Piemonte

Primavera in Gravel: sapori e borghi nell’Oltre Collina Torinese

Primavera in Gravel: sapori e borghi nell’Oltre Collina Torinese

Tra le colline a sud di Torino, in un angolo silenzioso e bucolico del Piemonte che sfuma dolcemente verso il Roero, si snoda uno degli itinerari cicloturistici più affascinanti della primavera: un percorso a pedali tra i tulipani in fiore del Castello di Pralormo, le pievi romaniche perse nei campi e le tavole imbandite di sapori autentici. Un viaggio gravel nell’Oltre Collina Torinese, dove la bici diventa chiave d’accesso per entrare in sintonia con il territorio e la sua gente.

Il castello di Pralormo: dove tutto comincia e tutto fiorisce

Il tour parte da Pralormo, piccolo comune dominato da un elegante castello ottocentesco, ancora abitato dalla stessa famiglia nobiliare che lo costruì. Ogni anno, ad aprile, il parco si trasforma in un tappeto floreale con la manifestazione Messer Tulipano: oltre 100.000 tulipani di 75 varietà diverse sbocciano tra i viali e i prati, creando un’atmosfera fiabesca. Tra le varietà più rare, spicca il tulipano “Queen of Night”, dal vellutato colore nero, e il profumatissimo “Angélique”, rosa pallido e romantico.

Oltre Collina Torinese tulipani
Crediti: Andrea Cottini

Il castello può essere visitato tutto da fine marzo a fine ottobre, ma per lo spettacolo di fioriture di bulbi c’è tempo fino al 1° maggio. Si può arrivare al castello direttamente in bici e parcheggiarla nella zona delle biglietterie, per poi tentare di incontrare la Contessa, che sarà felice di raccontare aneddoti e scelte botaniche dell’esposizione nata per sua iniziativa, arrivata oramai alla venticinquesima edizione.

Country roads: da Pralormo a Pessione

Il percorso si snoda poi su bei tratti gravel, tra campi coltivati e cascine secolari, fino a Poirino, dove è d’obbligo una sosta all’Agrigelateria San Pé, una realtà agricola bike-friendly e family-friendly. Qui si lavora il latte del proprio allevamento per creare gelati e yogurt artigianali, con gusti che cambiano con la stagione. In primavera trionfano il gelato al miele e quello alle fragole, con tante iniziative didattiche per grandi e piccoli.

Oltre Collina Torinese Martini

Proseguendo di nuovo su molti sterrati meno collinari verso Pessione, si apre una parentesi imperdibile di storia industriale e mondanità visitando Casa Martini (prenotazione obbligatoria), quartier generale della celebre azienda produttrice del vermouth. Nel cortile si possono parcheggiare comodamente le bici e iniziare una visita guidata che attraversa profumi speziati, botti antiche e vecchi manifesti pubblicitari: un viaggio nel tempo che culmina con un brindisi aromatico al Martini Rosso o al Botanico analcolico, magari con qualche oliva e grissino rubatà, per restare in tema locale.

Cultura, arte e gusto: verso la collina chierese

La salita verso la collina regala scorci mozzafiato su vigneti e borghi appollaiati, oltre ad essere un buon pretesto per fare fiato o lanciarsi in qualche sfida fuori sella sui saliscendi spesso sfidanti.

Gravel Oltre Collina Torino

A Cinzano si può fare una breve sosta per fotografare la chiesa parrocchiale e bere acqua fresca alla fontana della piazza, per poi riprendere a pedalare sui saliscendi verso Pavarolo, dove si può visitare la Casa-Studio di Felice Casorati. Al grande pittore torinese del Novecento è dedicata la mostra in corso (fino al 29 giugno) dedicata alla sua attività di designer: le stanze del suo atelier conservano ancora schizzi, tavolozze e fotografie originali, e alcune sue opere raccontano proprio i colori di queste colline.

A pochi passi, il Ristorante del Castello di Pavarolo propone piatti che sembrano dipinti: tra questi, i tajarin al burro e salvia, pasta finissima tagliata a mano, oppure la carne cruda all’albese condita con olio di nocciola, oltre a una selezione di focacce, formaggi e marmellate di accompagnamento.

Chieri, tra mattoni, grissini e sagre

Arrivando a Chieri il paesaggio si appiattisce, e si coglie subito il dinamismo di una vivace città storica, legata a molte tradizioni. Il centro città è un gioiello di mattoni e archi medievali, dove spicca il Duomo di Santa Maria della Scala, con il suo campanile gotico, che vale una visita. L’area dell’ex mattatoio è un posto perfetto per fermarsi a bere o mangiare anche solo uno spuntino, se poi si capita durante “Hubbuffate”, la festa dell’agricoltura urbana, il pranzo si trasforma in un piccolo festival. Si possono assaggiare patate di montagna fritte con spezie, formaggi d’alpeggio, focacce di Chieri, sorseggiare la Freisa di Chieri- vino rosso frizzante perfetto con i salumi- o fare la spesa al mercato agricolo.

Una delle fiere più attese di questa area è la Fiera Nazionale di San Martino che si tiene ogni novembre a Chieri. Questo evento storico celebra la cultura agricola e gastronomica piemontese, dove i visitatori possono scoprire prodotti tipici locali, partecipare a laboratori gastronomici e godere di spettacoli folkloristici.

Le sagre e le manifestazioni da non perdere

Gastronomia piemontese (Raffaella Cegna)

Tra le manifestazioni più gustose c’è sicuramente la Sagra del Cardo, della Bagna Cauda e della Cipolla a Andezeno, un evento che ogni ottobre accoglie visitatori con piatti tipici piemontesi come la bagna cauda, piatto storico che non manca mai nelle tavole locali.

A Chieri, invece, non si può perdere la Di Freisa in Freisa (10 maggio 2025), una manifestazione che celebra uno dei vini più rappresentativi della zona, il Freisa, con degustazioni e visite alle cantine locali. Sempre a Chieri, in primavera, si tiene anche il salone dedicato al miele, Miel’è, un evento che attrae appassionati di apicoltura e amanti dei prodotti naturali, con stand di miele e altri prodotti tipici. E per assaggiarne ancora si può andare a Marentino in autunno per la Fiera Regionale del Miele.

Immancabile è la Sagra dell’Asparago, che si svolge dal 16 al 25 maggio 2025, e che celebra una delle verdure protagoniste del paniere Chierese e Carmagnolese.

Verso il cuore verde: da Pecetto a Moncalieri

Ciliegi Torinese (Raffaelle Cegna)

Lasciando Chieri, si risale dolcemente verso Pecetto, terra di ciliegie e, quindi, di ciliegi fioriti, che non hanno nulla da invidiare all’hanami giapponese. Il paese celebra questo frutto con una sagra a giugno, ma già in primavera si trovano dolci e confetture locali. Il percorso tocca poi la Chiesa di San Sebastiano, scrigno di affreschi quattrocenteschi, visitabile grazie a un’app digitale interattiva.

La Cooperativa Agricola Agricoop di Pecetto è il posto giusto per degustare prodotti trasformati in vaso a base di ciliegie facendo un picnic nel loro Agricampus con tanto di ciclofficina. La successiva tappa sfiora la capitale sabauda e vi si affaccia dall’appena riaperto Bosco del Re, un parco monumentale da poco restaurato, situato sopra il Castello Reale di Moncalieri, parte del Circuito Residenze Reali Sabaude del Piemonte, dichiarato Patrimonio UNESCO dal 1997.

Gran finale: il mondo di Cavour e gli asparagi di Santena

Asparago Torinese

L’ultima tappa è Santena, città natale di Camillo Benso Conte di Cavour. Il Complesso Cavouriano – che include la villa, il mausoleo e il parco – è uno dei luoghi storici più suggestivi del Risorgimento italiano. Il parco, progettato all’inglese, è ideale per una passeggiata sotto le querce secolari. Ma il vero protagonista qui, in aprile e maggio, è l’asparago di Santena, tenero e dolce, spesso servito con uova al tegamino e burro fuso. Alla Locanda del Cont, si può gustare un intero menu a base di asparagi: in insalata con uova di quaglia, fritti in pastella, o mantecati in un risotto profumato al limone.

Il bello del pedalare lento: l’itinerario dell’Oltre Collina Torinese

Questo itinerario – ispirato al Gran Tour dell’Oltre Collina Torinese disponibile online sull’APP Outdoor Active – è un invito a rallentare, a lasciarsi sorprendere, a degustare paesaggi e cibi. È adatto a chi ama viaggiare senza fretta, fermandosi a chiacchierare con i produttori, a osservare i riflessi del sole sui campi, ad approfondire la storia dei luoghi, a lasciarsi cullare dall’andamento collinare delle strade.

mappa gran tour oltrecollina torinese Outdoor Active

Qui la bici non è solo un mezzo, ma uno stile di viaggio: silenzioso, rispettoso, curioso. Che si scelga una gravel o un’ebike, si ritorna a casa con le gambe stanche e il cuore pieno, dopo aver concluso un anello di 70 km con un dislivello positivo di 833 metri, con pendenze che a volte superano il 10%.

Colline Torinesi Oltre Collina (Raffaella Cegna)

Le manifestazioni cicloturistiche

A Moncalieri c’è il festival PedalanPo**, che si tiene in settembre, offre un percorso cicloturistico lungo il fiume Po, dove i partecipanti possono scegliere tra diversi itinerari che si snodano attraverso paesaggi incantevoli e siti naturalistici. Per gli amanti della natura, la Grande Traversata della Collina Torinese (GTC) è un’ottima opportunità di scoprire a piedi o in bicicletta il paesaggio collinare tra l’ambiente urbanizzato e l’l’Oltre Collina Torinese più naturale e agricolo.

Blue Way Piemonte (Raffaella Cegna)

Il cicloturismo è inoltre promosso dal progetto Lan.Po, una ciclovia che collega Moncalieri ad Alba, passando per le colline di Poirino e il Roero, mentre Pistaaa-la Blue Way Piemontese, unisce 22 comuni della zona permettendo ai ciclisti di immergersi in un percorso che abbraccia la collina torinese e il Pianalto.

Dove mangiare e dove riposare

Il Chierese, cuore pulsante dell’Oltre Collina Torinese, è una terra ricca di tradizioni culinarie che raccontano storie di passione, fatica e convivialità. Ogni prodotto del suo paniere è un piccolo frammento di memoria, un sapore che affonda le radici nella storia e nella cultura locale.​

Piemonte: Oltre Collina Torinese (R.Cegna)

Tra le curiosità assaggiate c’è ad esempio il Galucio ‘d Cher, una pagnottella dolce tradizionale di Chieri, nel basso Piemonte, a forma di gallo stilizzato, originariamente preparato con gli avanzi dell’impasto del pane, e dato per merenda ai bambini nei giorni di festa, riscoperto grazie all’iniziativa dell’associazione culturale Carreum Potentia.

Visitando cantine come la Rossotto di Cinzano, ai confini con il Monferrato Torinese, o mangiando in ristoranti come Lago Spina a Pralormo, al Ristorante del Castello di Pavarolo, alla Trattoria il Bue Rosso di Poirino, alla Locanda del Cont di Santena o al ristorante Antefora de Lo Scoiattolo Piedmont Bike Hotel di Pralormo, avrete modo di fare un viaggio nel gusto unico e inaspettato per qualità, varietà e abbinamenti dettati dalla stagionalità dei prodotti.

In dialetto piemontese, si dice: “A mangé ‘l pan e ‘l vin, a l’è ‘l più bel destin“, che significa “Mangiare pane e vino è la cosa più bella”, soprattutto dopo una bella pedalata in compagnia.

Per riposare non possiamo che consigliarvi Lo Scoiattolo Piedmont Bike Hotel di Pralormo, una vera eccellenza di ospitalità, comodità e servizi per ciclisti, posizionato in posizione strategica per raggiungere tutti i punti dell’itinerario proposto, oltre che ottima base per spingersi verso il Monferrato e il Roero.

[Per questo itinerario e per la realizzazione di questo articolo si ringraziano Turismo Torino e Provincia e Mirko Usseglio Nanot, prezioso accompagnatore cicloturistico della Regione Piemonte e abile tracciatore]

I crediti delle foto, laddove non segnalato diversamente, sono di Raffaella Cegna

Leggi anche: Le colline di Torino, da percorrere in MTB

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Commenti

  1. PIERLUIGI LANZA ha detto:

    La rassegna “Messer Tulipano” al castello di Pralormo, da 25 anni o giù di lì non prevede stalli per le biciclette dei ciclovisitatori.
    Le nostre le abbiamo addossate a un cespuglio all’ingresso perché lì “danno meno fastidio e non si vedono”.
    Ahimè c’è ancora tantissima strada da percorrere e mentre qua facciamo 1 km, in altre zone in Italia ed Europa ne fanno 50!

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