Creare un itinerario in bicicletta sembra semplice: apri una mappa, scegli la destinazione e vai.
In realtà è proprio qui che iniziano i problemi. I percorsi già pronti raramente hanno lunghezza, dislivello e tappe che desideri. E quando provi a crearne uno da solo, è facile finire su strade sgradevoli.
La buona notizia è che non serve essere esperti di cartografia digitale per progettare un percorso sicuro e su misura.
In questa guida vedrai passo dopo passo come tracciare un itinerario ciclabile personalizzato, anche se parti da zero.
Chi sei tu e cosa puoi fare (quanti km/ore in bici)
Se l’idea è di passare, ad esempio, 3 ore in sella alla bici, e sai che la tua velocità di crociera in pianura è di 15 chilometri orari, su un percorso privo di salite la durata ideale della tappa sarà di 45 chilometri (15 chilometri in un’ora, moltiplicato per 3 ore). Se la velocità è di 20 chilometri orari, sarà di 60 chilometri (20 per 3). In caso di salite, considera almeno un paio di chilometri orari in meno.
Assieme alle ore pedalate vanno considerate le ore da passare ai punti d’interesse: errore comune è voler “fare troppo”, pianificando un programma troppo intenso. Calcola quindi il tempo necessario per ciascuna pausa: 1 ora e mezzo per visitare un museo, 1 ora e mezza per un pranzo, mezz’ora per godersi uno spot panoramico… Consigliamo di avere un “piano B” con un tragitto più corto che potrai sfruttare in caso di necessità.
Decidi dove pedalare
Quello che importa davvero è considerare le caratteristiche del territorio in relazione alle proprie capacità atletiche. Fare un weekend in montagna se non si è allenati può essere limitante, anche se con una e-bike percorsi una volta improponibili per la loro durezza possono diventare abbordabili.
Se sei alle prime armi può essere utile scegliere una destinazione con servizi specifici per i cicloturisti, come ciclofficine e bicigrill, dove trovare assistenza in caso di problemi tecnici al mezzo.
Definisci punto di partenza e punto di arrivo
Per il primo weekend in bicicletta, se non parti pedalando direttamente da casa tua puoi affidarti al treno per raggiungere il punto di partenza e tornare a casa dal punto di arrivo. Così facendo, hai più flessibilità: non sei obbligato a terminare il weekend di nuovo al punto di partenza, basta che ci sia una stazione.
Se preferisci invece usare l’auto, meglio lasciarla nei pressi di una stazione, in modo da avere il ritorno in treno come alternativa.
Se la destinazione è un’isola o in una zona lacustre, valuta i traghetti: sono pochi i casi in cui le biciclette non sono accettate a bordo e il viaggio stesso diventa un’esperienza fuori dal comune.

Trova i punti intermedi: punti d’interesse e dove dormire
I punti di interesse possono essere un ristorante oppure un castello che vuoi visitare, una pieve medievale o un appostamento per fare birdwatching. Se non hai già idee precise a riguardo, il modo più facile e immediato è farsi consigliare dall’intelligenza artificiale.
Considera sempre che sei in bicicletta e una sosta intermedia per degustare il vino rosso prodotto nella cantina o abbuffarsi di prodotti tipici è sì piacevole, ma può avere sul corpo un effetto che potrebbe non sposarsi alla perfezione col pedalare nel caldo del pomeriggio. Ma il punto intermedio più importante da definire è dove dormire.
Assicurati anche di avere punti intermedi dove poter fare rifornimento di cibo e acqua.
L’itinerario da tracciare non è altro che il collegamento di questi punti d’interesse, che coincidono con i punti intermedi.
Tracciatura: quali mappe utilizzare
Una volta stabiliti durata giornaliera, destinazione, punti di partenza e di arrivo, punti intermedi e dove dormire, è il momento di aprire la mappa e cominciare a tracciare.
Quindi, quale mappa utilizzare?
Google Maps è l’opzione più familiare, però il sistema di tracciatura per itinerari in bicicletta ha grosse carenze. Gli itinerari non sono personalizzabili per tipologia di bici utilizzata o per livello di abilità dell’utente e l’altimetria non è rende l’idea delle pendenze. In questo modo, puoi trovarti su strade che non fanno per te e non puoi avere un’idea ben precisa delle salite che andrai ad affrontare.
Tuttavia, Maps ha due caratteristiche molto utili: la presenza nativa di Google Streetview – le foto a 360 gradi caricate dagli utenti sulla mappa – e la presenza di punti d’interesse ben segnalati e rintracciabili tramite la barra di ricerca.

Le due piattaforme di riferimento per tracciare percorsi ciclabili sono komoot e Ride with GPS.
Komoot, invece, è ottimizzata per tracciare il miglior percorso possibile selezionando partenza, arrivo, tipologia dell’attività e ritmo da tenere. Però Komoot crea il percorso basandosi su un algoritmo che può non scegliere le strade migliori per le tue esigenze. Utile infine la presenza delle foto geolocalizzate di TrailForks e i punti di interesse creati dagli utenti della community.

Komoot è eccellente per tracciare, ma solo se hai acquistato le mappe della regione o hai un account Premium puoi inviare il percorso a un ciclocomputer. Su Ride with GPS questa funzionalità è gratuita.
Su Ride with GPS puoi inoltre tracciare direttamente sulla mappa di Google, non disponibile su Komoot e molto comoda per usare la Streetview con immediatezza.

Tracciatura: quali strade seguire
La regola d’oro è privilegiare, dove possibile, percorsi ciclabili, strade secondarie e a basso volume di traffico. Due caratteristiche fondamentali per la gradevolezza dell’itinerario.
Puoi avere una panoramica di queste strade usando il layout delle mappe Open Cycle Map: selezionabile sia su Komoot che su Ride with GPS, raccoglie tutti i percorsi ciclabili del mondo riconosciuti a livello internazionale/nazionale (colore rosso), regionale (in viola) e locale (in blu).
Occhio: non è detto che queste strade siano adatte alle tue esigenze. Possono essere troppo ripide, troppo sterrate, troppo noiose. A volte possono essere anche troppo trafficate. Di certo c’è che, seguendole, non si finisce in autostrada.
Quindi, per perfezionare il percorso, i temi da considerare sono quattro: dislivello e salite, superfici, traffico, panoramicità (ovvero l’ “effetto wow”).

Tracciatura: dislivello e salite
Mentre stai tracciando su komoot o Ride with GPS, nello spazio inferiore dello schermo apparirà l’altimetria del percorso.
Se il percorso proposto ha salite troppo impegnative, puoi valutare delle alternative modificando l’itinerario tenendo sempre sotto controllo il profilo altimetrico. Regola generale: più km è lunga la salita, minore è la pendenza media e quindi la fatica. Invece di una salita di 1 km al 10%, meglio una di 2 km al 5% o di 5 km al 2%.
E se nulla di ciò è possibile, beh, meglio sapere di avere nel percorso una salita tosta che non saperlo.
E, sapendolo, magari propendere per un’ebike.
Tracciatura: superfici
La bicicletta a disposizione è la componente chiave: se hai una bici da corsa evita gli sterrati, se hai una mountain bike invece cercali, se hai una gravel va bene quasi tutto.
Mentre tracci su Komoot, puoi trovare le tipologie di superficie al di sotto dell’altimetria differenziate per colore. Su Ride with GPS, i tratti sterrati sono evidenziati con righe bianche direttamente sul profilo altimetrico. In ogni caso, per accertarsi delle condizioni dei tratti sterrati consigliamo di utilizzare le immagini di Google Streetview e TrailForks.
Considera, però, che col tempo le condizioni del fondo possono mutare anche in maniera significativa. Uno sterrato ben mantenuto di una Streetview di 2 anni fa adesso potrebbe essere un tratturo impercorribile. Assicurati che la Streetview sia recente: se ti trovi con una immagine risalente al 2010, come nella Streetview riportata qua sotto (la data è in basso nel riquadro nero in alto a sinistra), non fidarti.

Tracciatura: la sicurezza stradale
La prima regola è stare lontani dalle strade principali percorse dai mezzi motorizzati, come le statali. Anche le strade provinciali possono essere molto trafficate, soprattutto in zone isolate dove sono l’unica arteria di comunicazione e le auto vanno molto veloci.
D’altro canto, soprattutto al sud Italia sono presenti strade statali che, passando per l’entroterra, sono battute da poche auto.
Il modo più veloce per capire quanto una strada è utilizzata è Google Streetview: se nell’immagine vedi una strada affollata da auto, allora è meglio evitarla. Se non vedi auto, via libera. La foto sotto si riferisce a un tratto qualsiasi della Costiera Amalfitana: è evidente che non è la scelta migliore per chi vuole pedalare in tranquillità, su strade panoramiche senza auto.
Anche in questo caso, le condizioni possono cambiare in base a stagione e meteo. Streetview aiuta a farsi un’idea, non ad avere la certezza.


Tracciatura: gradevolezza e l’effetto wow
Le strade stesse possono essere punti d’interesse.
Evita drittoni infiniti, strade a 2 o più corsie, strade esposte al sole d’estate o nascoste all’ombra d’inverno. Vai invece alla caccia di strade tortuose, strette e panoramiche. Evita di passare attorno ai paesi; passaci invece dentro, nel centro storico.
Per capire quanto una strada è appetibile, puoi fare le verifiche necessarie utilizzando Google Streetview e foto Trailforks. Google Maps ha punti d’interesse sulle strade panoramiche e Komoot ha highlights creati dalla community.
Per le più calde giornate estive puoi affidarti a ShadeMap, mappa online che permette di visualizzare le aree di sole e ombra in base all’orario della giornata.
Ora che sai cosa considerare, non resta che aprire la mappa e tracciare.

Come tracciare il percorso con komoot (da computer o app)
Premessa: il percorso tracciato su Komoot può essere utilizzato sul proprio ciclocomputer o per la navigazione live solo se hai un account premium o hai sbloccato la mappa della regione nella quale si svolge il percorso.
Su Komoot, il primo passo è effettuare il login o registrarti.
Dopodiché, in alto a destra, bottone verde “Nuovo” -> “Pianifica un percorso”.
Si aprirà la mappa: nel riquadro di sinistra scegli la tipologia di attività (consigliamo “cicloturismo”), il punto di partenza e il punto di arrivo. Il sistema creerà un percorso in automatico.

Vanno poi aggiunti i punti intermedi individuati in precedenza: dove dormire e le attrattive che si intende vedere lungo il percorso. Vedrai che il percorso cambierà in automatico, andando a toccare i punti intermedi.
Adesso tocca a te modificare il percorso in base a quanto indicato poco su.
Verifica l’altimetria: individua possibili salite scomode e trova una soluzione alternativa. O preparati mentalmente a sudare un po’. Controlla che le superfici siano adatte al tuo mezzo. Assicurati di non passare da strade pericolose, con troppo traffico veicolare (trovi la mappa OSM cliccando in basso a sinistra, su “livelli”). Infine, il passaggio per il quale conviene spendere un po’ di tempo in più: guarda attorno alla traccia e vedi se c’è qualche strada che ti ispira.
Una volta modificato a piacere, controlla il chilometraggio: probabilmente è cresciuto. Se è cresciuto troppo, vai a ritroso: taglia qua e là finchè non torni su un chilometraggio adeguato.
Nella foto di seguito la pagina di riepilogo del percorso per un ipotetico weekend tra Ciclovia dell’Adige e Lago di Garda.

Come tracciare il percorso con Ride with GPS (solo da computer)
Anche su Ride with GPS devi prima di tutto registrarti o effettuare il login.
Una volta fatto, in alto a sinistra clicca su “Route Planner”: si aprirà la mappa sulla quale tracciare il percorso.
Nel menu a destra, assicurati che la “modalità di routing” sia impostata sulla bicicletta (significa che viene data preferenza ai percorsi ciclabili). Se vuoi cambiare mappa, puoi selezionare quella che preferisci cliccando in alto a destra su “Google mappe”: si aprirà l’elenco di tutte le mappe utilizzabili. Consigliamo di usare OSM Cycle.

A differenza di Komoot non c’è una schermata dove inserire partenza, arrivo e punti intermedi: clicca direttamente sulla mappa o usa la barra di ricerca a destra per selezionare i punti e creare l’itinerario. Per modificare il percorso, tieni premuto sulla traccia e trascina dove vuoi passare.
Modifica il percorso in base a altimetria, superfici, traffico e eventuali deviazioni panoramiche, ricontrolla il chilometraggio e poi clicca su “Salva”, in basso a sinistra.
Nella foto di seguito la pagina di riepilogo dello stesso percorso, versione Ride with GPS.

Tracciatura: navigazione
Come anticipato, i percorsi creati su komoot non sono utilizzabili su ciclocomputer se non con account premium o con l’acquisto dell’area in cui si svolge il percorso.
Invece, su Ride with GPS questa funzionalità è gratuita.
Sia con komoot sia con Ride with GPS, il modo più semplice e veloce per trasferire un percorso sul ciclocomputer è collegare il dispositivo tramite la sua app dedicata. Ad esempio, Garmin Connect per dispositivi Garmin o Wahoo Fitness per dispositivi Wahoo. Alla successiva sincronizzazione tra il ciclocomputer e l’app, il percorso comparirà automaticamente tra quelli disponibili sul dispositivo.
Anche per quanto riguarda la navigazione direttamente su app, komoot e Ride with GPS sono dotate di sistema di navigazione turn-by-turn (come un vero e proprio navigatore) ma solo nelle loro versioni a pagamento.
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Quindi, esiste il sistema perfetto per tracciare un percorso?
No. Il metodo ideale consiste nel combinare Maps, komoot, Ride with GPS e altri tool esterni come ShadeMap. Ma anche così facendo è impossibile pianificare le giornate dal km 0 al km finale. Non puoi ad esempio prevedere quei contrattempi tecnici, come una gomma bucata o la chiusura di una strada, che possono comportare cambi di percorso.
Ma anche se fosse possibile pianificare tutto per filo e per segno, sconsiglieremmo di farlo. Alla fine il bello di pedalare su strade nuove e sconosciute sta proprio nel pedalare su strade nuove e sconosciute. Andare incontro all’incognito, sentirsi nel proprio piccolo esploratori di una realtà diversa da quella che viviamo tutti i giorni.
Vivere un’avventura.
Seguendo i consigli di questa guida avrete un percorso da seguire, ma non dev’essere seguito a tutti i costi. Se vedete qualcosa che vi stuzzica, andate fuori traccia. Non pedalate guardando il ciclocomputer. Pedalate a testa alta, guardandovi attorno, e seguite l’istinto.




















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