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Il mio Anello Gravel di 370 km tra Marche e Umbria

Il mio Anello Gravel di 370 km tra Marche e Umbria

Breve presentazione: mi chiamo Francesco, ho 48 anni, sposato, 2 figli di 12 e 9 anni, un quadrupede quattordicenne.

Vengo da Guastalla (Re) un piccolo paese della bassa emiliana affacciato sul fiume PO. 

Il mio CV da ciclista è abbastanza recente, iniziato per crisetta di mezza età nel 2019, convinto da un amico fanatico di Mtb, prima front Ktm da 29’, primi giri in golena e qualche test in collina ed è subito amore. 

In breve tempo arriva anche la full Scott Spark 940, appena prima del lockdown da covid.

A Luglio 2021 aggiungo alla collezione la mia prima gravel, una Rondo di tutto rispetto, perché l’istinto mi porta in quel mondo lì.

Nel frattempo, dei 2 amici che eravamo al bar, altri si sono avvicinati al mondo bici e i giri in compagnia si sono moltiplicati in quantità, in distanza e in coefficiente di difficoltà.

Nell’aprile 2024 ci siamo diplomati alla Veneto Gravel – Short Beach 400kmx2800d, lo scorso maggio 2025 in un gruppetto più sparuto abbiamo chiuso una Tuscany Trail di grandissima soddisfazione.  

Nel corso del 2024 mi sono unito al locale gruppo sportivo ciclistico GSC GUASTALLA, aggiungendo, per la gioia di Valentina, alla collezione anche una bici da corsa Scott Speedster 30 e una Scott Addict Gravel 30 (totale bici n.5, tutte splendidamente disponibili).

La strada non è la mia prima scelta, ma mi sono reso conto che nel rapporto bici/tempo se vuoi stare in forma è un compromesso più che accettabile specie se fatto in buona compagnia. L’anno scorso ho seguito il Corso “Diventa un ciclista più forte” con i vostri preziosi consigli, diventati poi una sana e ciclisticamente redditizia abitudine.

A luglio 2025 metto nel carrello Amazon “Ciclovie d’Italia” sull’incipit “divertitevi a sfogliarne le pagine e immaginare la prossima avventura in bicicletta”.

Le esperienze di Veneto Gravel e Tuscany Trail come, tra le altre, le pedalate con Mamorema qui sopra ai colli morenici nel basso lago di Garda o Il Ghiaino da Forlì a Marina di Ravenna o la Inzani Gravel nelle basse parmensi, hanno infuso coraggio (senza contare i tanti pocci in garage e lungo i percorsi in modalità “Lo zen e l’arte della manutenzione della bicicletta”..).

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Grande rispetto per i ragazzi e le ragazze che con passione (e spero anche con un giusto tornaconto in tasca) organizzano questi eventi più o meno grandi, tracciano percorsi, preparano ristori, condividendo anche solo una birretta a fine giro.

Ma volevo osare e Ciclovie d’Italia si è rivelato un Atlante fonte di ispirazione.

La maggior parte dei percorsi proposti sono, come li chiamo io, dei dritti e neanche troppo lunghi. Al contrario amo gli anelli senza dover ripetere la stessa strada tra andata e ritorno. Volevo un giro di più giorni da proporre alla cumpa.

E quindi ho preso pagina 70, sono saltato a pagina 136 e ho quasi chiuso l’anello con pagina 224: l’immaginazione prende la forma del mio primo Gravelride Marche Umbria handmade.

I riferimenti nel libro sono stati ovviamente preziosissimi soprattutto per costruire “la mia traccia” Garmin.

La partenza

Ho invertito il percorso di pagina 70, partenza dalla stazione ferroviaria di  Civitanova Marche direzione Foligno per la Ciclovia della Valle del Chienti, ho aggiunto il tratto della Assisi Spoleto per raggiungere Spoleto e percorrere La Spoleto-Norcia fino a Preci da dove siamo ripartiti per fare La Grande Via del Parco dei Monti Sibillini nel tratto che va da Visso ad Amandola per poi scendere direzione Fermo verso il mare di Porto Sant’Elpidio e chiudere l’anello al Ristorante Lulù che si affaccia sulla spiaggia vista Mare Adriatico a poche decine di metri dal treno che ci avrebbe riportati tutti a casa.

In sintesi: 360/370 km per 4.600/4.700 m di dislivello (+ 60 km tra andata e ritorno per prendere il treno Reggio Emila – Civitanova Marche)

Il treno forse è stato l’aspetto più problematico per non dire scandaloso. Quando a novembre scorso ho prenotato i biglietti dell’Intercity non avevo idea che ci fossero solo 6 (sei!!) posti bici per la tratta Milano – Lecce. In effetti noi eravamo già in 7, partenza da Reggio Emilia, direzione Civitanova Marche, aggiungendosi poi last minute un ottavo compare: morale 8 biglietti prenotati per 6 posti bici prenotati e l’intesa che ci saremmo giocati i 2 posti bici in più direttamente sul vagone.

Fortunatamente è andata bene A/R, forti del fatto che il vagone bici era “nostro” ma è davvero scandaloso che il numero di bici sia così esiguo. Non sto qui a raccontare le discussioni con i vari controllori (spoiler: hanno ragione loro) le bici non paganti già appese, i tanti tantissimi ciclisti che hanno rischiato di salire comunque e che sono dovuti scendere alla stazione successiva con minacce di multe e fermi di polizia.. 

L’alternativa purtroppo diventa obbligata: l’auto (che tristezza..).

Se il trasporto treno/bici funzionasse bene (non meglio… perché siamo molto lontani dal poterlo dire) sarebbe una leva incredibile!

Veniamo al resoconto del viaggio…

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30 Aprile 2026 – Giorno 1

1° tappa – Guastalla – Stazione Centrare di Reggio Emilia, ritrovo al forno del paese ore 4.50 tra i mugugni di alcuni, fatto colazione, fatto scorte per il viaggio in treno e via per i primi 35 km per me di pura ansietta: se perdiamo il treno il giro si va a far benedire.. prossima fermata Civitanova Marche.

2° tappa – Civitanova Marche – Foligno – Ciclovia della Valle del Chienti – 130 km x 1.440D.

Treno in orario, ore 11.00 e qualcosa scendiamo dal treno, piccolo controllo “bagagli” e pronti per i successivi 130/135 km direzione Foligno. L’uscita dal centro è un po’ caotica causa traffico ma in una ventina di minuti raggiungiamo le belle strade secondarie che ci portano verso Tolentino.

Breve sosta merenda e si riprende il percorso per prendere la vecchia Strada Statale 77 che si conferma poco trafficata e davvero ben tenuta, specie per chi come noi è abituato al pessimo stato delle strade delle nostre zone (che sia pianura o collina ahimè)..

Il gruppo è ordinato e compatto e a dispetto degli scettici alle ore 18.30 raggiunge la prima meta: l’Agriturismo Le Vigne, nei pressi di Foligno a Colle San Lorenzo. Location spettacolare, con possibilità di cenare li (tutto buonissimo): sosta consigliatissima. Bici al riparo e ben custodite nel fienile.

01 Maggio 2026 – Giorno 2

3° tappa – Foligno – Preci. Giornata di recupero, ci aspettano circa 85/90 km per 850/900D soft. 

Sveglia democratica, colazione abbondante, vestizione, pulizia catena, ri aggancio delle borse alle bici, foto di rito e si riparte direzione Foligno.

Il clima continua ad essere dalla nostra, eccezion fatta per un Grecale che sferza noi e le nostre bici ma che tutto sommato rasenta una certa clemenza mettendosi a tratti a favore di pedale.

Da Foligno centro raggiungiamo in un paio di km la ciclabile Assisi – Spoleto che scivola via al pari del fiume Clitunno e delle sue morbide anse: per noi rivieraschi del Po è come giocare in casa. Fondo della ciclabile buono e in generale ben tenuta, in una trentina di Km si arriva a Spoleto.

Spoleto merita una sosta e in bici è davvero una goduria inerpicarsi sulle vie del centro storico. Godendo anche del sole ne approfittiamo per una lunga sosta ristoro. Obbligatorio fermarsi alla Gelateria CRISPINI al centro storico di Spoleto.

Caffettino e si riprende la bici per l’imbocco, ben segnato, alla ciclabile Spoleto-Norcia. Leggera e costante salita in un attimo ci si allontana dalle strade trafficate per entrare nella verdeggiante flora umbra della Valnerina… fondo ghiaioso ben battuto… una meraviglia, davvero, una meraviglia.

Lungo il percorso si attraversano diverse gallerie della vecchia linea ferroviaria dismessa: passaggi suggestivi, freschini, che richiedono una bella luce all’anteriore.

In chiusura un godibilissimo e tecnico single track (evitabile per i più timorosi) e si esce vista Norcia sullo sfondo.

Da qui proseguiamo verso Piedipaterno direzione Preci; sono in corso i lavori per quella che sarà una bella ciclabile lungo il fiume Nera ma al momento non si può evitare la statale (abbastanza trafficata). 

Ore 18.00 siamo a qualche km da Preci centro, seconda meta, presso il piccolo e accogliente Hotel Fiorelli dove il tempo si è fermato agli anni 70/80 (http://www.hotelfiorelli.com/); se non si hanno troppo pretese ha il suo perché, forse un pelo caro nel rapporto qualità/prezzo. Ceniamo al ristorante dell’albergo. Bici al coperto in un ampio garage.

02 Maggio 2026 – Giorno 3

4° tappa – Preci – Amandola. La Grande Via del Paro dei Monti Sibillini – 90 km x 2.050 D, tappone dolomitico.

La sveglia suona presto, l’umore è alto, la tappa impegnativa e alcuni sfoderano il completino da gara dei rispettivi gruppi sportivi perché la salita oggi è di quelle impegnative (circa 1.200 mt nei primi 25/30 km).

I primi km si percorrono all’interno delle suggestive gole della Val Nerina che a tratti si aprono a ingegneristici specchi d’acqua per la locale attività di allevamento trote. Passata Visso (ancora segnatissima dallo scorso terremoto) ci si avvicina a Castelsantangelo sul Nera e qui il gioco di fa duro: una quindicina di km di sola salita con tratti anche al 12/15% ma immersi nello spettacolare scenario dei Monti Sibillini così che l’occhio sostiene i battiti accelerati.

Il gruppo si sfalda leggermente (l’ordine di scuderia era “ognuno al proprio passo”) per ritrovarsi nei pressi di Castelluccio di Norcia nella sopraelevata che domina la Piana di Castelluccio.

Attraversare la piana in bici è a dir poco emozionante e ripaga delle fatiche e delle energie spese nelle precedenti salite.

Da qui in avanti è un dolce sali e scendi con ancora un paio di salite toste ma fattibili, con paesaggi dalla bellezza prepotente.

Si arriva alle porte di Amandola ma facciamo una leggera deviazione dalla traccia salvata per raggiugere il Lago San Ruffino. Siamo sul cotto andante e la breve ma secca salita al B&B scalda gli animi con un paio di battute al vetriolo su cui poi rideremo davanti a un buon bicchiere di vino.

Con le ultime energie scaricate sulle pedivelle conquistiamo la collina su cui si incastona Casa Friano: una sorta di roccaforte da cui ammirare a grandi vedute la vallata che ci circonda.

La padrona di casa è una minuta e lieve signora che emana un’aura di gentilezza e sapere incredibili e che non si scompone troppo al cospetto del nostro plotone sgangherato e rumoroso. Doccia per tutti e a seguire romantica passeggiata al chiaro di luna lungo il lago per cenare all’ottima Osteria del Lago.

Finalmente arriva l’ora di coricarsi tra i silenzi della natura che ci circonda e in sottofondo l’appassionato gracidare delle rane in amore. 

03 Maggio 2026 – Giorno 4

5° tappa – Amandola – Civitanova Marche – 60 km per 140 D, obbiettivo treno. Reggio Emilia – arrivo Guastalla ultimi 30 km – FINE!

Salutato il Lago di San Ruffino, non ci resta che scendere per strade secondarie direzione Fermo verso Porto Sant’Elpidio.

Vista la clemenza del meteo, la clemenza del percorso quasi tutto in dolce discesa e i pochi km che ci separano dalla stazione ferroviaria decidiamo di prendercela comoda e di sugellare il termine del giro con un bel frittino sul mare. Raggiunto Porto Sant’Elpidio percorriamo l’affollata ciclabile lungo mare da lì a Civitanova Marche.

Quindi, a chiudere l’anello, meritata sosta al Ristorante Lulù a due metri dal mare e con mezzoretta d’anticipo alla spicciolata approdiamo al binario dell’Intercity del 16.10 che con qualche polemica di troppo versus “sistema treno” ci porterà a Reggio Emilia.

Ore 21.30 tutti alle rispettive dimore & famiglie dopo l’ultima sgroppata sulle strade di casa.

Ovviamente centrare un meteo così favorevole ha reso tutto più facile e godibile.

La fortuna va assecondata e corteggiata e siamo stati bravi a farci trovare belli, pimpanti e performanti. Abbiano fatto tesoro dell’esperienze passate ed evitato errori banali e grossolani. 

Fondamentale avere bici a posto e il giusto equipaggiamento: le borse che abbiamo utilizzato si sono nuovamente dimostrate compagne ideali e affidabili.

Giusto anche il dosaggio di sana ignoranza che mette quel sapore tutto nostro alle scorribande tra strade, sentieri, tavoli e bicchieri dei vari formati… quelli che io chiamo “ingredienti perfetti per invecchiare bene”.

Allora grazie a il Ferro, al Nairo, allo Scott, a Spino, al Manga, al Gherty e al Pecco, (già) compagni di viaggio che si sono fidati dell’organizzazione by Mister. Grazie a Valentina e alla famiglia che una o due volte l’anno mi concedono questi grassi jolly cercando di giocarli sempre al meglio.

Già pronti per le prossime pedalate!

Traccia tappe sul mio profilo Strava => https://www.strava.com/athletes/83060006

[Francesco Corradini]

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