Migliaia di migranti attraversano la Macedonia in bicicletta

26 Giugno 2015

migranti-macedonia
In fuga da Paesi dilaniati dalla guerra, in particolare dall’Africa e dal Medio Oriente, alcune migliaia di migranti in ingresso nell’Unione Europea sono arrivati in treno o a piedi a Demir Kapija, in Macedonia a pochi chilometri dal confine greco, per proseguire il loro viaggio della speranza in bicicletta. Diretti verso nord, sperano quindi di entrare in qualche paese dell’Unione per costruirsi una vita migliore.
In Macedonia ai migranti è stato infatti vietato l’utilizzo dei mezzi pubblici ma non di transitare a piedi o in bici, motivo che ha visto raddoppiare la presenza dei mezzi a due ruote in questo tranquillo villaggio balcanico di 3.500 persone.

Uno di loro è Walid Amoud, professore di geografia a Damasco, in Siria, che sta viaggiando con i sei figli in direzione della Germania e che ha appena acquistato una bici per proseguire il viaggio. Siriano è anche Bara, un professore di inglese di Homs, anche lui con quattro figli sulle spalle che dopo aver attraversato Turchia e Grecia con ogni mezzo possibile, piedi, treno e barca, è ora intenzionato a continuare in bici verso nord. La Grecia, pur essendo un paese dell’Unione, è anch’essa terra da cui andare via, stretta com’è dalla crisi e dai problemi interni.

Il prezzo delle biciclette non è affatto popolare, 120 euro per un modello entry level, ma un negoziante avrebbe confidato a un inviato di AFP che i prezzi nel giro di poche settimane sono addirittura raddoppiati, per approfittare dell’impennata di richieste. “Dobbiamo sopravvivere anche noi”, spiega il negoziante.
Il viaggio in bici dei migranti per attraversare la Macedonia è tutt’altro che una passeggiata, diretti verso la valle del Vardar con gli zaini pieni dei loro pochi averi. A fine aprile, alcuni di loro sono morti investiti da un treno passeggeri mentre riposavano troppo vicini ai binari.

Le biciclette vengono poi vendute nella cittadina di Kumanovo, nel nord della Macedonia, a un prezzo di massimo 50 euro, per riprendere il viaggio in Serbia con mezzi a motore e la complicità dei contrabbandieri che li aiutano a varcare la frontiera. Il prezzo per questo passaggio si aggira intorno ai 100 euro, e il continuo traffico di persone ha fatto intervenire il governo serbo con attività di contrasto alla tratta illegale di migranti.
Mentre il Parlamento macedone sta studiando una legge che permetta anche ai migranti l’utilizzo dei mezzi pubblici, loro continuano a pedalare verso la valle del Vardar, con le bici cariche più di speranze che di bagagli.

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