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Test su strada: la bici bonsai, una piccola Extra

News • di 24 Settembre 2014

extra 1L’aver inciampato tempo fa, on line, su una bici bonsai giapponese, m’ha fatto subito scattare la curiosità sui potenziali vantaggi (o svantaggi) dell’uso urbano di un mezzo che ha le dimensioni di una pieghevole, le ruote da 20 pollici, mentre il un telaio conserva la tradizionalissima forma a diamante e gli otto tubi saldati tra loro a disegnare due triangoli sovrapposti. A Tokio soprattutto, ma anche nelle altre città del sol levante, queste cosiddette minivelo hanno conquistato una significativa quota di mercato, sono considerate molto cool e in ambienti hipster hanno affiancato o addirittura rimpiazzato le fixed con ruote da 28.

La curiosità nasce in particolare da alcune ipotesi fatte a tavolino. Una bici lillipuziana con una geometria classica può forse garantire alcuni benefit della folding bike – entrare comodamente in un ascensore, ad esempio, trovare una sistemazione non ingombrante in casa, offrire l’opportunità di tirarsela dietro in ufficio se si ha paura dei furti – risolvendo contemporaneamente il problema della non perfetta stabilità che accomuna molte pieghevoli.

tenderPer verificare se queste considerazioni teoriche trovano riscontro anche on  the road abbiamo deciso di testare una Extra+, una delle rare mini bici disponibili sul mercato italiano. La prova su strada verrà fatta a Roma (sampietrini, buche, rotaie del tram, saliscendi vari e traffico aggressivo le insidie da superare) simulando per un paio di settimane l’uso che del mezzo potrebbe fare un frequent biker metropolitano, ossia una persona che si sposta esclusivamente o quasi pedalando.

Prima di montare in sella per il test e svelare quindi pregi e difetti della piccoletta, possiamo intanto dare qualche informazione su Extra+, azienda fondata da Alessandro Raggi. Imprenditore del caffè e appassionato di bici nel 2008 si è lanciato nella produzione di bici e accessori per singlespeed e da Pescara, dove ha sede Extra+, in sei anni è approdato in 300 punti vendita di tutta Europa.

La tender, il modello che stiamo per provare, è una delle ultime nate dell’azienda abruzzese, disegnata e ingegnerizzata proprio da Alessandro Raggi e prodotta a Taiwan. Si tratta di un’ibrida d’acciaio, una sorta di incrocio tra una bmx, una fixed e una pieghevole. Della bmx dovrebbe prendere la maneggevolezza, della pieghevole le dimensioni e della fixed l’essenzialità delle linee. Su questo aspetto ci possiamo già sbilanciare con un primo giudizio estetico: alla vista il prodotto è accattivante, sembra molto ben riuscito ed equilibrato. Per il nostro esperimento utilizziamo una stealth nero opaco, versione intermedia tra quelle disponibili in catalogo, ossia tra la basic monomarcia convertibile in fissa e la raw accessoriata con particolari di tendenza e, volendo, un manubrio cestino molto, ma molto underground. La nostra è dotata di un cambio Sram automatix a due velocità integrato nel mozzo, che mette la marcia da solo a seconda della velocità di marcia. Non c’è comando del cambio, cavo o manutenzione: funziona con la forza centrifuga data dalla rotazione.

Se date un’occhiata al sito, vedrete che qualcuno riesce a far fare cose estremamente complicate a queste bici bonsai. Magari tra qualche giorno ci proviamo anche noi.

 







3 Risposte a Test su strada: la bici bonsai, una piccola Extra

  1. Riccardo ha detto:

    Che bella! le bici pieghevoli mi piacciono molto come concetto ma le ho sempre visto come delle cose “strane”… questa invece anche se è “fissa” è davvero compatta e dà lidea di essere molto maneggevole semplice e robusta..mi piace molto, la proverei volentieri e se mi piace ci farei anche un pensierino…

  2. Enrico Balugani ha detto:

    Non so, non mi sembra molto pratica per andare al lavoro o muoversi in citta’.
    Dal video mi sembra una single speed piu’ che una fixie.
    Non ha ne’ parafanghi ne’ copricatena, cose essenziali per una bicicletta urbana.
    Non mi sembra neanche che ci sia spazio per metterli (clearance).
    Ha gli attacchi per un portapacchi?
    E le luci?
    Senza queste cose, la bicicletta e’ sicuramente molto carina, ma assolutamente non funzionale per ambito urbano!
    Le Brompton te le vendono gia’ super-equipaggiate!
    Comunque ci sono delle mini-biciclette con parafanghi e portapacchi, solo non so se le vendono in Italia…

  3. luca ha detto:

    L’ho vista in fiera ad Expobici è l’ho provata, è veramente spettacolare, se non ci sali sopra non ti rendi conto, inoltre quella che ho provato aveva sia parafanghi che cestino integrato. Ci sto pensando seriamente, finalmente una bici veloce, bella e che mi posso portare in casa senza sbattimenti.

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