Due anni di Bikeitalia.it

1 Luglio 2015

Oggi è un gran giorno per noi.
happy birthday
Oggi, primo luglio 2015, Bikeitalia.it compie 2 anni di vita e noi siamo orgogliosissimi di questo traguardo raggiunto.

Quando abbiamo iniziato questo ambizioso progetto, chiunque parlasse di ciclismo nel nostro paese era costretto a fare i conti con la cara vecchia immagine presente in tutte le botteghe dei barbieri d’Italia in cui Bartali passa la borraccia a Coppi (o viceversa) e tutti coloro che non facessero riferimento alle grandi corse a tappe, alle classiche o per lo meno alle gran fondo erano in qualche modo figli di un pedale minore.

Coppi e Bartali

Noi con Bikeitalia.it abbiamo voluto puntare su un’immagine diversa del ciclismo: non più polpacci rasati, integratori e biciclette da fantastilioni di euro per guadagnare 5 secondi ogni 40 km, ma normalità portata all’estremo. Invece di glorificare i grandi campioni delle grandi corse, abbiamo voluto glorificare i milioni di eroi che ogni giorno nel nostro paese sfidano (con sorti alterne) le insidie del traffico per andare al lavoro pedalando, abbiamo cantato le nostre lodi ai grandi cicloviaggiatori che attraversano il globo in sella alla propria bicicletta con il solo obiettivo di “portare a spasso il bambino che hanno in se”; abbiamo strizzato l’occhiolino a tutti coloro che non perdono l’occasione di un fine settimana assolato per andare a bruciare qualche migliaio di calorie nelle gita fuori porta per poi recuperarle tutte alla prima trattoria di paese; abbiamo cercato di fare compagnia a chi la sera dopo il lavoro trova rifugio in cantina mentre mette mano alla propria bici e abbiamo cercato di bacchettare sulle dita i politici e amministratori che parlano dii ciclabilità senza aver mai messo il culo su un sellino e che si guardano bene dal cambiare lo status quo delle nostre città.

altan_bambino

Se da un lato abbiamo avuto un approccio mai avuto prima al “ciclista”, dall’altro abbiamo anche avuto un atteggiamento inusuale nei confronti della bicicletta in sé.

Storicamente le testate giornalistiche che si occupano di ciclismo non hanno mai lesinato recensioni e confronti sulle ultime novità del mercato della bici arrivando a spaccare il capello pur di dimostrare che il nuovo modello della marca X è migliore del modello dell’anno precedente (anche se alla fine l’unica cosa che è cambiato è il colore del telaio). Noi abbiamo deciso di ignorare la corsa alla novità e, ogni volta in cui ci è capitato di parlare di prodotti, abbiamo parlato esclusivamente di quello che realmente ci è piaciuto perché siamo convinti che quello che serve al nostro paese non è che chi già pedala cambi bici ogni 2 anni, ma mettere in sella coloro che ancora in bici non ci vanno. Questa nostra scelta si traduce nel fatto che mentre in questi giorni i nostri colleghi delle altre testate girano l’Italia e l’Europa per assistere alle presentazioni dei  nuovi prodotti delle grandi marche, noi stiamo pianificando l’itinerario delle nostre prossime vacanze in bici da raccontarvi su queste pagine. E quindi, sticazzi.

In questi due anni siamo andati più e più volte controcorrente (anche nella scelta di pagare tutti i nostri collaboratori) e la scelta ha pagato.

La scelta ha pagato, dicevo, e infatti siamo riusciti a trasformare un hobby in un lavoro continuativo, gli oltre 300.000 utenti/mese che il nostro portale attrae danno lavoro oggi a 2 persone full time e ad altre 4 part time più una serie di collaboratori occasionali, il tutto senza avere alle spalle danarosi investitori che hanno fiutato l’odore dei soldi nel boom che la bicicletta sta avendo nel nostro paese.

Festeggiare questo secondo compleanno con un progetto imprenditoriale che non ha un euro di debito (anche perché ancora non siamo riusciti a convincere le banche a darci neppure una carta di credito) ma anzi con un avanzo di cassa è un traguardo meraviglioso che è stato possibile grazie a voi e grazie al supporto di quegli sponsor che hanno creduto in noi e nel nostro progetto di trasformare l’Italia in un paese ciclabile.

Tanti auguri a noi, quindi, e mille, anzi, 300.000 grazie a tutti voi.

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