
Sembra che l’idea, nella testa dell’imprenditore israeliano Izhar Gafni, venne quando sentì parlare per la prima volta di una barca fatta interamente in cartone. In quell’istante, il suo cervello iniziò a macinare idee, fino ad arrivare, cinque anni più tardi, sul punto di iniziare una produzione industriale del suo “eco-capolavoro”: una bicicletta fatta interamente di cartone resistente ad acqua e fuoco, che secondo le previsioni dovrebbe avere un prezzo al pubblico di circa $20. Scendendo un po’ di più nei dettagli: la bicicletta è fatta di cartone riciclato – si, lo stesso degli scatoloni – plastica (PET), pneumatici riciclati e altri materiali naturali, non contiene nessun componente metallico.
Questo tipo di bicicletta – in teoria – perché nella realtà non sembra esistere ancora, potrebbe reggere fino ad un peso di circa 130kg e si propone come la soluzione perfetta, non solo per il traffico cittadino, ma anche come mezzo di trasporto per i paesi più poveri in Asia e Africa, in cui potrebbe essere anche distribuita gratuitamente.
Il modello di business è sicuramente interessante e all’insegna della totale sostenibilità, perché oltre ad utilizzare materiali totalmente “green” e riciclati, permetterebbe di abbassare i costi di produzione e di sviluppare delle dinamiche di business 1+1: significa che per ogni modello di bici acquistato per esempio negli Stati Uniti, un giovane senza possibilità economiche in una nazione africana ne riceverebbe una in regalo.
Tutto bello fino a qui, peccato che al momento dopo che tutti ne hanno parlato e scritto, sembra tutto fermo; era stata attivata anche una operazione di crowdfunding su indiegogo.com, ma è stata chiusa, a causa della mancanza di un impianto produttivo, che non avrebbe permesso la realizzazione su larga scala delle biciclette. Si stanno riorganizzando, almeno dalle informazioni che emergono e noi speriamo di ricevere presto aggiornamenti e soprattutto di vedere i primi modelli realizzati.
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