2017: nuove regole per l’omologazione delle speed-ebikes

10 Gennaio 2017

Con il 1 gennaio 2017 sono entrate in vigore nuove regole per l’omologazione delle “speed-ebikes”, veicoli con velocità assistita superiore ai 25 km/h e/o potenza del motore maggiore di 250W. Per le normali bici a pedalata assistita presenti sul mercato non cambia nulla.

Cominciamo mettendo subito in chiaro una cosa: per le normali bici elettriche a pedalata assistita che tutti conosciamo, con velocità massima assistita di 25 km/h, potenza nominale continua massima del motore di 250W, motore che si attiva solo se i pedali girano… non cambia nulla. Dal punto di vista legale sono sempre state in tutto e per tutto assimilabili alle biciclette senza motore, e continua ad essere così. Al pari delle biciclette normali senza motore, non hanno bisogno di targa, assicurazione, casco o altro.

Le novità riguardano invece quei veicoli che rientrano nella categoria L1e. Sono veicoli che a un occhio poco esperto possono sembrare delle normali bici elettriche a pedalata assistita, come ad esempio questo:

bici elettrica Stromer ST2

La differenza è che questi mezzi NON soddisfano quei requisiti di cui abbiamo parlato prima, e ciò in due modi:

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  • pur avendo una velocità massima assistita di 25 km/h, hanno un motore con una potenza maggiore di 250W e minore o uguale a 1000W: questa è la sottocategoria L1e-A, una novità
  • oppure hanno una velocità massima assistita di 45 km/h, con una potenza che può arrivare anche a 4000W: questa è la sottocategoria L1e-B (in pratica la “vecchia” L1e semplice).

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Per questi mezzi è entrato in vigore dal 1 gennaio 2017 il regolamento europeo 168/2013, che indica i requisiti necessari per l’obbligatoria omologazione di questi mezzi. In pratica, come succede per automobili e motociclette, i produttori di speed-ebikes devono dimostrare che i loro mezzi soddisfano una lunga serie di requisiti, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei mezzi. Il nuovo regolamento aggiorna e precisa i requisiti basati sulla direttiva europea 2002/24.

I lettori con una infarinatura di diritto europeo sapranno che i regolamenti europei sono direttamente applicabili in tutto il territorio dell’Unione, quindi queste norme sono già valide e applicabili anche da noi.

Le norme riguardano in pratica i produttori e i venditori di questi veicoli, che devono dimostrare di soddisfare i requisiti dell’omologazione. Questo regolamento è un passo avanti nel fare chiarezza a livello europeo sulla questione delle bici con motore elettrico più potenti di quelle normali che conosciamo bene. Ora è ancora più chiaro che se acquistate un mezzo che NON rispetta anche solo uno di questi tre requisiti…

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  • motore che si attiva solamente se i pedali girano
  • velocità massima assistita di 25 km/h
  • potenza massima nominale continua del motore di 250W

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…allora dovete esigere dal venditore la certificazione dell’omologazione. Per questi veicoli è prevista anche una targa. Acquistare una “bici elettrica” di tipo L1e-a o L1e-b senza la certificazione dell’omologazione è come acquistare una motocicletta non omologata, e pone in grossi guai legali in caso di controllo o peggio di incidente che coinvolga terze persone.

Non è raro leggere sui giornali di sequestri di mezzi che non soddisfano gli ormai famosi tre requisiti. Gli acquirenti, alcuni magari anche in buona fede, si vedono sequestrare il mezzo e comminare una multa.

Altrettanto illegali sono quindi quelle modifiche che permettono di sbloccare il limite a 25 km/h dei motori. Sono in vendita online dei kit di facile installazione con i quali i principali motori centrali sul mercato possono essere facilmente modificati aumentando la velocità assistita massima. Chiaramente in questo caso il mezzo rientra nella categoria L1e-B e va omologato.

Alcune considerazioni

Interessante l’introduzione della categoria L1e-A. Ricordiamo: sono veicoli che hanno sempre il limite a 25 km/h, ma una potenza massima che può arrivare anche a 1000W. Potranno essere particolarmente utili per chi usa bici elettriche cargo, o per chi vive in zone con salite molto ripide dove i motori da 250W fanno fatica.

Se potessimo scrivere noi i regolamenti europei, forse la cosa migliore sarebbe semplificare un po’ le norme e liberalizzare le potenze, mantenendo basse le velocità (il vero fattore di potenziale pericolo). Faremmo rientrare nella categoria delle bici senza alcun obbligo di legge tutti i veicoli a due ruote con motore che si attiva solamente durante la pedalata, velocità massima assistita pari a 30 km/h, e motore da meno di 1000W.

Questo perché alzare leggermente la velocità massima permetterebbe di aumentare la diffusione e l’utilità di questi mezzi anche su distanze medio-lunghe; mentre alzare la potenza massima permetterebbe di affrontare meglio le salite ripide. Per chi viaggia quasi sempre in pianura o in collina, i normali 250 Watt sono solitamente più che sufficienti, ma sarebbe giusto dare a chi abita in zone montagnose la possibilità di scegliere mezzi appena un po’ più potenti (ricordando che stiamo sempre parlando di potenze veramente minime se confrontate con quelle di scooter e moto). È giusto invece mantenere una categoria a parte per i mezzi più potenti e soprattutto più veloci, che devono essere omologati per assicurarsi che siano sufficientemente sicuri.

E tu cosa ne pensi? Sei d’accordo con le nostre considerazioni? Vorresti fare altre modifiche? Scrivilo nei commenti!

nuove norme di legge

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