Viaggiare

La Svizzera dice basta al turismo usa e getta, e la bici è una chiave

La Svizzera dice basta al turismo usa e getta, e la bici è una chiave
Fechy, village church

Il turismo europeo non sta rallentando, sta cambiando forma. Secondo l’edizione 2026 del Monitoring Sentiment for Intra-European Travel Spring/Summer, cresce la voglia di viaggiare, ma si modificano le modalità: aumentano le destinazioni di prossimità, i soggiorni più brevi e la tendenza a prenotare sotto data. Al tempo stesso si rafforza l’interesse per luoghi meno affollati e per esperienze meno standardizzate.

Non è più il viaggio “una volta l’anno e lontano”, ma una somma di esperienze più frequenti e più flessibili. La scelta della meta dipende sempre più dalla facilità di accesso, dalla possibilità di muoversi senza attriti e dalla qualità complessiva del tempo trascorso. In questo scenario, la sostenibilità non è solo un tema ambientale, ma anche organizzativo: meno complessità logistica, più libertà di adattamento.

Satigny, Chateauvieux

Travel Better: viaggiare come equilibrio tra ospite e territorio

Dentro questo cambiamento si inserisce la strategia “Travel Better” di Svizzera Turismo, che interpreta il viaggio non come consumo di destinazioni, ma come relazione tra chi viaggia e il territorio che lo accoglie.

Il punto centrale è l’approccio olistico: ridurre l’impatto ambientale, valorizzare le comunità locali e distribuire meglio i visitatori sul territorio non sono obiettivi separati, ma parti dello stesso sistema. Viaggiare meglio significa anche viaggiare con più attenzione, accettando che la qualità dell’esperienza dipenda dal modo in cui si attraversano i luoghi, non solo da quali luoghi si visitano.

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Kandertsteg, Sunnbüel

Treno e bici: la Svizzera come sistema di mobilità integrato

La Svizzera è uno dei contesti in cui questo modello funziona in modo più naturale. La rete di trasporto pubblico capillare permette di muoversi senza auto anche partendo dall’Italia, costruendo itinerari fluidi tra città, laghi e montagne. Il treno diventa l’asse portante del viaggio.

E la bicicletta completa il sistema: consente di rallentare, esplorare i territori secondari e vivere il paesaggio in modo più diretto. L’alternanza treno-bici non è solo sostenibile, ma cambia proprio la percezione delle distanze e delle transizioni tra ambienti.

In questo quadro si inserisce il Grand Train Tour of Switzerland, una rete di collegamenti tra treni, bus e battelli che permette di costruire viaggi modulari e personalizzati. Ogni tratta diventa parte di una narrazione più ampia. In più, con lo Swiss Travel Pass si può combinare soggiorni in città come Berna o Losanna con escursioni in quota e attività culturali, senza vincoli rigidi ma con grande libertà di movimento.

BLS Trenino Verde MIKA

Viaggiare meno per vedere di più

La direzione complessiva è chiara: si sta passando da un turismo basato sulla quantità a uno basato sull’intensità. Non conta più quante destinazioni si riescono a inserire in un viaggio, ma quanto profondamente si riesce a viverle. L’idea di “vedere tutto” lascia spazio a quella di “vivere meglio”.

In questo senso, il modello svizzero intercetta un cambiamento più ampio: viaggiare diventa un atto più consapevole, più lento e più integrato con il territorio. Non una rinuncia all’esperienza, ma una sua riorganizzazione, in cui il valore non sta nella distanza percorsa, ma nella qualità del tempo attraversato.

[Fonte 1Fonte 2]

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