Spesso si dice – e non a torto – che l’Italia sia indietro rispetto ad altri Paesi europei in fatto di mobilità ciclabile. Le ciclabili interrotte, i percorsi poco sicuri, l’assenza di una visione integrata sono problemi noti. Eppure, qualcosa si muove. In diverse città e territori stanno nascendo infrastrutture che non solo funzionano, ma dimostrano che anche da noi si può fare buona progettazione, utile, sicura e ben inserita nel contesto urbano o naturale. Questa raccolta racconta 10 (e più) casi virtuosi: opere piccole o grandi, ma tutte da prendere come esempio per trasformare l’Italia in un Paese ciclabile.
Infrastrutture esistenti e che funzionano bene
1. Firenze: Il parcheggio sotterraneo di Santa Maria Novella
Il parcheggio bici sotterraneo della stazione di Santa Maria Novella è stato realizzato nel 2013 da Grandi Stazioni in occasione dei Mondiali di ciclismo e reso operativo a dicembre 2014 con l’inaugurazione del Bicipark da 800 posti.
Realizzato su due livelli, ha stalli in acciaio a doppio carico distribuiti equamente tra i due piani. L’accesso ciclabile si trova nell’area verde di fronte alla stazione, mentre l’uscita pedonale collega direttamente ai binari 11 e 12. Il parcheggio è aperto al pubblico dalle 7:00 alle 22:00 ed è gratuito, ma non sorvegliato: la custodia del mezzo resta quindi a carico degli utenti. Comodo e capiente, rappresenta una soluzione utile soprattutto per pendolari e turisti.
2. Bergamo: Velostazione di Piazza Marconi
La velostazione di Bergamo, situata in Piazzale Marconi nei pressi della stazione ferroviaria, è una struttura moderna in vetro e acciaio, inaugurata nel marzo 2022 grazie a un bando del Ministero della Transizione Ecologica. Pensata per incentivare la mobilità ciclistica e favorire l’interscambio con tram, treni e autobus, può ospitare fino a 132 biciclette distribuite su due piani tramite un sistema di parcheggio pneumatico. L’accesso è automatizzato tramite tornello e disponibile tutti i giorni dalle 5:00 alle 24:00, garantendo sicurezza e comodità ai pendolari.

Progettata per integrarsi con lo spazio urbano, la velostazione si presenta anche come elemento architettonico distintivo. Le sue facciate in vetro si illuminano creando un effetto “lanterna” visibile nel piazzale circostante, mentre le luci interne si attivano solo al passaggio degli utenti, riducendo i consumi energetici. Oltre alla funzione di parcheggio, la struttura ha anche una finalità sociale: è gestita da FIAB Pedalopolis Bergamo e include il coinvolgimento di persone svantaggiate per le attività di manutenzione e pulizia, contribuendo così a creare valore anche dal punto di vista inclusivo.
3. Cesano Maderno: Velostazione
La velostazione di Cesano Maderno, realizzata dallo studio Luconi Associati, a seguito di un concorso vinto nel 2014, sorge su una porzione del parcheggio davanti alla stazione ferroviaria, con l’obiettivo di riqualificare un’area marginale e migliorare il collegamento funzionale e visivo con lo scalo ferroviario. Il progetto ha definito con chiarezza lo spazio destinato al transito ciclopedonale grazie a un lungo muro in calcestruzzo, che segna l’ingresso alla struttura. L’architettura è semplice ma curata, ispirata agli elementi costruttivi locali come le coperture a falde e le murature perimetrali, reinterpretati con materiali contemporanei: vetro, teli colorati e trasparenti e dettagli ben calibrati. La velostazione, gratuita e pensata per l’uso quotidiano, si presenta come una “lanterna urbana”, visibile anche all’alba o al crepuscolo, e pensata per chi utilizza la bici nei tragitti casa-lavoro.

La struttura offre un parcheggio sicuro e riservato, accessibile a persone autorizzate. Ogni ingresso è video-sorvegliato e durante la notte è attivo un sistema d’allarme collegato direttamente alle forze dell’ordine. Il parcheggio è pensato per soste giornaliere, con un limite massimo di due notti consecutive. Per i ciclisti occasionali, restano disponibili rastrelliere esterne, mentre all’interno è attivo anche un servizio di riparazione bici.
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4. Cuneo: ascensore obliquo
L’ascensore inclinato di Cuneo, attivo dal 2009, è una delle infrastrutture più originali ed efficienti dedicate alla mobilità dolce in Italia. Pensato per favorire l’interscambio tra diversi mezzi di trasporto, collega il centro città (a quota 510) con il parcheggio delle piscine (quota 538), superando un dislivello di 28 metri in appena 45 secondi. La cabina, capiente e accessibile, può trasportare fino a 26 persone e biciclette, inclusi utenti con mobilità ridotta.

L’impianto è stato progettato per incentivare l’uso quotidiano della bicicletta, eliminando la fatica delle salite più ripide e rendendo più agevole l’accesso al centro urbano. I numeri confermano il successo dell’iniziativa: nel 2024 si sono registrate oltre 155.000 corse e 808.000 passeggeri. Dal giorno dell’inaugurazione, le corse complessive sono state 1,8 milioni. Un’infrastruttura piccola ma strategica, che dimostra come anche un impianto apparentemente semplice possa avere un impatto concreto sulla mobilità sostenibile.
5. Rimini: Il Parco del Mare
Il Parco del Mare di Rimini è uno dei progetti di riqualificazione urbana più ambiziosi e strategici in Italia per la promozione della mobilità sostenibile. Lungo 16 chilometri di costa, da Torre Pedrera a Miramare, si sviluppa una rete integrata di piste ciclabili, spazi pedonali e aree verdi. Una riconfigurazione del fronte mare riminese fatta per le persone.


Da Torre Pedrera a Rivabella sono stati realizzati oltre 5 km di nuove ciclabili, immerse in un contesto di piazzette, spazi relax e connessioni al tessuto urbano. Nel tratto sud, la pista si accompagna a isole fitness e aree benessere. Inoltre, una ciclabile bidirezionale corre parallela a una nuova passeggiata in legno. La ciclabile del Parco del Mare si integra anche con l’Anello Verde a Piazzale Kennedy, ampliando la rete e migliorando gli scambi modali.
Pensata per residenti e turisti, questa infrastruttura promuove uno stile di vita attivo, offrendo un percorso sicuro e piacevole, lontano dal traffico veicolare. È un esempio virtuoso di come lo spazio urbano possa essere ripensato in chiave ambientale, sociale e turistica.
6. Il ponte ciclopedonale di Roseto degli Abruzzi
Il ponte ciclopedonale di Roseto degli Abruzzi, inaugurato nel novembre 2022, è una delle infrastrutture simbolo del progetto di mobilità sostenibile lungo la costa adriatica abruzzese. Lungo 233 metri, il ponte attraversa il fiume Vomano e collega il lungomare di Roseto con la pista ciclabile di Pineto, rafforzando l’integrazione tra i due comuni in chiave ciclabile e turistica.

Quest’opera rientra nella più ampia “Bike to Coast”, una dorsale ciclabile di 131 chilometri che unisce Martinsicuro a San Salvo, attraversando spiagge, riserve naturali e centri abitati. Il ponte ha richiesto un investimento di circa 1,8 milioni di euro e rappresenta oggi un nodo strategico. Roseto degli Abruzzi è snodo centrale della ciclabilità regionale, contribuendo alla valorizzazione del territorio, al turismo lento e alla sostenibilità ambientale.
7. Bologna: la nuova ciclabile di via San Donato
A Bologna, nell’ambito del progetto “Bologna Città 30”, è stata realizzata una nuova pista ciclabile bidirezionale sul ponte di San Donato. L’obiettivo è migliorare la sicurezza e la continuità della mobilità ciclistica lungo uno degli assi principali di collegamento tra il centro e i quartieri nord. Completata nell’ottobre 2024, la pista misura 2,5 metri di larghezza ed è di colore rosso. Corre separata sia dalla carreggiata che dal marciapiede, garantendo una netta distinzione tra flussi di traffico diversi.
La nuova infrastruttura si integra con la rete ciclabile urbana, collegandosi ai viali cittadini e proseguendo verso il confine comunale con Granarolo, contribuendo a una rete più fluida e sicura. Oltre a rappresentare un passo concreto verso una mobilità più sostenibile, la pista ciclabile sul ponte di San Donato offre benefici tangibili in termini di sicurezza, visibilità e continuità per chi si muove in bici quotidianamente, rendendo l’uso della bicicletta una scelta sempre più accessibile e attrattiva.
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Infrastrutture ciclabili in dirittura d’arrivo
8. Milano: la super passerella che stanno completando sui Navigli
A Milano, la nuova passerella ciclopedonale tra Ronchetto sul Naviglio e piazza Tirana rappresenta uno dei progetti più ambiziosi di connessione ciclabile e intermodale della città. Ideata come un “nastro elicoidale” sospeso, è stata progettata dallo studio AOUMM per superare la ferrovia, il Naviglio Grande e la futura fermata della M4 “San Cristoforo”, creando un collegamento diretto tra la periferia sud-ovest e la rete di trasporto pubblico.

Il ponte, destinato a diventare un hub intermodale bici–metro–bus, integra ascensori, scale, belvedere panoramici sul Naviglio e prevede anche la riqualificazione delle aree verdi e degli spazi pubblici circostanti. Strutturalmente, si distingue per i pilastri decorativi e l’andamento curvilineo che ne valorizza sia la funzione che l’estetica urbana.
A giugno 2025, la passerella è parzialmente accessibile: alcuni tratti sono percorribili e collegano già piazza Tirana a via Lodovico il Moro, sfruttando anche gli accessi alla nuova stazione della M4. Restano in corso gli ultimi lavori di completamento delle rampe, installazione degli ascensori e arredo urbano. Le finiture anti-graffiti e la sistemazione degli spazi esterni sono in via di definizione. La consegna definitiva dell’infrastruttura è prevista entro la fine dell’anno.
9. Gorizia: la Galleria Bombi
La Galleria Bombi di Gorizia, per anni luogo degradato e abbandonato al degrado — umido, ammuffito, con infiltrazioni d’acqua — sta vivendo una radicale trasformazione. Il tunnel, che collega via Giustiniani al centro storico, è destinato esclusivamente a pedoni e ciclisti, senza accesso per le auto, e si prepara a diventare la galleria digitale più lunga d’Europa.

Il progetto, parte di una più ampia opera di riqualificazione urbana e culturale, prevede l’installazione di un LEDwall continuo lungo 100 metri, con 925 mq di pannelli per proiezioni di opere digitali create con intelligenza artificiale e machine learning. Alla nuova veste tecnologica si affiancano strutture non invasive (come una trave metallica che ospita le apparecchiature), lamine in alluminio impermeabili e riflettenti, illuminazione LED per pista e marciapiedi e la predisposizione di reti dati. L’intervento è finanziato con 4,55 milioni di euro, di cui 1,5 milioni dal PNRR e il resto dalla Regione Friuli Venezia Giulia. I lavori, gestiti dal Comune e da EDR, saranno completati entro novembre 2025, e mirano a fare della Galleria Bombi un simbolo dell’identità innovativa e culturale di Gorizia, Capitale europea della cultura.
10. Imperia: la Ciclabile dei Fiori

La Ciclabile dei Fiori nel tratto tra Imperia e Porto Maurizio ha avuto una storia dinamica: inaugurata l’12 aprile 2025 come parte della ciclovia “Riviera dei Fiori”, è stata poi temporaneamente sospesa all’inizio di giugno nel segmento tra Arma di Taggia e Riva Ligure per il rifacimento del ponte sul torrente Argentina
Tuttavia, il percorso è stato riaperto fino al 31 agosto 2025, garantendo di fatto la continuità del tracciato.
Nel tratto verso Porto Maurizio, la ciclabile è arricchita da infrastrutture funzionali e servizi: appena usciti dalla galleria si trovano aree di sosta e una scala che conduce al Polo universitario. A Borgo Fondura è stata creata un’area fitness “gemella” di quella di Oneglia. La segnaletica indirizza verso via Cascione e Borgo Parasio, mentre una scala naturalistica e un sottopasso collegano alla via Acquarone.
L’uscita della Galleria Annunziata accoglie i passanti con una scultura di Igor Grigoletto e un cartellone commemorativo del passato ferroviario. Pdistante, è in costruzione un hub per trasporto pubblico a guida autonoma, con render visibili sul cantiere. I Giardini Winter sono stati riqualificati, l’ex sottopasso trasformato in rampa e il percorso si conclude con storiche arcate ferroviarie illuminate scenograficamente.
L’infrastruttura controversa
11. Torino: la rotonda ciclabile di Alpignano
La nuova pista ciclabile di Alpignano, inaugurata nel luglio 2024, si distingue per la sua collocazione all’interno di una rotatoria di forma ellittica, quasi “UFO”, situata tra via Cavour, via Rossini e via Migliarone. Il tratto ciclabile, di colore rosso, attraversa in linea retta l’intersezione, tagliando il diametro della rotonda. Sebbene l’infrastruttura rispetti le norme del codice della strada, ha suscitato un ampio dibattito: da un lato, critici e gruppi civici come Obiettivo Alpignano ne denunciano i rischi di sicurezza, a causa dell’interazione diretta tra auto e bici, che genera possibili conflitti e una falsa percezione di protezione. Dall’altro lato, i sostenitori ne apprezzano l’efficacia visiva e la semplicità del tracciato, pur riconoscendo che restano margini di miglioramento.

In questo contesto si inserisce il confronto con le cosiddette rotatorie ciclabili all’olandese, un modello progettuale diffuso nei Paesi Bassi e adottato anche in Francia, Regno Unito e, più recentemente, in alcune città italiane. Queste rotatorie prevedono una pista ciclabile separata fisicamente dalla carreggiata, con precedenza ai ciclisti, garantendo maggiore sicurezza e fluidità al traffico. Sebbene la soluzione adottata ad Alpignano non segua pienamente questo schema, il dibattito generato evidenzia l’interesse crescente per modelli urbani che privilegiano la mobilità dolce, con l’obiettivo di migliorare la convivenza tra bici e traffico motorizzato e rendere più sostenibile lo spazio urbano.
Il primo aeroporto Bike Friendly
12. Bergamo: l’aeroporto di Orio al Serio
L’Aeroporto di Milano – Bergamo Orio al Serio, è il primo scalo europeo a ottenere la certificazione “Bike Friendly” rilasciata da FIAB, riconoscimento che premia l’impegno concreto nella promozione della mobilità sostenibile.
L’aeroporto si distingue per l’offerta di servizi dedicati ai ciclisti, pensati sia per i viaggiatori che per i dipendenti. Tra questi spicca il BGY Bike Office, situato nell’area arrivi, dove è possibile usufruire di assistenza tecnica (come montaggio e smontaggio bici), deposito bagagli specifico per biciclette e informazioni utili. A supporto, una Bike Room attrezzata consente operazioni di manutenzione ed è accessibile dall’interno e dall’esterno dello scalo. Questa dotazione infrastrutturale rende l’Aeroporto di Milano Bergamo un modello di riferimento per la ciclabilità aeroportuale, promuovendo l’uso della bicicletta non solo come mezzo di trasporto per raggiungere lo scalo, ma anche come punto di partenza per viaggi in bici. Un’iniziativa che coniuga innovazione, sostenibilità e attenzione all’esperienza dell’utente.











Buon giorno non sapevo delle notizie sul vostro bell’articolo, complimenti,cerco di spostarmi in bicicletta abito a Ceccano Fr e non è facile ,continuate , saluti.