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In bici tra Locorotondo e Alberobello

Italia, Itinerari, Puglia, Valle d'Itria • di

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Partiamo da Locorotondo in direzione Alberobello percorrendo un breve tratto sulla SP162. Poco prima dell’incrocio con la circonvallazione Fasano – Alberobello curviamo a sinistra e ci immettiamo sulla più tranquilla contrada Muso Rosso. Seguendo la direttrice principale si continua a pedalare su contrada Verdazzo Fulio, contrada Fulio Pergolo, strada provinciale 59 ed infine sulla strada comunale Casalini Pozzo Masiello (poi contrada Pozzomasiello, successivamente strada Tagliente Colucci), che da qui in poi ci scorta in prossimità di Alberobello.

Mappa

Altimetria

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Traccia gps | Mappa kml

Alla fine della stradina, una doppia curva, prima a sinistra e poi a destra, ci mette su contrada Capitolo. In pratica all’ingresso della Capitale dei Trulli, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
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Giunti qui, una passeggiata attraverso i rioni Monti ed Aia Piccola è quasi obbligatoria, una visita al Trullo Sovrano ed alla Chiesa di Sant’Antonio con le sue cupole trulleggianti è perciò immancabile.
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I Trulli (dal greco antico, “trullos”, cupola), ed altri manufatti del luogo come i muretti a secco, i terrazzamenti, o le specchie, ecc., nascono dall’inventiva dei contadini della Valle d’Itria e dai bisogni imposti nel passato dalla scarsità di mezzi. In un territorio ricco di pietra calcarea era necessario spietrare i terreni per renderli coltivabili. I sassi, inizialmente materiale di risulta, venivano successivamente reimpiegati per erigere i ricoveri degli agricoltori o per costruire piccole mura che servivano per delimitare le proprietà, ecc.
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Misteriosi, e quindi affascinanti, sono anche i simboli dipinti con latte di calce sulle cupole esterne dei trulli, ed i pinnacoli terminali degli stessi. Gli uni derivano da culti religiosi ebraici o cristiani, dalla superstizione popolare, o dalla volontà di definire la proprietà dell’edificio. Gli altri, perlopiù elementi architettonici funzionali alla chiusura del cono, hanno assunto nel tempo caratteri decorativi che possono ricordare anche antichi culti pagani.
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Rientriamo a Locorotondo. Poche pedalate sulla SS 604 e poi a sinistra su via Marraffa. La seguiamo nel suo lento contorcersi sino a quando non incrocia la SP 58, breve varco per la strada Acquarulo (successivamente strada Monte Tre Carlini) che quasi distendendosi ci riporta da dove siamo partiti.
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La percorriamo per quasi tutta la sua lunghezza, ma prima che sfoci nella SP58 pieghiamo a sinistra per la strada Giuseppe Battaglini. Alla fine della via giriamo a destra e percorrendo nell’ordine strada Ritunno, strada Faraone e strada comunale Scalambrina, circumpedaliamo e visitiamo contrada Ritunno Piccola e contrada Ritunno Grande.
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Continuando su strada comunale del Ponte, contrada Serra e via Serra, rientriamo a Locorotondo… Non prima di aver attraversato contrada Serra.

L’itinerario nella sua interezza è lungo 25 chilometri circa, tutti quasi completamente asfaltati. Il percorso, con differenti rotte per andata e ritorno, corre idealmente parallelo alla SS172, che viaggiando dritta e spedita nel mezzo, lo svuota dal massiccio traffico automobilistico. Come sempre il tragitto è ricco di dolci saliscendi. I più impegnativi li incontriamo appena sotto Alberobello e Locorotondo. L’andata risulta più breve e meno mossa del ritorno. Il percorso per buona parte è segnalato tra i percorsi cicloturistici di Itriaciclabile.it, il Piano di rete ciclabile della Valle d’Itria.
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Nel nostro incedere incontreremo migliaia di trulli… E poi tratturi, terrazzamenti, boschi, vigneti ed oliveti a perdita d’occhio e chilometri e chilometri di muretti a secco che definiscono vie e segnano confini. Ma forse quello che più di ogni altra cosa noteremo, o meglio, “sentiremo”, è l’energia che emana questa terra. Una volta visitata la si porta per sempre nel cuore, non si può non volerci ritornare. Pedalate per credere.
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