Concorso letterario “come ti racconto la bici”: il testo vincitore

7 Febbraio 2012

bici-concorsoSi chiama Laura Elena Benini l’autrice del testo vincitore del concorso letterario “Come ti racconto la bici”, organizzato da FIAB Genova in collaborazione con la rivista per ragazzi Andersen, la cui premiazione si è tenuta lo scorso sabato 4 febbraio presso la Biblioteca Berio.

Bicicletta è” è il titolo di questo emozionante testo che riproponiamo.

Bicicletta è…

Bicicletta è strada in salita e fiato corto sul rapporto lungo dell’Atala rosa dei miei otto anni, all’inseguimento del cane che, scodinzolando in barba all’afa di quel pomeriggio torrido di mezza estate, mi distacca trotterellando di almeno tre lunghezze e punta implacabile al traguardo immaginario che io sistematicamente posticipo, fino alla sua prossima pipì e alla mia inevitabile vittoria.

Bicicletta è, anche, giù a rotta di collo per via Piave tirando il rapportone della mountain bike gialla nuova di pacca (regalo per la promozione in seconda media), aggredendo a pedalate furiose la discesa quasi fosse una salita, con gli occhi a fessura e i pensieri al vento, dimentica della ghiaietta a profusione poco prima della curva, tra la cabina telefonica e i bidoni della spazzatura, ma non dei due inseguitori alle spalle che mi gridano: «Attenta!», che tanto non mi fermeranno mai… Loro.
La ghiaietta invece sì: la strada si fa burro sciolto sotto le ruote e mentre tento invano di evitare i bidoni della spazzatura penso che, alla fine, non mi volevano mica fregare tutto sommato.

Bicicletta è anche Andrea, occhi verdi e polpacci grossi che un bel giorno mi chiese se volevo un passaggio e riflettei che star seduti sulla canna era parecchio scomodo, ma che un sacrificio per lui si poteva anche fare e quando a metà strada mi domandò: «Stai comoda?» e io risposi: «Mai stata meglio», non immaginavo che sarebbe stato così anche quindici anni dopo.

Bicicletta è un sacco di cose e alle volte mi capita di pedalare restando ferma ed è la strada a scorrermi sotto le ruote, come se fosse un enorme tapis roulant che si trascina dietro palazzi, vetrine, alberi e persone. Il mondo mi viene incontro e sono i miei muscoli a muoverlo: gigantesco pignone di quella giostra panoramica che è il tempo.

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