Cos’è il Cycling Industry Club, e perché Giant lo coprirà di soldi

20 Settembre 2012

cycling-industry-clubIl Cycling Industry Club è stato fondato ufficialmente durante l’evento Eurobike 2011, la più importante fiera di bici d’Europa che si tiene ogni anno a Friedrichshafen, in Germania.
Nel Cycling Industry Club (CIC), che fa riferimento all’ECF (European Cyclists’ Federation), si riuniscono tutte le aziende produttrici di bici e accessori per il ciclismo, o di infrastrutture per la ciclabilità urbana, con l’obiettivo di condizionare le decisioni dei governi e delle amministrazioni in tema di mobilità e, considerati i benefici che ne derivano, favorire l’uso della bicicletta.

Le aziende fondatrici del Cycling Industry Club sono state Schwalbe, Trelock (Germania), Accell Group (Olanda), SRAM, Trek (Stati Uniti), Selle Royal (Italia), e DT Swiss (Svizzera).
Nel 2012 è entrata a far parte del CIC anche Velopa, la più grande azienda produttrice di rastrelliere e parcheggi per bici dei Paesi Bassi.

In un solo anno di vita il CIC ha già raggiunto degli ottimi risultati, condizionando la politica europea su alcune decisioni cruciali.

Ecco alcuni dei traguardi raggiunti dopo 12 mesi di attività:

  • sblocco di 6 milioni di euro di finanziamenti UE;
  • riconoscimento da parte del Parlamento Europeo della rete ciclabile Eurovelo (66 mila km) sviluppata da ECF, come “rete di trasporto strategica”;
  • incremento di 11 mila km alla rete ciclabile internazionale, che attirerà nuovi investimenti;
  • riconoscimento da parte del Parlamento Europeo del limite di 30 km/h come provvedimento da adottare nei centri urbani di tutte le città, perché è dimostrato che fa aumentare il numero di ciclisti e riduce gli incidenti;
  • creazione di centri di coordinamento per il cicloturismo in 19 paesi per la promozione del territorio, che attirerà altri investimenti;
  • 51 ministri dei trasporti hanno riconosciuto l’importanza della bicicletta nelle strategie di mobilità in occasione del vertice OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico);
  • +26 mila ciclisti in varie città di Italia, Ungheria, Belgio, Spagna, Austria e Slovenia, attraverso metodi replicabili in tutta Europa.

Ecco perché aderire al Cycling Industry Club vuol dire fare business portando nello stesso tempo dei benefici alla società, come sottolinea John Burke, CEO dell’azienda Trek: “lavorare per un mondo più amico della bicicletta non può che fare bene“.
Non stupisce quindi che la più grande azienda al mondo per produzione di biciclette, l’americana-taiwanese Giant, abbia appena deciso di sostenere anch’essa il Cycling Industry Club e versare nei prossimi tre anni una somma pari a 300 mila euro. Ad annunciarlo è stato Tony Lo, CEO di Giant, durante l’Advocacy Summit di Eurobike del 30 agosto.

Tra i prossimi obiettivi del CIC, perseguiti anche grazie al supporto economico delle aziende aderenti come Giant, figura lo sblocco di 6 miliardi di finanziamenti per programmi ed infrastrutture ciclabili dal 2014 al 2020, il miglioramento della legislazione sulle bici elettriche, ed il rafforzamento di alcuni mercati chiave, come la Polonia, l’Ucraina e l’Italia.
La Polonia, come riferito pochi giorni fa da Repubblica è uno dei paesi che ha usufruito maggiormente dei 600 milioni di fondi UE destinati alla mobilità urbana sostenibile. L’Italia invece ne ha utilizzati solo 4, e certo non per colpa delle aziende (semmai della politica), ma queste almeno finora hanno snobbato un movimento chiamato #salvaiciclisti che continua a chiedere più sicurezza per chi va in bici e guadagni per loro.

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