Durante l’ultima edizione della Fiera del Cicloturismo, i Bikeitalia Talks sono stati uno spazio di incontro e confronto per chi il viaggio in bici lo vive davvero: storie, consigli, idee e visioni raccontate dal vivo da chi il cicloturismo lo vive per davvero.
Da quest’esperienza live è nata la volontà di portare il format anche per iscritto, trasformandolo in una serie di interviste per approfondire temi, percorsi e punti di vista.
Oggi approfondiamo l’esperienza di Silvia Camon, che sul palco della Fiera del Cicloturismo ha raccontato dei suoi viaggi affrontati in compagnia di una neonata, la piccola Nina.

Com’è nata la scelta di viaggiare in bicicletta insieme a una neonata? Cosa vi ha spinto a intraprendere questo tipo di esperienza?
Noi siamo sempre stati cicloviaggiatori e la bicicletta ha avuto un ruolo fondamentale nella nostra storia: è stata la passione che ci ha fatto incontrare, crescere insieme e condividere tantissime avventure. Quando è arrivata Nina, non volevamo scegliere tra la nostra voglia di viaggiare e il desiderio di costruire una famiglia.
Certo, partire con una neonata comporta qualche sfida in più dal punto di vista logistico e organizzativo, ma invece di rinunciare abbiamo deciso di reinventare il nostro modo di viaggiare. Abbiamo adattato i ritmi, scelto itinerari più accessibili e imparato a concederci più pause, senza però perdere lo spirito che ci accompagna da sempre.
Per noi il cicloviaggio non è solo un mezzo per spostarci, ma un modo di vivere e di osservare il mondo. Volevamo continuare a coltivare questa parte della nostra identità e, allo stesso tempo, condividere con Nina fin dai suoi primi mesi quel senso di libertà, scoperta e meraviglia che la bicicletta ci regala da anni.
In fondo, il nostro obiettivo non era fare gli stessi viaggi di prima, ma creare nuove avventure da ricordare insieme, come famiglia.


Viaggiando con una bambina così piccola, ci sono stati incontri, gesti o momenti vissuti lungo la strada che vi sono rimasti particolarmente nel cuore?
Ogni viaggio ci lascia nel cuore incontri, piccoli gesti e momenti che diventano ricordi preziosi. È difficile sceglierne uno, ma l’ultimo viaggio lungo l’EuroVelo 15 in buona parte, ha avuto un significato davvero speciale.
Nina ha compiuto il suo primo compleanno proprio durante il viaggio e abbiamo deciso di festeggiarlo in un modo itinierante. Più che regalarle un giocattolo, volevamo regalarle un’esperienza. Qualcosa che forse oggi non può ancora ricordare, ma che resterà nelle fotografie, nei racconti di famiglia e, speriamo, anche in una piccola traccia dentro di lei.
Ci siamo ritrovati in un luogo qualsiasi sulla mappa, ma perfetto per noi: un cielo azzurro che si specchiava su un lago pulito, le montagne sullo sfondo e noi tre insieme. Nina che assaggiava sapori nuovi, molto diversi dalle sue pappe quotidiane a Vicenza, e noi che ci godevamo quel momento semplice, ma straordinario.
A pensarci bene, forse quel regalo era più per noi genitori che per lei. Ci ha ricordato perché abbiamo scelto questo stile di vita: accumulare meno oggetti e più emozioni, meno cose da conservare in un cassetto e più ricordi da portare con noi per sempre.

Qual è stata la difficoltà più grande che avete affrontato durante i vostri viaggi e come siete riusciti a gestirla come famiglia?
La difficoltà più grande è stata sicuramente imparare a gestire un nuovo equilibrio, sia dal punto di vista pratico che emotivo.
Sul piano fisico, viaggiare con una bambina piccola significa portare con sé molto più del necessario per due adulti: pannolini, latte, pappe, cambi di vestiti, giochi, accessori e tutto ciò che serve per affrontare serenamente ogni giornata. I pesi aumentano e anche l’organizzazione diventa più complessa.
Ma la vera sfida, forse, è quella mentale. Quando si viaggia in due si pensa soprattutto alla strada e alla meta; quando si viaggia in tre le domande diventano altre: fa troppo caldo? Troppo freddo? È stanca? Ha fame? Dormirà bene stanotte? Sta davvero bene?
È proprio in questi momenti che, per noi, una famiglia deve trasformarsi in una squadra. Ognuno ha il proprio ruolo, sempre pronto a cambiare all’occorrenza, ma con obiettivi chiari e condivisi. Abbiamo imparato a coordinarci, a fidarci l’uno dell’altra e a sostenerci nei momenti più impegnativi.
In un certo senso, bisogna anche accettare che per un periodo il viaggio di coppia lasci spazio al viaggio di famiglia. Le energie non sono più concentrate solo sull’avventura, ma soprattutto sulla cura di quel piccolo essere umano che ora pedala con noi, anche se da un seggiolino o da un carrellino. È una sfida impegnativa, certo, ma anche una delle esperienze più belle che abbiamo vissuto: perché ogni traguardo raggiunto insieme ha un valore completamente diverso.


Per chi sogna di partire in bici con un bambino piccolo, quali consigli daresti sulla pianificazione, sull’organizzazione delle tappe e sulla scelta dei percorsi più adatti?
Il consiglio principale è di non cercare di replicare i viaggi che si facevano prima di diventare genitori. Viaggiare in bici con un bambino piccolo non significa fare meno avventura, ma viverla in modo diverso.
Dal punto di vista della pianificazione, conviene essere flessibili. Con un bambino gli imprevisti fanno parte del viaggio e spesso i programmi più rigidi sono i primi a saltare. Meglio prevedere tappe più brevi, lasciare spazio alle pause e non avere l’ansia di dover raggiungere per forza una certa destinazione a fine giornata.
Nella scelta dei percorsi, consigliamo itinerari sicuri, ben segnalati e possibilmente lontani dal traffico, e con dislivello “accessibile” visto il peso del carrello da trascinare in particolare. Le ciclovie lungo fiumi, laghi o vecchie ferrovie riconvertite sono spesso perfette perché permettono di pedalare con più tranquillità e di trovare facilmente aree dove fermarsi, giocare o semplicemente riposarsi.
Un altro aspetto fondamentale è ascoltare il ritmo del bambino. A volte si pedala meno del previsto, altre volte si scopre che una sosta al parco o una mini passeggiata diventano il momento più bello della giornata. E va benissimo così. senza KOM o QOM, senza avere la coppetta su Strava!
Infine, il consiglio più importante è forse quello di partire senza aspettare che tutto sia perfetto. Non esiste il viaggio perfetto, così come non esistono genitori perfetti. Si impara strada facendo, esattamente come accade quando si viaggia in bicicletta. Con un po’ di organizzazione, spirito di adattamento e tanta voglia di condividere l’esperienza, quello che all’inizio sembra complicato diventa sorprendentemente naturale.
E poi c’è una cosa che abbiamo imparato: i bambini hanno bisogno di molto meno di quanto pensiamo. Spesso siamo noi a complicarci la vita con dubbi e preoccupazioni. A loro basta stare insieme, scoprire cose nuove e sentirsi parte dell’avventura. E forse è proprio questo che rende il viaggio ancora più speciale.


Ci sono ciclovie o itinerari che consiglieresti particolarmente a chi vuole avvicinarsi al cicloturismo in famiglia? E a proposito, avete già in mente la prossima avventura?
Per chi vuole avvicinarsi al cicloturismo in famiglia, oggi esistono davvero tantissime opzioni adatte anche a chi è alle prime esperienze. L’importante è scegliere percorsi sicuri, ben serviti e che permettano di godersi il viaggio senza la pressione della prestazione, e di avere un piano B – es-treno – in caso di necessità/imprevisti.
Per un viaggio di più giorni, consigliamo sicuramente la Ciclovia Alpe Adria, da Tarvisio a Grado: un itinerario spettacolare, in gran parte all’ombra e con una pendenza generalmente favorevole, ideale per chi viaggia con bambini. Un’altra splendida alternativa è l’anello del Lago di Costanza, che offre percorsi ciclabili ben organizzati, paesaggi magnifici e tanti servizi pensati per i cicloturisti.
Per una gita di un giorno, invece, ci sentiamo di consigliare l’anello delle Valli di Comacchio, perfetto per immergersi nella natura e osservare un ambiente unico, con tanto di fenicotteri! Oppure in Veneto l’anello delle Città Murate e quello dei Colli Euganei, due percorsi molto piacevoli che permettono di pedalare in serenità e vedere cittadine stupende o ai piedi dei colli, godendo un buon vino magari per i genitori! E questi sono solo alcuni esempi: fortunatamente l’Italia offre una quantità incredibile di itinerari adatti alle famiglie. Nina li racconta tutti sulla sua pagina!
Quanto alla prossima avventura, siamo già in fase di progettazione! Stiamo ragionando sulle vacanze estive ci piacerebbe cercare un po’ di fresco lontano dalle temperature dell’estate italiana. Abbiamo un paio di idee in mente, ma è ancora presto per svelarle: vi terremo aggiornati! Sicuro ci troverete ancora una volta in sella, con Nina pronta a scoprire un nuovo pezzo di mondo!

Ci sono viaggiatori, famiglie o creator che seguite sui social e che vi ispirano nel vostro modo di vivere il viaggio in bicicletta?
Seguiamo poche famiglie e cicloviaggiatori, soprattutto stranieri in realtà, che condividono esperienze simili alle nostre. Sono una fonte di ispirazione, ma anche di incoraggiamento nei momenti in cui sembra che stia “cadendo la catena” per usare un eufemismo da ciclisti.
Ci piace vedere come altre persone affrontano la vita in viaggio, organizzano le giornate o gestiscono le inevitabili difficoltà che si incontrano lungo il percorso. Più che per copiare itinerari o programmi, li seguiamo perché ci ricordano che esistono tanti modi diversi di vivere l’avventura e che spesso le difficoltà si possono superare.
Quando si tratta di progettare i nostri viaggi, però, siamo piuttosto autonomi. Ci divertiamo a costruire ogni itinerario da zero, studiando mappe, valutando alternative e andando a caccia dei pernottamenti più adatti alle nostre esigenze. Crediamo che ogni viaggio debba essere cucito su misura attorno alle aspettative, ai desideri e ai ritmi di chi lo affronta, soprattutto quando si viaggia in famiglia.
Per questo difficilmente facciamo “copia e incolla” dei percorsi altrui: preferiamo lasciarci ispirare dalle idee e dalle esperienze degli altri, ma poi mettere sul tavolo creatività, passione e un bel po’ di lavoro di pianificazione. In fondo, una parte del viaggio comincia molto prima della partenza, davanti a una mappa aperta e con la fantasia che corre già verso la prossima avventura.



















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