Durante l’ultima edizione della Fiera del Cicloturismo, i Bikeitalia Talks sono stati uno spazio di incontro e confronto per chi il viaggio in bici lo vive davvero: storie, consigli, idee e visioni raccontate dal vivo da chi il cicloturismo lo vive per davvero.
Da quest’esperienza live è nata la volontà di portare il format anche per iscritto, trasformandolo in una serie di interviste per approfondire temi, percorsi e punti di vista.
Oggi approfondiamo il viaggio di Michela Fenili, che sul palco della Fiera del Cicloturismo ha raccontato del suo viaggio in Asia in bicicletta.
Come è nata l’idea di partire per il tuo viaggio in bicicletta? Cosa ti ha spinto a scegliere proprio questa destinazione?
Viaggio ormai dal 2013 e anno dopo anno, ho ampliato il raggio di azione, allungando anche i giorni di viaggio e spostandomi in mete sempre nuove…
Fno ad arrivare al 2024 quando io e il mio compagno di avventure abbiamo deciso di andare in Asia e affrontare un viaggio in bici in un altro Continente. Il Vietnam mi ha sempre affascinato, infatti inizialmente volevamo visitare solo quello, ma è davvero vasto da Nord a Sud e non avevamo abbastanza tempo per percorrerlo tutto. In più la logistica e i costi dei voli non venivano in supporto a quest’idea. Alla fine abbiamo trovato una buona opzione arrivando a Bangkok in Thailandia e poi ripartendo da Ho Chi Min in Vietnam e ci è subito piaciuta l’idea di fare una traversata tra queste due capitali del Sud Est asiatico, passando attraverso tre paesi.
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Durante il viaggio hai incontrato persone o vissuto situazioni che ti sono rimaste particolarmente nel cuore?
Tante: il viaggio in bici ti permette di spostarti a ritmo lento e questo ti connette molto di più con il territorio e le persone che lo abitano, rispetto ad un viaggio on the road con un mezzo motorizzato e veloce. Ti fermi per fare delle soste, chiedere informazioni, controllare la traccia, sei praticamente sempre sulla strada e incontri tante persone che ti salutano e spesso ti guardano incuriosite. Essendo occidentali e passando anche in zone rurali e poco turistiche, passavamo giornate a dire semplicemente: Hello a tutti quelli che incontravamo. Abbiamo sempre incontrato sorrisi e disponibilità in quanto il popolo asiatico in generale è molto accogliente, tranquillo e delicato nei comportamenti.
Un giorno avevamo una tappa abbastanza lunga in Vietnam, uno spostamento di circa 140 km. Ad un certo punto su una stradina mezza sterrata in un villaggio rurale vediamo dei paramenti fuori da una casa e delle persone che stanno facendo delle foto con due sposi. Ci fermano e ci invitano ad entrare al matrimonio. Iniziano a farci foto e a metterci in braccio i loro bimbi piccoli. Ci siamo sentiti un po’ degli ’special guest’ in quel momento. Ci hanno trascinato nella sala da ballo e hanno iniziato ad offrirci da bere coinvolgendoci nella festa. Non parlavamo la stessa lingua, ma poco importa, erano felicissimi di averci come ospiti d’onore al matrimonio. Purtroppo siamo dovuti ripartire, o non saremmo mai arrivati alla meta quel giorno, ma ci siamo davvero divertiti ed è un aneddoto che ci rimarrà nel cuore.
La magia dei viaggi in bici è anche questa, quella capacità di rendere tutto possibile e di aprire porte e relazioni lungo la via.


Qual è stato il momento più difficile che hai affrontato lungo il percorso e in che modo sei riuscito a superarlo?
Uno dei momenti più difficili è stato quando ad un certo punto abbiamo trovato una strada interrotta causa frana per le alluvioni in Cambogia. La strada non era del tutto chiusa, ma era letteralmente inagibile in bici. La traccia ce la dava come percorribile, ma arrivati al nostro B&B la sera, quando hanno capito dove volevamo andare l’indomani, ci hanno subito detto che non era possibile in nessun modo in bici e non c’erano vie alternative, perché c’era un monte da attraversare. Ci siamo fidati.
Dopo un po’ di chiamate il responsabile del nostro B&B ci ha trovato un passaggio in uno shared taxi che avrebbe percorso quella strada l’indomani mattina. E così è stato, ci sono venuti a prendere con una monovolume già piena di persone e bagagli, ma l’inventiva dell’autista ha fatto si che con qualche spostamento e smontando le bici, riuscissimo a salire e partire. La strada era davvero tutta fango e detriti e difficile da percorrere anche in auto. Siamo riusciti ad arrivare a destinazione dopo un viaggio rocambolesco, e questa è stata solo una delle variazioni che abbiamo dovuto fare nel tratto di attraversamento della Cambogia. Dei tre Paesi visitati, è stato quello che ci ha messo più alla prova per via di strade spesso inagibili.


Per chi sogna di intraprendere un’esperienza simile, quali consigli daresti sulla pianificazione del viaggio, la navigazione e la scelta del percorso?
Consiglierei un viaggio così, a chi ha già qualche esperienza di cicloturismo, perché bisogna davvero sapere di essere autonomi, la differenza culturale e linguistica, gli scarsi servizi verso i ciclisti, ti impongono di dover sapertela cavare anche da solo, in caso di guasti al mezzo. È importante partire ben organizzati, aver già pianificato le tappe, per non rischiare di doversi fermare nel nulla. Le variazioni sono sempre possibili, ma una buona organizzazione e pianificazione aiuta sempre a non perdere tempo e a godersi al meglio le giornate.
La scelta del percorso è sempre molto soggettiva, dipende dagli interessi di ognuno, dai chilometri che possiamo percorrere al giorno, dalla forma fisica e mentale con cui approcciamo il viaggio. Il consiglio è iniziare a documentarsi online, leggere racconti di altri viaggiatori, informarsi bene, per poi partire!

Ci sono ciclovie o itinerari che consiglieresti particolarmente a chi vuole avvicinarsi al cicloturismo? E per te stessa, hai già in mente la meta del tuo prossimo viaggio?
Sicuramente la zona dove ho iniziato io, quella della Carinzia in Austria, è il paradiso delle ciclabili e la consiglierei. Ha molti servizi, i paesaggi sono bellisismi, tra laghetti montani e natura.
Sono appena tornata dalla Costa dei Trabocchi in Abruzzo e ho scoperto la ciclovia Adriatica n. 6, anche quella può essere una valida alternativa per iniziare. Facile da seguire, vicina al mare e servita dai treni. Diciamo che in italia non mancano gli itinerari, ne abbiamo per tutti i gusti.
Il mio prossimo viaggio sarà ad agosto e partirò da Vilnius in Lituania per un viaggio ad anello nei paesi baltici. Se siete curiosi seguite @lacicloturista.


Ci sono viaggiatori, esploratori o creator che segui sui social e da cui trai ispirazione per le tue avventure?
Sì devo dire che ne seguo molti e ognuno mi ispira per motivi diversi. Seguo anche molte ragazze che vanno in bici, come Raffaella @civadoinbici che ho avuto anche modo di incrociare nel mio viaggio tra Albania, Macedonia e Grecia, piuttosto che @ilariainbicicletta che propone spesso itinerari interessanti nel territorio vicino al mio, in Lombardia. Altri nomi potrebbero essere @cercatoridilucciole o le @ciclistepercaso.



















Mitici. Ci siamo conosciuti per caso in Macedonia del Nord a Ocrida. Ciao Michela!!
Questo è un percorso che avevo pianificato anch’io per quest’anno. Anche se all’inverso. Alla fine ho dovuto rinunciare per la chiusura della frontiera terrestre tra Thailandia e Cambogia causa guerra.. non è più così? Voi che valico avete fatto? Ciao, grazie