Quando il film Call Me by Your Name (in italiano “Chiamami col tuo nome“) arrivò nelle sale nel 2017, pochi immaginavano che avrebbe avuto un impatto così profondo non solo sul cinema, ma anche sul turismo. Diretto da Luca Guadagnino e interpretato da Timothée Chalamet e Armie Hammer, il film racconta la storia d’amore tra Elio e Oliver nell’estate del 1983, tra ville di campagna, piazze assolate e strade secondarie della provincia cremasca.
Per la comunità LGBT il film rappresentò una milestone importantissima. In un periodo in cui le storie d’amore omosessuali erano ancora poco presenti nel grande cinema internazionale, Call Me by Your Name riuscì a conquistare pubblico e critica grazie a una produzione di alto profilo, un regista già affermato, interpreti d’eccezione. Più che un semplice film, divenne rapidamente un fenomeno culturale che è riuscito a parlare a milioni di persone.
In questo racconto le biciclette hanno un ruolo centrale. Non sono semplici mezzi di trasporto, ma strumenti di libertà, scoperta e avvicinamento. I protagonisti, Elio e Oliver, attraversano campagne, raggiungono paesi vicini, si allontanano dagli adulti e costruiscono il proprio spazio di intimità pedalando lungo strade tranquille immerse nel paesaggio lombardo. Le immagini delle loro pedalate sono diventate alcune delle scene più iconiche dell’intero film, tanto da trasformare la bicicletta in uno degli elementi più riconoscibili dell’immaginario legato all’opera di Guadagnino.
Il turismo cinematografico in bicicletta
Negli anni successivi all’uscita del film, Crema ha visto arrivare visitatori da tutto il mondo. Attirati dagli scenari pittoreschi del film, i fan hanno iniziato a raggiungere la città per vedere con i propri occhi i luoghi in cui era stata ambientata la storia. Piazze, palazzi, caffè e scorci della campagna sono diventati tappe di un vero e proprio pellegrinaggio cinematografico.
Il fenomeno non è unico nel suo genere. Da sempre il cinema ha la capacità di trasformare luoghi reali in mete di culto per appassionati. In Italia basta pensare a Roma, che continua ad attirare visitatori che vogliono ritrovare gli scorci di Vacanze Romane o de La Dolce Vita, oppure a Matera, diventata ancora più conosciuta grazie a produzioni come No Time To Die e The Passion of the Christ. Su scala internazionale il fenomeno è ancora più evidente: la Nuova Zelanda ha costruito una parte della propria immagine turistica attorno ai paesaggi de Il Signore degli Anelli, mentre all’estremo opposto del pianeta il deserto tunisino continua a richiamare gli appassionati di Star Wars.
In quasi tutti questi casi, però, il viaggio consiste soprattutto nel raggiungere una destinazione e osservare un luogo diventato celebre grazie al cinema. Crema presenta una particolarità diversa. Chi arriva sulle tracce di Elio e Oliver non vuole limitarsi a fotografare una piazza, una villa o un edificio. Molti desiderano ripercorrere il film nel modo più autentico possibile: in bicicletta. Più che visitare un set, i fan cercano di rivivere una sensazione, percorrendo in bici le stesse strade di campagna, raggiungendo le stesse sorgenti, percependo la stessa atmosfera. È una forma di turismo cinematografico più esperienziale, in cui la bicicletta è parte integrante del racconto.
Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!
Iscriviti alla newsletter

Crema ha saputo cogliere l’occasione
Di fronte a un interesse che continuava a crescere, il territorio non è rimasto a guardare. Negli anni si sono sviluppati servizi dedicati ai visitatori che desiderano esplorare la zona in bicicletta, con strutture ricettive attente alle esigenze dei cicloturisti, possibilità di noleggio e percorsi sempre più facilmente accessibili.
L’ente turistico locale ha addirittura realizzato un itinerario dedicato ai luoghi del film, permettendo ai visitatori di seguire un percorso che collega i principali scenari della storia e il paesaggio che ne ha definito l’identità. L’itinerario ufficiale è consultabile sul portale turistico di Crema: itinerario Call Me by Your Name.
In un Paese che spesso fatica a trasformare la notorietà culturale in opportunità concrete per il territorio, il caso di Crema rappresenta un esempio interessante. La provincia e gli operatori locali hanno saputo riconoscere il potenziale di un fenomeno spontaneo e accompagnarlo con strumenti utili, creando un’offerta coerente con ciò che i visitatori stavano realmente cercando.

Pedalare dentro una storia
A distanza di anni dall’uscita del film, il fascino di Call Me by Your Name continua ad attirare persone che si riconoscono nei suoi personaggi, nelle sue atmosfere e nel messaggio che ha saputo trasmettere. Per molti visitatori il viaggio a Crema non è soltanto una vacanza o una visita cinematografica, ma un modo per entrare in contatto con una storia che li ha toccati personalmente.
Call Me by Your Name è stato per molti un racconto di scoperta, desiderio e accettazione in cui riconoscersi, in un momento storico in cui produzioni di questo livello dedicate a una storia d’amore tra due uomini erano ancora relativamente rare. Visitare Crema significa quindi anche entrare in contatto con gli spazi reali che hanno dato forma a quel racconto, trasformando un’esperienza vissuta sullo schermo in qualcosa di concreto.
La forza di luoghi come questi sta proprio nella loro capacità di offrire un’esperienza autentica. E il merito è anche di un territorio che ha scelto di accogliere questo interesse e di renderlo accessibile senza forzature, lasciando che siano il paesaggio, la bicicletta e le emozioni del film a guidare il viaggio.
In fondo, è questa la forma più interessante di turismo: non quella che porta semplicemente a visitare un luogo, ma quella che permette di sentirsi, almeno per qualche chilometro, parte di una storia.
















I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati