Due biciclette intorno al mondo: viaggio in un tempo che non c’è più

Questa storia ci riporta indietro nel tempo: precisamente al 2 Settembre del 1956 quando due giovani, di nome Valentino Rolando e Adriano Sada, partono per un lungo viaggio in bicicletta. Saranno i primi italiani a realizzare il giro del mondo a pedali partendo a Torino e facendovi ritorno dopo una serie di incredibili avventure.

Adriano Sada e Valentino Rolando in viaggio (Foto: Ediciclo Editore)

Il libro “Due biciclette intorno al mondo – Da Torino a Torino 1956-1958” (Ediciclo Editore) è il racconto di quest’avventura. Leggendo il libro si rimane affascinati dal fatto che questi due ragazzi (di allora) siano riusciti in un’impresa titanica senza alcun mezzo tecnologico come lo concepiamo oggi.

Niente freni a disco, niente cambio indicizzato, niente GPS, niente ciclocomputer, niente borse da bikepacking. Niente di niente. Niente telefoni cellulari per rimanere in contatto con la famiglia. Eppure sono riusciti a partire in direzione est e a completare il giro del mondo, impiegandoci circa 800 giorni.

Le biciclette sono due Frejus con telaio in acciaio, con le quali hanno coperto 27.936 km totali.

Il libro, può dell’impresa “sportiva”, è un viaggio in un mondo che non esiste più. Si attraversa la Yugoslavia tenuta insieme dal pugno di ferro di Tito, la Turchia, la Siria (che allora si chiamava Persia ed era governata dallo Scià), Iraq (dove trovano lavoro presso un’azienda italiana perché hanno esaurito i soldi), Afghanistan, Pakistan, India, Indonesia, il Giappone e gli Stati Uniti. Lo documentano le belle immagini in bianco e nero che corredano il testo, avvincente e ricco di aneddoti di viaggio.

Un’epoca molto lontana, per gli attuali standard di vita, anche se sono passati poco meno di 70 anni. Eppure sembra di rivivere un viaggio in un tempo che, nel bene e nel male, non c’è più.

Il libro racconta, pagina dopo pagina, il viaggio di due ragazzi normali di allora (Valentino lavorava in uno studio notarile, Adriano era un ragioniere) che hanno affrontato un’impresa titanica. I mezzi dell’epoca erano ridotti al minimo, così come le comunicazioni e tutto quello che riguarda assistenza medica, meccanica, alimentare.

Un’impresa che, quando ho finito il libro, mi ha fatto pensare che “volere è potere” è una frase davvero reale e che forse un ritorno alla semplicità, anche nel mondo ipertecnologico della bici, non sarebbe male, dato che Valentino e Adriano sono riusciti a compiere un viaggio in condizioni che noi, oggi, definiremmo proibitive anche se solo dovessimo effettuare una lunga uscita in bici.

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