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Il Giro ad Anello del Gargano in bici: 230 km tra la costa e la montagna

Il Giro ad Anello del Gargano in bici: 230 km tra la costa e la montagna

C’è una zona della Puglia dove si può pedalare in montagna con il mare sullo sfondo, immergersi in Foreste antichissime, visitare luoghi sacri, scoprire storiche tradizioni e assaggiare prodotti autentici. Questo posto è il Gargano, e ha un’unica controindicazione: non vorrete più andare via.

Il modo migliore per scoprirlo, senza fermarsi alle spiagge Caraibiche premiate dal The Guardian tra le sei più belle al mondo, è il Gag, un distillato di Gargano che svela, a chi decide di percorrerlo, tutte le meraviglie del territorio.

Gag sta per Giro ad Anello del Gargano in bicicletta, un itinerario che in occasione dell’ultima Fiera del Cicloturismo è stato presentato all’interno della Rete Regionale delle Ciclovie Pugliesi, ed è un prodotto di Mooveng, una realtà nata dalla passione di chi ha fatto della promozione del territorio una missione, prima ancora che un lavoro. 

Ho avuto la possibilità di viverlo in prima persona, e nelle prossime righe provo a raccontarvelo con gli occhi di chi quel pezzettino di mondo da sempre lo chiama casa, ma l’ha visto per la prima volta da una prospettiva inedita: quella della bicicletta. 

Mare monti e foreste

Salite sfidanti che culminano in panorami mozzafiato, discese vista mare, strade bianche che non hanno nulla da invidiare a quelle toscane, percorsi tecnici da affrontare in MTB nel cuore della Foresta Umbra. Il Gargano, insomma, accontenta tutti. 

Attraversare la Foresta Umbra in bicicletta è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Si tratta del cuore verde del Gargano, Patrimonio UNESCO nel 2017 per le sue faggete vetuste che regalano ombra e frescura anche nei mesi più caldi.

Il nome Umbra deriva proprio da questa sua caratteristica: sono gli altissimi faggi che la popolano a renderla ombrosa, e al loro cospetto ci si sente inevitabilmente piccoli. 

I paesini del Gargano sono da cartolina, quelli affacciati sul mare come Vieste e Peschici ma anche quelli che si trovano nell’entroterra, come Vico del Gargano. Tra i loro vicoli ci si perde volentieri, a piedi e in bicicletta, seguendo i profumi e ascoltando i suoni di una quotidianità diversa da quella delle grandi città, spesso più lenta, ma anche più umana.

E’ con l’obiettivo di valorizzare questa varietà che sono stati disegnati gli itinerari e le varianti del Giro ad anello del Gargano. C’è l’anello per gravel e quello per MTB, il percorso per chi sceglie la bici da strada e quello per chi non ha troppi giorni a disposizione e vuole condensare in un weekend tutti gli scenari possibili. 

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Cultura e tradizioni

Il Gargano è meta di pellegrini da tutto il mondo, che da secoli ne percorrono i sentieri per raggiungere la Basilica Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, il paese bianco arroccato a 800 metri sul livello del mare, da cui parte il nostro itinerario. 

Si pedala su montagne costellate di eremi, incastonati nelle pareti rocciose, come quelli che circondano l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, collegati da una fitta rete di sentieri affacciati su un canyon naturale. 

È un’area abitata fin dal VI-V secolo a.C., come testimoniano le necropoli del Monte Saraceno: uno sperone a picco sul mare, a pochi chilometri da Mattinata, da cui si gode una delle viste più belle dell’intero promontorio. 

Alla storia si affiancano le tradizioni antiche, portate avanti ancora oggi dalle mani sapienti di chi decide di tramandare conoscenze e saperi. Come Michele ‘U Sculer che nella sua masseria produce ancora il caciocavallo podolico come si faceva una volta, niente allevamenti intensivi, pochi capi di bestiame per un prodotto eccezionale. O come i trabuccolanti, ultimi mastri costruttori capaci di costruire e far pescare un Trabucco tradizionale garganico, riuniti in un’associazione con l’obiettivo di far rinascere un presidio storico così identitario del territorio. 

Durante la nostra visita abbiamo conosciuto Natale, il più anziano di loro: 86 anni e ancora a destreggiarsi tra corde e travi del trabucco di Cala Molinella. 

Percorrendo gli itinerari del GAG è possibile scoprire queste storie e vedere il territorio nella sua interezza, con pregi e difetti, lontano dal turismo mordi e fuggi delle “cinque cose da vedere sul Gargano” che spesso non porta valore, ma consuma risorse. 

Strade disegnate per pedalare

Mi è capitato più volte, durante il viaggio, di fermarmi ad osservare il panorama, la fitta rete di sentieri e strade secondarie che attraversano il promontorio e pensare: questo posto è disegnato per pedalare. 

Dal punto di vista della sicurezza in strada, fatta eccezione per la litoranea, è più alta la probabilità di incontrare mucche al pascolo che automobili. Certo nei mesi estivi la situazione può variare leggermente, a maggior ragione è utile affidarsi ad un operatore locale per avere la certezza di vedere il meglio, su itinerari selezionati e adatti al periodo.

L’itinerario che ho avuto il piacere di percorrere, con un gruppetto di persone provenienti da tutta italia, è quello della formula “Adventure” di quattro giorni, ideale per chi ha una settimana a disposizione, considerando i due giorni di trasferimento. 

Per chi viaggia in treno, la stazione di riferimento è Foggia, raggiungibile con Intercity (con trasporto bici) o Frecciarossa. 

Nel complesso abbiamo percorso 230 km, con circa 4000 metri di dislivello positivo, un percorso affrontabile in gravel, ma anche in ebike per chi vuole godersi i paesaggi senza faticare troppo. 

La distanza giornaliera consigliata non va oltre i 50 km, lasciando spazio alle visite, alle numerose soste gastronomiche e, perché no, anche a un bagno rigenerante a fine tappa. 

Tra le strutture in cui abbiamo soggiornato, con un approccio bike friendly, segnalo l’Hotel la Rotonda di Mattinata che ha una bike area dedicata e l’Elda Hotel, immerso nel cuore della Foresta Umbra, in cui è possibile alloggiare e noleggiare una bicicletta anche solo per un tour della foresta.

Consigli di viaggio

In alcuni punti del promontorio non c’è campo, cosa positiva se si vuole davvero “staccare” per qualche giorno dalla frenesia, ma è bene saperlo prima così da non trovarsi in difficoltà.

I momenti migliori per pedalare sul Gargano sono i mesi di aprile, maggio e giugno e quelli subito dopo l’estate, fino all’autunno, che regala colori e scenari mozzafiato.

In estate le temperature sono molto alte e il traffico aumenta, ma per fortuna in Foresta Umbra c’è sempre fresco, quindi non disperate se vi hanno concesso le ferie ad Agosto, non sarà difficile costruire un itinerario altrettanto spettacolare. 

Un ultimo consiglio, forse il più importante: lasciate spazio nelle borse per quello che vorrete portare a casa. Un po’ come chi va in Giappone e torna con la valigia piena di cosmetici — solo che qui, al posto dei patch per le occhiaie, c’è il caciocavallo podolico. 

Il Gargano è una terra selvaggia e autentica: se sceglierete di visitarlo, fatelo con consapevolezza e curiosità. Siate viaggiatori responsabili, con un pizzico di spirito d’avventura, e affidatevi ai consigli dei locali, perché spesso è proprio lì che si nasconde differenza tra un bel viaggio in bicicletta e un’esperienza indimenticabile.

[Tutte le immagini a corredo dell’articolo sono di Ilaria Fiorillo]

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Commenti

  1. Angelo Gaggiano ha detto:

    ciao,
    hai mai visitato la spiaggia Di calarossa zona litoranea Di capoiale.
    saluto
    Angelo Gaggiano

  2. Lorax ha detto:

    super!!!

  3. ORTORE SRL ha detto:

    Perché non proporre una bella pedalata anche nell'”altro Gargano”, quello interno, poco conosciuto e pubblicizzato ma ugualmente bello ed interessante. Vi aspettiamo a Carpino c/o il Frantoio Ortore per una pausa; siamo sulla strada che porta all’istmo di Varano dove da qualche giorno è stata ultimata una bella pista ciclabile lungo il lungolago.

  4. paolo paro ha detto:

    bella idea questo itinerario in Puglia.
    ci penseremo per prossimo settembre.
    Saluti

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