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Toscana senza traccia: tre Grand Tour da scoprire in digital detox

Toscana senza traccia: tre Grand Tour da scoprire in digital detox

Pedalare senza navigatore, senza notifiche, senza il bisogno di registrare ogni metro su un’app. In Toscana questo non è un esercizio nostalgico ma una possibilità offerta da una rete di itinerari permanenti pensati per restituire al cicloturismo la sua dimensione più autentica: quella dell’orientamento, della scoperta non programmata, del viaggio che torna a essere anche un po’ smarrimento, per trovare lungo la strada qualcosa di altrettanto prezioso rispetto alla meta che ci si era prefissati.

Quando il territorio diventa la mappa

Essere cicloviaggiatori oggi significa quasi sempre essere connessi: per registrare le proprie imprese sulle varie app (If it’s not on Strava, it didn’t happen) o per seguire le tracce di chi ci ha preceduti o i tanti percorsi presenti su komoot, affidandosi allo schermo per non perdere la strada. La Toscana propone un’alternativa che non rinuncia alla sicurezza di una traccia consolidata ma restituisce centralità al paesaggio: percorsi certificati e testati, con una segnaletica dedicata che accompagna il ciclista a ogni colpo di pedale, anche nei tratti più rurali. Il tipico cartello marrone con il simbolo di una bicicletta stilizzata ed il nome dell’itinerario non parla solo a chi pedala: comunica a chiunque attraversi quella strada, anche in auto, che si trova su una via verde, dove vigono i principi di convivenza e rispetto reciproco tra chi condivide la carreggiata.

L’esempio più noto resta la Via Francigena, percorribile anche in versione ciclabile e riconosciuta a livello internazionale come EuroVelo 7. Ma la Toscana offre tanti altri percorsi tra cui abbiamo scelto questi tre ad anello, capaci di raccontare territori profondamente diversi tra loro.

Grand Tour Costa degli Etruschi: 347 km tra mare e silenzio

Pensato per le bici gravel, il Grand Tour Costa degli Etruschi collega la fascia costiera alle colline dell’entroterra attraverso 6 macroanelli e numerose diramazioni che permettono di allungare o accorciare il percorso a piacimento. Nato grazie ai fondi PNRR Green Community, intreccia direttrici storiche come la Via Francigena Mare e la Via Etrusca con il Cammino dei Tirreni e la Ciclopista Tirrenica, ed è agevolato dall’intermodalità con 11 stazioni ferroviarie dell’ambito, da Castagneto Carducci a Piombino.

Il tracciato attraversa il Parco dei Monti Livornesi, la riserva naturale del Lago di Santa Luce, la Macchia della Magona e il Tombolo di Cecina, per poi toccare i boschi demaniali di Sassetta, il Parco Costiero di Rimigliano, il Promontorio di Piombino-Populonia, l’area naturalistica di Sterpaia, la riserva degli Orti del Bottagone e il Parco di Montioni. Scogliere, dune, vigneti di pregio mondiale come quelli di Bolgheri, il Golfo di Baratti, le terme di Venturina e Sassetta, 16 borghi medievali e aree archeologiche etrusche, romane e minerarie completano un itinerario che ha ricevuto una menzione per il tema del Silenzio alla seconda edizione del Green Road Award. Un progetto che, intorno ai laghetti della Tufaia di Campiglia Marittima, nella Pineta del Seggio di Castagneto Carducci o nel giardino Scornabecchi di Riparbella, ha già ospitato meditazioni, trekking notturni e performance artistiche ed è appena stato insignito nell’undicesima edizione del Green Road Award con al Menzione Speciale per il tema del Silenzio.

Grand Tour Val di Merse: il cuore segreto della Toscana

Centosettantatré chilometri e 3.100 metri di dislivello, interamente segnalati, per attraversare sei comuni – Chiusdino, Monticiano, Murlo, Sovicille, Casole d’Elsa e Radicondoli – dove pietre e persone vivono ancora una quotidianità non costruita per il turismo. Il 90% del tracciato si sviluppa su strade secondarie a basso traffico, dalla Montagnola Senese fino alle propaggini meridionali delle vallate dell’Elsa e del Cecina, scendendo verso la Valle dell’Ombrone e i confini settentrionali della Maremma grossetana, fino a toccare Siena.

Premiato nel febbraio 2020 con il terzo posto all’Italian Green Road Award e primo percorso permanente ad aver comunicato istituzionalmente la sicurezza stradale del ciclista, aderendo alla campagna #iorispettoilciclista di Paola Gianotti, il Grand Tour Val di Merse ha introdotto nel 2021 il Libro di Viaggio, l’Albo e l’Attestato delle Persone di Valore: un vero passaporto che trasforma chi pedala in ambasciatore del territorio, ritirabile nei punti segnalati lungo il percorso e consultabile online.

Credits: Ingo Olie

L’Eroica: nel mito del Chianti e della Val d’Orcia

Oltre 200 km – 208 nella misura ufficiale – tra strade bianche e asfaltate, per circa 3.300 metri di dislivello complessivo, da Gaiole in Chianti a Montalcino. Il percorso permanente dell’Eroica nasce dai valori dell’omonimo fenomeno diventato un riferimento mondiale del cicloturismo, e attraversa il Chianti Classico fino alle vie del Brunello, gli stessi paesaggi protagonisti degli eventi Eroica Classic di Gaiole e Montalcino e dell’Eroica Nova di Buonconvento. Percorribile in qualsiasi periodo dell’anno e con ogni tipologia di bicicletta – ma con la gravel come compagna ideale – racconta una filosofia di turismo lento fatta di borghi, cibo, vino, terme e rispetto per l’ambiente.

Pedalare per ritrovarsi

Tre itinerari, tre velocità diverse di scoperta, un’unica idea di Toscana: quella di un territorio che si racconta ad ogni curva e a ogni cartello turistico incontrato lungo la via. Dalla costa degli Etruschi alle colline della Val di Merse, fino alle strade bianche dell’Eroica, il filo conduttore è lo stesso: ogni percorso racconta ecosistemi molto diversi tra loro rappresentando perfettamente l’identità toscana arricchita da una segnaletica permanente che sostituisce il navigatore, restituendo al cicloturista il piacere di leggere il paesaggio con i propri occhi senza distoglierli per uno schermo.

[Contenuto realizzato il collaborazione con visittuscany.com]

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