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In bicicletta al lavoro?

Rubriche e opinioni • di 5 Settembre 2011

Oggi Corriere.it ha presentato l’eco-sondaggio della settimana.
La domanda è semplice e diretta : Useresti la bicicletta per andare al lavoro?
Le risposte possibili sono 4:

  • Si, già lo faccio
  • Solo se ci fossero le piste ciclabili
  • Sono troppo lontano dal posto di lavoro
  • Preferisco altri mezzi.

Di fronte alle possibili opzioni ho cercato di ricordarmi per quale motivo nella mia ultima occupazione usavo così poco la bicicletta per andare al lavoro. Abitavo a 18 km dall’ufficio ed effettivamente la lontananza unitamente alla pigrizia erano un bell’ostacolo, se poi ci si mette che di tanto in tanto dovevo presentarmi in giacca e cravatta, la cosa era ancora più difficile.

Mi piace anche pensare che un po’ fosse colpa del mio datore di lavoro che non mi offriva la possibilità di fare una doccia prima di timbrare il cartellino, che non ci fosse un luogo comodo, riparato e sicuro per lasciare la bicicletta, per non parlare dei possibili incentivi per lasciare a riposo l’auto aziendale e consumare un po’ di calorie in eccesso invece della costosa benzina.

kolelinia

Al di là delle mie opinioni personali, la cosa che mi ha maggiormente colpito del sondaggio in questione è che la maggioranza assoluta dei votanti sostiene che sarebbe disposta a usare la bicicletta per andare al lavoro se ci fossero dei luoghi opportuni per poter pedalare, ovvero delle piste ciclabili perché, evidentemente, le strade non sono ritenute sufficientemente sicure. Qualunque ciclista urbano può giurare che una pista ciclabile garantisce ben poca sicurezza.

Purtroppo, la soluzione qui suggerita implicitamente non è la riduzione del numero di automobili in circolazione o la limitazione al loro uso, ma la ghettizzazione per chi decide di usare la bicicletta invece di usare l’auto. Quindi: vado in macchina perché andare in bicicletta è troppo pericoloso, visto che le strade sono infestate dalle auto. Un ragionamento perverso, no?

A Londra il 50% dei pendolari raggiunge la city in bicicletta e questo è uno dei risultati della congestion charge introdotta nel 2003 , una tassa sul traffico che rende estremamente difficoltoso entrare in città in automobile. Analogamente Amsterdam, città a due ruote per eccellenza, deve la propria fama non al numero di piste ciclabili o al clima particolarmente favorevole, quanto piuttosto all’impossibilità di raggiungere determinate zone del centro in automobile.

Al di là delle prove empiriche, esiste un’ampia disponibilità di studi e ricerche che dimostrano che la sicurezza in sella dipende ampiamente dal numero di biciclette in circolazione. Quindi, se vuoi essere sicuro, devi pedalare. Il video qui sotto dimostra che un ciclista solitario è invisibile. È per questo che è proprio nel ciclismo urbano che si è diffuso il concetto di massa critica.

A Milano sembra che vogliano approvare un provvedimento simile a quello introdotto a Londra.
Non resta che aspettare e vedere cosa succede.







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