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Muoversi nello Spazio Pubblico, una missione degli Stati Generali di Bologna

News • di 8 Apr 2015

Spazio Pubblico
Muoversi nello spazio pubblico.
E’ questo il titolo di uno dei cinque tavoli di lavoro inseriti nel programma degli Stati Generali della Mobilità Nuova che si terranno a Bologna dal 10 al 12 aprile.
Come condividere lo spazio urbano e renderlo universalmente accessibile? E’ questa la domanda principale da cui si svilupperà la discussione tra associazioni, amministratori, professionisti, gruppi e singoli partecipanti al tavolo di lavoro.
Troppo spesso in città come le nostre si pensa che la strada sia proprietà delle automobili. In realtà, è uno spazio urbano in cui devono convivere diverse categorie di utenti, dal pedone al ciclista, dall’automobilista al motociclista. L’effetto di questa errata convinzione è un uso della strada aggressivo soprattutto da parte degli automobilisti, con conseguenze negative sul piano della sicurezza, dell’accessibilità, della qualità ambientale ed anche dal punto di vista educativo.
Eppure le strade costituiscono l’80% dello spazio aperto accessibile nelle nostre città: abbiamo bisogno di riprendere questi spazi per le nostre comunità. Come ha sostenuto recentemente Bloomberg, ex Sindaco di NY: “Le strade delle nostre città non sono delle automobili, sono delle persone: pedoni, ciclisti e utenti dei mezzi pubblici, per noi sono importanti quanto e direi anche di più degli automobilisti”.
E’ quindi necessario pensare alla strada urbana non solo come asse di scorrimento del traffico veicolare quanto come spazio di relazione tra una pluralità di utenti (automobilisti, pedoni, ciclisti, residenti, studenti…) e di funzioni.
Ripensare la strada come spazio pubblico significa quindi pensare ad un modello di città differente:
– Una città inclusiva e non più esclusiva perché grazie alla riduzione delle velocità è possibile eliminare le barriere create per la supposta sicurezza;
– Uno spazio pubblico più bello perché disegnato attorno alla persona e non più attorno al veicolo che guida;
– Una strada condivisa più vivibile e “sociale” perché la riduzione delle velocità consente di offrire maggiori spazi per le relazioni;
– La conseguente rivitalizzazione dei quartieri, delle piazze, dei centri storici perché una strada sicura, bella e confortevole favorisce il commercio locale;
Spazio pubblico bis
Il gruppo di lavoro – coordinato da Matteo Dondé e da Alfredo Bellini – per inquadrare il problema si avvarrà in apertura delle relazioni introduttive dei rappresentanti dei principali gruppi e associazioni che parteciperanno al tavolo: Biennale dello Spazio Pubblico, CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità), AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio), Social Street, Slow Food, UISP (Unione Italiana Sport per Tutti).
Al momento il tavolo ha raccolto oltre sessanta adesioni tra cui compaiono: Arianna Spessotto della Camera dei Deputati; Nicola Scanferla, comune di Ravenna; Alessia Manfredini, comune di Cremona; Enzo Del Vecchio, comune di Pescara; Francesco Seneci, Netmobility srl; Federico Del Prete, CycloPride Italia; Eugenio Galli, FIAB-Ciclobby; Dario Manuetti, La città Possibile; Amedeo Trolese, Legambiente e molti altri.
Ripensiamo la strada come spazio pubblico per ripensare le città!





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