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Dolomiti Brenta Bike: nelle terre dell’orso

Italia, Itinerari, Trentino • di

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La montagna in sella alla tua bicicletta, questo è lo slogan che viene utilizzato per promuovere il “Dolomiti Brenta Bike”.
Percorsi, sentieri attorno al massiccio delle Dolomiti di Brenta, itinerari che attraversano il Parco Naturale Adamello Brenta: affettuosamente denominato le “terre dell’orso”.
Sei valli del Trentino da vivere e gustare attraverso due circuiti da fare a tappe, con i propri ritmi.
Val Rendena, Valli Giudicarie, Terme di Comano, Altopiano della Paganella, Val di Non e Val di Sole.
Scorriamo la mappa della zona attraversata dai due itinerari e già la mente corre ai colori, ai sapori ed i paesaggi che ci si preparano per questa nuova avventura in sella alla nostra MTB.

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Percorso EXPERT

Biker con la maiuscola per questo percorso di 171 km.
Dislivello di 7.700 metri e quota massima ai 2.262 del rifugio Graffer.
115 km di sterrati nonché 50 di strade.
Titolo della proposta “La fatica che rende felici”, adatto a coloro che desiderano conquistare la vetta con tenacia, sentire correre la salita sotto le ruote.
Siamo ciclisti esperti, vero che la fatica della conquista appassiona ma diamo uno sguardo anche al piano B.

Mappa

Altimetria

Altimetria Dolomiti Brenta Bike Expert
Traccia gps gps Mappa kml mappa

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Percorso COUNTRY

La gioia di pedalare in compagnia, la voglia di vivere la montagna in sella alla bicicletta.
Itinerario di 136 km con un dislivello complessivo di 4.600 metri.
Quota massima Passo Campo C.Magno a 1.642 sul livello del mare.
51 km di sterrati 32 di ciclabili e 53 di strade.
Passa su alcune delle più belle piste ciclabili e tocca scenari d’incanto.

Mappa

Altimetria

Altimetria Dolomiti Brenta BikeTraccia gps gps Mappa kml mappa

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Si, forse ci siamo, ma come al solito ci sentiamo di testare la questione su una fascia intermedia.
Non troppo duri ma non proprio morbidi, aggiusteremo il percorso secondo le nostre esigenze; in fin dei conti abbiamo notato anche l’opzione “costruisci il tuo itinerario”.
Abbiamo previsto la classica settimana vacanza, per sei giorni di bici su un percorso intermedio che consenta di affrontare qualche bella salita ma anche di godere di un tantino di relax.
Tappe relativamente corte, almeno impostate per cercare di recuperare le giornate difficili con altre meno dure.

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Abbiamo scelto, come base di partenza, il Lago di Molveno in Val di Non
Punto di partenza Lago di Molveno
Punto di Arrivo Flavon
Lunghezza totale : Km 46
Dislivello : 2388
Difficoltà : difficile
Notiamo subito che gli itinerari sono ben segnalati, marcati dal colore nero per quanto riguarda gli “expert” e dal colore rosso per i “country” bikers.
È una buona giornata per iniziare, piena di sole e di colore con aria di festa e scenario efficace per invogliare all’avvio di una buona avventura.
I primi saliscendi sono un buon test per le nostre gambe e l’aria del vicino Lago di Molveno rende tutto molto suggestivo.
Molte le attrattive ma anche molti i saliscendi impegnativi.
Su questo tratto di montagna i due sentieri sono spesso uniti in uno solo, subito dopo Molveno il gruppo si divide per testare le differenze tra morbidi e meno.
Ci rivedremo ad Andalo per scambiarci impressioni e per approfittare di una pausa di ristoro.
I primi ansimi compaiono sui volti ed i sorrisi si manifestano a denti più stretti.
Girano le prime domande di rito “scusa ma non avevamo scelto il sentiero facile ?”
Ormai si sa il primo giorno d’avventura è sempre il più difficoltoso, serve prendere confidenza.. rodaggio.. insomma le scuse sono buone tutte !
Dopo Andalo, il percorso torna ad essere unito e attraversa, in maniera più o meno tranquilla, Spormaggiore Sporminore e Lover.
Poco sopra Campodenno, il tracciato passa sul rasoio della strapiombo con la parete di San Pancrazio dove incontriamo una festa; ci abbandoniamo alle musiche ed ai bagordi tanto manca poco a Flavon la conclusione di questa nostra prima tappa.

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Punto di partenza Flavon
Punto di Arrivo Rifugio Peller
Lunghezza totale : Km 29
Dislivello : 1912
Difficoltà : difficile
Il rodaggio continua, ma oggi inizia per noi la salita e l’avventura vera.
Comunque sia, sul tratto comune Expert/Country che ci porta fino a Tuenno, i saliscendi non mancano di certo e le pendenze si fanno sentire.
Forse iniziamo a spiegarci quella parentesi dei percorsi adatti a (quasi) tutti.
Sono di sicuro famiglie “in gamba” quelle che possono affrontare questo percorso, oppure siamo noi ad aver sopravalutato le nostre capacità.
Ed ora, servirebbe un sottofondo musicale.. inizia l’ascesa al Peller; qualcuno suggerisce “La resa dei conti” del maestro Morricone – scelta azzeccata – la salita al rifugio si presenta su strada sterrata, larga e comoda ma luuuunga.
Priva di punti di appoggio e sosta, la sola fonte per potersi riprendere è assai vicina alla vetta quindi fidatevi del suggerimento, prevedere in anticipo scorte alimentari ed idriche !
I due chilometri finali sono impegnativi, per gli ultimi 200 metri sono volate parole che sarà bene non ripetere.. ma il panorama finale ci ripaga assai dei momenti di sconforto.
La salsicciata finale colma il residuo sconforto.

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Punto di partenza Rif. Peller
Punto di Arrivo Dimaro
Lunghezza totale : Km 26
Dislivello : 601 in salita 1971 in discesa
Difficoltà : difficile
Una tappa breve per riprendersi dalle difficoltà ed tantino di MTB vera, la disegniamo in autonomia abbandonando il largo sentiero della forestale.
In questa mattina colma di nubi, l’atmosfera del ristretto sentiero e del “single-track” ci restituisce quella fiducia nelle nostre forze, che avevamo un tantino smarrito il giorno prima.
I sentieri contrassegnati dai marcavia 313 e 351 alta via del Brenta fino a Malga Tassulla, quindi i sentieri 308 e 374 fino a Malè sono il nostro “fuori programma” di giornata, pascoli e cavalli che emergono dalle nebbie la nostra poesia del giorno.
A Malè intercettiamo il sentiero Country dove ricomincia la lunga teoria di saliscendi sulla pista ciclabile, lungo il fiume Noce in Val di Sole che ci condurrà fino a Dimaro dove i due percorsi tornano a riunirsi.

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Punto di partenza Dimaro
Punto di Arrivo Madonna di Campiglio
Lunghezza totale : Km 32
Dislivello : 1511
Difficoltà : difficile
Si ricomincia con la salita, sono 13 i chilometri che separano da Campo Carlo Magno, bello e suggestivo il bosco che si attraversa e conduce al rifugio Graffer, obiettivo dei molti appassionati che, ogni anno, percorrono la mitica “TransAlp” ripercorrendo le antiche vie dell’alpeggio.
Vale il solito suggerimento, provvedere e prevedere alimenti e risorse idriche in autonomia.
Non incontrerete luoghi di ristoro, niente comodi bar o rifugi fino alla vetta… bikers avvisati.
Dal rifugio, ancora vera MTB inizia la discesa verso Madonna di Campiglio lungo la forestale di Malga Fevri.
Per questa sera, la mondanità ce la siamo più che guadagnata.

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Punto di partenza Madonna di Campiglio
Punto di Arrivo Tione
Lunghezza totale : Km 44
Dislivello : 1370 in salita 2335 in discesa
Difficoltà : difficile
Qui i percorsi si dividono e la differenza è davvero sostanziale.
I Country scendono fino a Carisolo utilizzando la vecchia strada ed imboccano la pista ciclabile della Val Rendena seguendola fino all’omonima località di Villa Rendena.
Che dirvi, ci pareva una cosa troppo morbida e noi invece … duri e puri ci siamo addentrati nella selvaggia Vallesinella e risaliamo il percorso Expert fino allo smeraldino lago di Valagola.
Dopo un momento di sosta e ristoro, uno sguardo in su ci è bastato…
“Ma noi dobbiamo salire da lì… ? “
Ebbene si, dobbiamo ! prepararsi per 1500 metri di cammino…
Una punta di pentimento contrito dei “puri e duri” mentre, bici a spinta, risaliamo il sassoso ed impervio versante fino al Passo Bregn da l’Ors; qualche santo in paradiso dobbiamo averlo svegliato 
Per fortuna la panoramica sulle vette di meridione ed il successivo sentiero verso Malga Movlina hanno pagato il prezzo dello sforzo.
Corriamo ora con la nostra MTB verso Passo Daone, vedute da fiaba sulle sottostanti Valli Giudicarie, quindi finalmente discesa fino a Cerana ed a Tione.
Ormai il rodaggio l’abbiamo accantonato, non c’è dubbio siamo Bikers con la maiuscola.

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Punto di partenza Tione
Punto di Arrivo Lago di Molveno
Lunghezza totale : Km 22
Dislivello : 1289
Difficoltà : medio
Come ogni bella fiaba, anche questa volge al termine; ormai allenati e pronti a (quasi) tutto l’ultima tappa sembra uno scherzo da affrontare.
Ragoli, il lungo lago, Stenico ed il suo castello, la cascata di Rio Bianco sono ormai l’unica cosa importante del percorso, veri turisti in Bike fino a quando un ponte interrotto ci richiama alla realtà.
Oggi è questo il nostro fuori programma, il guado in acqua gelida… questo si è un risveglio tonificante!

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Riepilogo e suggerimenti

Non adatto a tutti e non lasciatevi ingannare da quel (quasi) promosso dallo slogan.
Serve essere allenati, serve pratica nell’uso della bici e non ci si può improvvisare.
Il percorso EXPERT è davvero pane per i vostri denti, ma anche il COUNTRY non è marmellata a colazione.
Con le nostre modifiche abbiamo sviluppato quasi 200 chilometri, ma quello che impressiona nel computo finale sono gli oltre 10.000 di dislivello.

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Si può prevedere una pianificazione con tappe brevi, ma serve organizzazione, allenamento, zaino e risorse alimentari/idriche poiché ci si può trovare in crisi in molti momenti.
Lungo il percorso COUNTRY non mancano le possibilità di ristoro ma non si può contare solo su questo.
Non adatto a tutti i tipi di bici, anzi si può dire BIKE e solo BIKE.
Cambio a 21 rapporti, in qualche caso anche una preghierina a rapporti agili terminati.
I percorsi sono ben segnalati, la cartografia non manca e potete trovare info e dettagli sul sito:
Potete organizzarvi consultando il sito web www.dolomitibrentabike.it.
Purtroppo serve la registrazione, benché gratuita.

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Alternative per il trasporto non mancano, con il treno più bici oppure con i Bike Shuttle si possono superare delle “difficoltà”.
Anche qui potete consultare il sito web.

Non resta che augurare… in bocca all’orso, sperando di trovarlo in discesa.

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7 Risposte a Dolomiti Brenta Bike: nelle terre dell’orso

  1. Marco ha detto:

    Articolo splenidido come le valli citate. Da amante della val rendena consiglio la malga movlina e anche la malga plan (raggiungibile seguendo la strada della val daone). Complimenti!

  2. Roberto ha detto:

    Urka addirittura splendido.
    Inutile negarlo, i complimenti fanno sempre piacere
    Grazie Marco, ce li siamo sudati.

  3. Giovanni ha detto:

    Frequento la val Rendena da 40 anni. Questi i recenti sviluppi
    1) uccisa l’orsa dopo una intera estate di volantini contro gli orsi.
    2) distrutta tutta una fiancata della montagna (dalla malga cioca a Carisolo) per fare nuovi impianti da sci
    3) cancellato il tratto finale di ciclabile nel comune di carisolo per far passare le macchine a un campeggio
    4) proposto-tolto-riproposto il progetto della CIRCONVALLAZIONE stradale di Pinzolo attraverso la Pineta

    Manca solo aprire una IKEA al posto delle dolomite.
    Questa gente è lì solo per lucrare e non si meritano lo splendido territorio che hanno/avevano.

  4. Roberto ha detto:

    Giovanni che tristezza
    Dici che dovremmo cambiare il titolo
    “In bici nelle terre dell’Ikea” ?

  5. Giovanni ha detto:

    Purtroppo la famelica ricerca di denaro ha travolto l’essenza di quei posti.
    Per 20 anni sono stati sempre uguali, negli ultimi 15 si sono accorti che per attrarre il turismo mordi e fuggi, l’unico che ora resiste e arricchirsi la soluzione è lasciare costruire seconde case che restano chiuse 350 giorni/anno, realizzare tangenziali tunnel e parcheggi pensando che attrarranno più turisti.
    E in un contesto del genere sparare a Daniza è perfettamente logico.

  6. Federico ha detto:

    Ma quale orso che lo hanno ammazzato?!
    Ma vaffanculo va!!!!

  7. Roberto ha detto:

    Questa vale solo come riflessione personale.
    Pienamente concorde che le ragioni di ecologia ed etologia siano superiori.
    Quando in bici, almeno in quei momenti, si cerca di sgombrare la mente.
    Avrei ritenuto preferibile lasciare fuori la questione itinerario dal tema ambientale.
    Nello scrivere il pezzo si sono tenute in considerazioni le sole tematiche percorso-bici…

    Ad ogni modo, per quanto concordi con il senso della riflessione, non posso dirmi altrettanto concorde con il linguaggio da trivio.
    Le cose si possono tranquillamente esprimere in modi più consoni.

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