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Ciclovia del Tagliamento: un grande viaggio facile lungo il fiume più selvaggio d’Europa

Ciclovia del Tagliamento: un grande viaggio facile lungo il fiume più selvaggio d’Europa

Non tutte le ciclabili devono mettere alla prova gambe e fiato. Alcune permettono semplicemente di pedalare, osservare e godersi il viaggio. La Ciclovia del Tagliamento appartiene a questa seconda categoria.

Lunga circa 230 chilometri, collega il Passo della Mauria a Lignano Sabbiadoro seguendo il corso del Tagliamento, considerato uno degli ultimi grandi fiumi europei ad aver conservato un comportamento ancora naturale. 

Un percorso da scoprire

Il percorso si sviluppa prevalentemente su strade secondarie, sterrati scorrevoli e tratti gravel privi di particolari difficoltà tecniche. Le salite sono poche e i dislivelli contenuti, caratteristiche che rendono questa ciclovia adatta a un pubblico molto ampio, dalle famiglie ai cicloturisti meno esperti.

A dimostrarlo non sono le brochure turistiche, ma la nostra esperienza sul campo.

Durante il viaggio abbiamo pedalato insieme a un gruppo estremamente eterogeneo. Con noi c’era Riccardo Mazzetti a bordo della sua handbike e Simone Masotti, che convive con il Parkinson. Due presenze che hanno trasformato il viaggio in qualcosa di più di una semplice escursione cicloturistica. La loro partecipazione è stata la dimostrazione concreta che il percorso può essere affrontato da persone con capacità fisiche molto diverse tra loro.

Uno degli aspetti più piacevoli della Ciclovia del Tagliamento è la varietà del fondo stradale. Si alternano strade bianche, sterrati ben battuti, brevi tratti asfaltati e percorsi gravel che non richiedono particolari capacità tecniche. Una normale bicicletta da trekking è più che sufficiente per affrontare l’intero itinerario, mentre una gravel o una mountain bike permettono di pedalare con ancora maggiore comfort. Non servono mezzi specialistici né preparazioni atletiche particolari: basta avere voglia di viaggiare.

Anche la logistica contribuisce a rendere questo percorso particolarmente interessante. I centri abitati non sono mai troppo lontani, le occasioni per fare rifornimento di acqua e cibo sono frequenti e le tappe possono essere facilmente adattate alle proprie esigenze. Chi desidera affrontare il percorso con calma può suddividerlo in quattro o cinque giornate, mentre i ciclisti più allenati possono completarlo in tempi più brevi senza rinunciare alle numerose soste che meritano attenzione.

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Non serve essere dei campioni

Forse è proprio questa combinazione tra semplicità e ricchezza del territorio a rendere la Ciclovia del Tagliamento così speciale. Nel giro di pochi giorni si passa dalle montagne della Carnia alle spiagge dell’Adriatico, attraversando borghi medievali, luoghi legati alla Grande Guerra, testimonianze del terremoto del 1976, riserve naturali, vigneti e campagne coltivate. Il tutto senza mai allontanarsi troppo dal fiume, che accompagna il ciclista come un filo conduttore per l’intera durata del viaggio.

Per chi si avvicina per la prima volta al cicloturismo, il Tagliamento rappresenta probabilmente uno dei migliori itinerari italiani da cui iniziare. Per chi invece ha già alle spalle molti chilometri, offre la possibilità di rallentare il ritmo e riscoprire il piacere di pedalare senza l’assillo della prestazione. In fondo il messaggio che questo viaggio ci ha lasciato è molto semplice: non bisogna essere campioni per affrontare un’avventura in bicicletta. Serve soltanto la voglia di partire.

Il Tagliamento: un percorso che accoglie tutti

Pedalando lungo il fiume si attraversano paesaggi in continuo cambiamento. Il Tagliamento non scorre in un alveo stretto e definito come molti altri corsi d’acqua europei, ma si allarga in enormi distese di ghiaia, creando rami secondari, isole e intrecci d’acqua che cambiano aspetto a ogni piena. È proprio questa natura dinamica a rendere il viaggio così particolare.

Lungo il percorso non mancano le occasioni per fermarsi. Ci si imbatte nel borgo medievale di Venzone, nelle testimonianze della ricostruzione dopo il terremoto del 1976 a Gemona, nella suggestiva chiesa di San Michele dei Pagani, nel Lago di Cornino con i suoi grifoni e nella cittadina di Spilimbergo, famosa nel mondo per la Scuola Mosaicisti del Friuli.

Ma il vero filo conduttore rimane sempre la bicicletta. La sensazione costante è quella di procedere senza fretta, immersi in un ambiente naturale ancora autentico, dove il viaggio conta più della prestazione.

In un’epoca in cui molte destinazioni cicloturistiche vengono raccontate attraverso numeri, watt e dislivelli, la Ciclovia del Tagliamento ricorda che esiste anche un altro modo di viaggiare: quello che mette al centro il piacere di pedalare.

Ed è forse proprio questa la sua qualità più preziosa. Essere una ciclovia capace di accogliere tutti, indipendentemente dall’età, dall’allenamento o dalla condizione fisica, accompagnandoli dalle montagne della Carnia fino alle spiagge dell’Adriatico lungo uno dei fiumi più affascinanti d’Europa.

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