#eurovelo: 6 su 6

#eurovelo: 6 su 6

eurovelo-Come reagireste se qualcuno vi proponesse di investire in un progetto a basso rischio e in grado di restituirvi, già dopo il primo anno e per ogni anno successivo, almeno il 250% del capitale iniziale investito?
Probabilmente, se capitasse a me, ci penserei bene e, dopo essermi informato opportunamente, non esiterei a investire i miei pochi risparmi nel progetto proposto.

Non sto parlando di un caso ipotetico, ma del ritorno di investimento che è stato stimato per il completamento di Eurovelo, la rete europea di ciclovie (70 mila km), su cui il Parlamento Europeo dovrà pronunciarsi lunedì prossimo: la commissione trasporti sarà chiamata a decidere se includere il progetto all’interno della rete transnazionale di trasporti (TEN-T).

Per rendersi conto dell’importanza del progetto, basta pensare che il cicloturismo è una macchina che, solamente in Trentino, ogni anno genera ricadute economiche per 85 milioni di euro e che, a livello europeo, smuove la bellezza di 44 miliardi di euro l’anno.

All’interno della commissione trasporti del Parlamento Europeo siedono sei europarlamentari italiani: cinque di loro (Magdi Cristiano Allam, Antonio Cancian, Debora Serracchiani, David Sassoli e Giommaria Uggias) hanno già comunicato che nella votazione di lunedì voteranno a favore del finanziamento di Eurovelo, mentre Carlo Fidanza questa notte ha fatto sapere via twitter “ne stiamo parlando ma è inutile illudersi. Pochi fondi per ferrovie e porti, dura trovarne per le bici”.

Trattandosi di un progetto volto a promuovere il turismo, è evidente ci saranno paesi che ne beneficeranno in misura maggiore di altri. L’Italia, proprio a causa della propria marcata vocazione turistica, sarà tra quelli che ne otterranno i vantaggi più evidenti: il completamento della rete Eurovelo interesserà infatti il nostro paese per ben 6.600 km.

I nostri rappresentanti a Strasburgo e a Bruxelles siedono all’interno delle istituzioni europee per promuovere prima di ogni cosa l’interesse dell’Italia e in questo caso non è difficile capire se interesse dell’Italia sia votare a favore o contro il finanziamento di Eurovelo.

Come dice Fidanza, trovare soldi per le bici sarà dura, ma vale la pena provarci.

Ripubblicato da il Fatto Quotidiano
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Aggiornamento 14/12/2012

replica dell’euronorevole Carlo Fidanza:

Non ho nulla contro i ciclisti né contro il turismo, materia di cui sono relatore permanente al Parlamento Europeo, a maggior ragione non ho nulla contro il cicloturismo.
Mi sarebbe stato certamente più facile dirvi “si, voterò a favore di Eurovelo” ma credo sia più serio dire la verità.
I relatori dei gruppi politici stanno negoziando gli emendamenti di compromesso, che potrebbero non contenere previsioni specifiche per Eurovelo.
Se così non sarà, e se quindi si voteranno gli emendamenti, voterò a favore.
Invito però i tanti che mi hanno scritto a rivolgere le proprie lamentele a quei governi (non a quello italiano) che stanno tagliando tutte le voci di bilancio 2014-2020, comprese le TEN-T, impedendoci di finanziare adeguatamente le infrastrutture previste (e a maggior ragione quelle non previste) dai piani della Commissione Ue.

L’Italia in commissione potrà quindi contare su 6 voti favorevoli su 6.

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