che premierà la vostra fatica. A Lotzorai ci sono sette chilometri di litorale e davanti alla spiaggia cittadina c’è l’isolotto d’Ogliastra, un piccolo arcipelago di tre isolette di granito rosa e porfido rosso.

Lo stagno di Tortolì è un interessante ecosistema palustre, ricco di molte specie diverse di uccelli acquatici che qui hanno trovato il loro habitat naturale. Inoltre è un bacino pescoso, così ricco tanto che gli abitanti non hanno mai avuto la necessità di pescare in mare.

Il mare della Sardegna, crediti Sardovagando
Il mare della Sardegna, crediti Sardovagando

Non resta che preparare i bagagli e decidere quando pedalare in questa meravigliosa regione: in primavera al risveglio della natura o in autunno con temperature miti e colori caldi?

Nota: per un tour organizzato, aggiungere escursioni o tappe e inserire esperienze come giornate in barca, potete chiedere a Sardovagando.

Bike Hotel su questo itinerario

Bed & Breakfast Sa Corte Nova

Via K. Marx 10

+39 333 9229940
mariangeladui@alice.it
Lula € / Notte
(NU)

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