Il furto della propria bici è qualcosa che ci tocca nel profondo, come se ci avessero portato via un arto o persino un pezzo di vita (i chilometri che ci abbiamo fatto sopra). Chiunque di noi sia stato vittima di un furto di bici conosce bene la sensazione che si prova di fronte al lucchetto spezzato. Un misto di rabbia e di rassegnazione.
Spesso però è – almeno in parte – anche colpa nostra. Una scelta sbagliata nel modo di legarla, un dispositivo di sicurezza poco efficace, magari per risparmiare, un po’ di pigrizia, e il gioco è fatto. La bici ce l’hanno rubata.
A ciò si aggiunge che il ciclista è per sua natura un animale anomalo: ci sono tipologie di amanti delle due ruote assolutamente diversi (e con portafogli diversi). Citybike, bici elettriche, gravel, bici da corsa da diecimila euro e più: a ciascuno il proprio mezzo. Ma soprattutto a ciascuno il giusto dispositivo di sicurezza.
La regola numero uno è sempre la stessa: non perdere mai di vista la propria bicicletta quindi, se possibile, teniamola sempre sott’occhio. Altrimenti, bisogna ricorrere ad altri sistemi di sicurezza.
Diciamolo subito a scanso di equivoci: il lucchetto “ideale”, adatto a tutti i tipi di bici e a tutte le situazioni, non esiste. Tantomeno la certezza che il furto non avverrà.
Tuttavia, conoscendo i propri comportamenti, si può trovare il giusto compromesso tra libertà e sicurezza per rendere la vita dura ai ladri. Nel farlo, ci facciamo guidare da un’azienda tra le più innovative sul mercato – la tedesca ABUS.
Guida pratica per ciclisti più sicuri
Per il tempo di un caffè al bar
Se avete la bici sempre con voi e la abbandonate solo per pochi minuti per andare a bere un caffè; se siete dei bikepacker e volete avere la certezza di ritrovare il vostro bagaglio o il vostro caschetto dopo aver visitato una pieve nascosta; se andate in ufficio, giacca e cravatta e lasciate la bicicletta in un luogo sorvegliato, in tutti questi casi la soluzione è un antifurto minimalista a cavo.

ABUS propone la linea Combiflex: lucchetti a cavo avvolgibili, talmente piccoli da essere letteralmente “tascabili”. Garantiscono più sicurezza di una banale spirale: il cavo è in acciaio estensibile, mentre il sistema di chiusura è a codice numerico.
Per parcheggiare davanti ai “peggiori bar di Caracas”
Volete ritrovare la vostra bicicletta “viva” anche nei quartieri peggiori del pianeta? Allora l’ultima cosa da fare è risparmiare sul peso e sul prezzo del lucchetto. La scelta si chiama “U” lock. Più pesante e forse meno comodo da portarsi dietro, ma decisamente più difficile da rompere.

ABUS ci ha sorpreso proprio per l’offerta in questo ambito, e per le varie fasce di prezzo: si parte con GRANIT™ Plus 470, ideale per chi lascia la bici in stazione per riprenderla la sera, o fuori dall’ufficio, o nel cortile di casa. L’arco, l’alloggiamento e tutti gli elementi di bloccaggio sono prodotti con uno speciale acciaio temprato, molto difficile da rompere.
Poi, via via salendo per fascia di prezzo, si arriva fino al GRANIT™ Super Extreme 2500: il top di gamma. I ladri di biciclette si sono infatti attrezzati, nelle moderne metropoli sono sempre più frequenti i furti con smerigliatrici elettriche a batteria, capaci di spezzare facilmente quasi qualsiasi antifurto a “U”.

Il brand tedesco si è attrezzato e ha introdotto il carburo Wolfram: un materiale che rende questo U-Lock sostanzialmente imperforabile. E i ladri più furbi meno contenti.
Per mollare la bici al volo
Volete mollare la bici al volo e legarla immediatamente a qualunque orpello senza stare troppo a pensarci su? Allora bisogna giocoforza accettare di perdere un minimo in sicurezza. E optare per un pieghevole. È più leggero, più pratico, elegante esteticamente e si può agganciare direttamente al telaio. BORDO è La famiglia Abus pensata per questo tipo di ciclista più “frettoloso” e meno esigente che ama il minimalismo anche nel design.

Anche qui si va per fasce di prezzo: dal top di gamma BORDO XPlus al classico BORDO, alla versione ultra leggera BORDO Lite. Variano per sistemi di chiusura e offrono una gamma di colori adatta a ogni vezzo.
Per chi perde sempre le chiavi
La cara vecchia catena è pesante e scomoda da legare attorno al sellino o mettere nel cestino. Però può essere anche semi-indistruttibile e farvi sentire più sicuri. Lascerà qualche segno sul telaio certo, appesantirà la bici durante la pedalata, ma se non vi interessa la “prestazione”, allora è un buon compromesso. ABUS ha fatto un passo oltre e ha realizzato quella che potremmo considerare l’evoluzione della catena.
Yardo: per aprire il serraggio c’è un sistema a impronte digitali. Niente più chiavi, niente più codici numerici, totale personalizzazione e rapidità d’uso: come sbloccare lo smartphone. Un’innovazione che ci ha davvero stupiti.

Altra soluzione degna di nota è invece la Infinity Loop 1806: catena dotata di una intelligente funzione a doppio anello che consente di legare contemporaneamente bici e componenti. Se avete una bici con smontaggio rapido delle ruote, potrete legare anche la ruota anteriore o posteriore.

Una storia lunga cent’anni
Nel 1924 nel piccolo scantinato di una casetta in un villaggetto sperduto della Germania, August Bremicker e i suoi figli costruiscono un lucchetto che rivoluzionerà il mondo delle due ruote e le loro vite. La “Roccia di Ferro”. Dalla piccola cantina famigliare, e da quel primo lucchetto, nasce un’azienda che opererà a livello mondiale, diventando oggi uno dei leader del settore. ABUS è un acronimo che significa “Sicuro, Affidabile, Stabile”.
Oggi, con più di 120 diversi sistemi di antifurto per bici, ABUS offre una gamma in grado di coprire davvero ogni esigenza. Si va dall’antifurto a “U” classico, alle catene, ai lucchetti pieghevoli, a quelli più sofisticati a cavo corazzato, a quelli a spirale.
Infine, ricordiamo 2 consigli fondamentali:
- il migliore antifurto è tenere la bicicletta dove non è fisicamente raggiungibile dai ladri
- unire 2 sistemi diversi di antifurto contemporaneamente aumenta notevolmente il livello di sicurezza
[Contenuto realizzato in collaborazione con ABUS]





















Ho letto tanti articoli a riguardo. Quello che posso riassumere, anche in base alle mie esperienze, è: 1. Il ladro punta alla bici più facile da rivendere oppure a quella più di valore allo stesso sforzo. 2. In città meglio U-Lock con diametro importante che non possa essere tranciato ma deve per forza usato flessibile 3. Legate sempre telaio ad un palo, con qualcosa per proteggere entrambe le ruote se a sgancio rapido, se possibile una delle ruote con lo stesso U-Lock. 4. Evitate U-lock troppo larghi, il ladro deve rischiare di tagliare il telaio quando taglia il lucchetto. 5. Personalizzate e rendete riconoscibile la bici in modo originale e poco accattivante per un utente medio, se la mettono nei mercatini di usato la potreste ritrovare, così che un compratore avrebbe paura di essere beccato con merce riciclata, dovendo fare uno sforzo di ridipingere la bici il ladro o l’acquirente. 6. Meglio in casa o in cantina, chiuse fisicamente lontano dalla vista anche dei vicini, piuttosto che in zone comuni. 7. Nessuno andrà a bloccare un ladro, né a chiamare la polizia. 8. Ci sono localizzatori gps per ritrovare la bici o per seguirla con la polizia dal vivo 9. Considerate l’uso del bikesharing come alternativa. 10. Non affezionatevi troppo alla bici ma piuttosto all’andare in bici!
Buone pedalate a tutti!
insomma, una marchetta ad ABUS. 4 consigli agli acquisti.
[Gentile Frank, grazie per il tuo commento. Precisiamo che l’articolo è un contenuto sponsorizzato, come indicato chiaramente in fondo al testo. Si tratta quindi di una collaborazione commerciale, trasparente e dichiarata.
Detto questo, crediamo che il contenuto mantenga comunque un valore informativo concreto, con suggerimenti utili e applicabili nella vita quotidiana di chi va in bici. L’obiettivo è offrire spunti pratici, pur presentando i prodotti di un’azienda del settore.
Come sempre, accogliamo volentieri critiche e punti di vista diversi, ma ci teniamo a tutelare un’informazione chiara e trasparente nei confronti di tutti i lettori. Buona lettura e buone pedalate – Bikeitalia.it]
Non avete accennato all’antifurto GPS da associare ad un cavo per aumentare la sicurezza.
Con una bici di valore e facendo bikepacking non hai spazio né puoi portare pesi superflui.
L’antifurto GPS ha un certo tempo di latenza ma intanto che tagliano il cavo spero si attivi per dare il tempo di accorrere. Vero è che dopo averla caricata su un furgone dubito che i carabinieri intervengano in tuo aiuto prima che smontino il GPS .
Che esperienze avete raccolto? Cosa si dice in giro?
[Salve Gabriele, oltre ai sistemi antifurto meccanici utilizzati per evitare che venga rubata la bici è possibile anche associare sistemi di tracciamento alla propria bici, per poterla individuare in caso di furto (come successo in questo caso > https://www.bikeitalia.it/2025/05/23/traffico-internazionale-di-bici-rubate-sventato-grazie-a-un-airtag/) ma si tratta di due modalità complementari: una non esclude l’altra ed è consigliabile utilizzarle insieme – Bikeitalia.it]
Forse era meglio intitolare l’articolo “Proposte ABUS per la sicurezza della vostra bici”… Ma vabbe’, informazioni utili, comunque. Partendo sempre dal presupposto che il ladro, se ti vuole fregare la bici, un modo lo trova.
[Salve Max, in calce all’articolo c’è scritto che si tratta di un contenuto realizzato in collaborazione con ABUS: queste soluzioni proposte sono comunque utili in ogni caso, come sottolinea nel suo commento – Bikeitalia.it]
per me bisogna sempre legarlo al palo
Le bici vengono rubate ovunque, anche qui nelle città dove prendi la verdura ed i fiori del contadino al banchetto incustodito, metti i soldi nella cassetta e vai.
Nessuno porterà via niente senza pagare, ma una bici è sempre a rischio furto (anche se qui per andare a fare la spesa le chiudiamo anche in maniera assurda, ovvero caricabile su un furgone o legata alla forcella sopra lo sgancio rapido)
l’ Abus Bordo è difficile da tagliare, ma con uno “spaccabulloni” il rivetto si apre senza problemi.
Ma senti un rumore molto secco.
Gli U-Lock di ABUS (che significa “August Bremicker Und Söhne” ovvero il nome del Fondatore e Figli, l’ acronimo ha poi ricevuto per pubblicità anche le citate qualità) hanno un pregio, ed è di progetto: quando vengono tagliati con la mola, fanno un rumore micidiale che si sente a migliaia di metri di distanza ed è un rumore ben diverso da quello di cantiere o di officina. E fanno una valanga di scintille, anche questo effetto voluto, che rende anche piuttosto pericolosa l’.azione.
quindi parcheggiare con un U Lock nascondendo la bici è improprio, perché va pensato cosa succede se qualcuno si mette a trafficare con il lucchetto in maniera visibile dove c’è molta gente che passa o vicino a negozi abitazioni etc.
Nelle metropoli più famose del Nord Europa, fate molta attenzione invece quando siete fermi la bici, ai finti ubriachi a passeggio che chiedono info sulla bici o sulle vie. C’è sempre un complice pronto a saltare in sella ed a fregarvela sotto agli occhi… Ed anche alle biondone minigonnute che fanno finta di essere compiacenti…
non serve a niente se ti tagliano la catena
secondo me non esistono più lucchetti che ci assicurano la bici..Dove lavoro io ne hanno rubate 17 in poco tempo..Si suppone usando un flessibile a batteria..Se avete qualche consiglio al riguardo sarei molto contenta..
Aggiungo un consiglio frutto del lavoro fatto sul tema a Bologna.
1 lega sempre almeno telaio e ruota posteriore. La ragione principale è che nel caso in cui il palo a cui hai legato il telaio sia sfilabile o rotto e non ci hai fatto caso, chi te la ruba ci potrà salire sopra e pedalare via.