Comunali Roma: una lista per la mobilità nuova

1 Marzo 2013

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Malgrado uno degli ispiratori della lista, Paolo Bellino, lo abbia chiaramente specificato all’interno dell’intervista (“simbolo e nome cambieranno”), l’agenzia Omniroma ha ieri titolato  – fuorviandone il senso – “Comunali, in corsa anche #salvaiciclisti“, in riferimento alla possibile nascita di una lista civica per le prossime elezioni amministrative di Roma che ponga all’attenzione i temi della mobilità nuova. E sottolineo, come peraltro già fatto da Bellino, mobilità nuova, non ciclabilità. E non lista #salvaiciclisti ma lista con altro nome su temi vicini. Questo va specificato, non è questione di lana caprina, perché le possibili cattive interpretazioni sono dietro l’angolo. La notizia in effetti, seppur accolta con favore dai più, ha suscitato anche qualche malumore sui social network: “ecco, anche #salvaiciclisti cede agli spettri della politica“, “corre il rischio di aumentare la confusione“, sono solo un paio delle reazioni, peraltro non molte di più, alla notizia diffusa da Omniroma. Qualche personalissima considerazione in breve, senza voler difendere Bellino che certamente non ne ha bisogno.

1) Il risultato delle elezioni politiche ha dimostrato, oltre a tantissime altre cose, che i grandi partiti hanno sempre meno credibilità e questa credibilità la possono invece conquistare i movimenti di cittadini nati “dal basso” (termine un po’ abusato ma efficace).

2) A Roma, per le ragioni che volete – credo soprattutto di portafogli – i ciclisti urbani sono in netto aumento e a tutt’oggi non esiste una lista o movimento politico che ne rappresenti e difenda le ragioni. Quali ragioni? Strade più sicure, moderazione del traffico, trasporto pubblico integrato, pugno di ferro nei confronti del divieto di sosta ecc… Se ci sono 50, 100 mila persone che oggi sentono queste esigenze, e qualcuno ha intenzione di candidarsi, battere i pugni sul tavolo e imporle alla prossima amministrazione, ponti d’oro al volenteroso.

3) Cedere agli spettri della politica. Mah, che vuol dire? La politica è una cosa straordinaria se praticata con competenza e passione, non si può accusare chiunque si candidi di essere sceso a compromessi con la “kasta” altrimenti diciamo che vogliamo fare solo le manifestazioni e protestare e quando possiamo fare qualcosa di concreto ci tiriamo indietro.

Gli ultimi fatti di questi giorni ci possono essere d’insegnamento. Chi ha voluto la bicicletta, pedali.

Commenti

Un commento a "Comunali Roma: una lista per la mobilità nuova"

  1. hiuto99 ha detto:

    Una premessa. Anzi due. Ben venga la candidatura di qualsiasi persona competente, valida e con passione (non aggiungo onesta perché è una mera pre-condizione), disposta a “mettere in comune” il proprio impegno, tempo e bagaglio di idee. Ben venga, soprattutto, l’irradiazione nel sistema amministrativo-istituzionale di concetti inerenti alla mobilità nuova, dalla ciclabilità al trasporto pubblico locale, passando per una nuova etica della condivisione degli spazi e dei tempi di spostamento nelle nostre città.
    I movimenti, e salvaiciclisti lo ha dimostrato, sono delle entità eminentemente politiche ma non partitiche. Hanno la possibilità di influenzare, attraverso cicli di proteste più o meno articolati, i processi decisionali e, di riflesso, di farsi condizionare per le strategie future. Ma sempre con le mani libere, senza imposizioni o calcoli di convenienza di natura “elettorale”, e con modalità relativamente condivise con la cosiddetta base.
    Sono proprio i risultati delle elezioni a dimostrare la disaffezione verso i partiti ed i centri decisionali chiusi che essi rappresentano. Le persone, in particolare in questi momenti di crisi, fanno emergere “bisogni di comunità” che il tradizionale sistema della politica non è in grado di soddisfare da ormai tanti anni. Sarebbe sbagliato quindi, sulla scia del movimento 5 stelle tanto per fare nomi, offrire in pasto alle persone (prima che agli elettori) una risposta di questo tipo, così legata al vecchio paradigma del fare politica. E’ chiaro che non è un problema di lista o di denominazione, ma si tratta di lavorare sul versante dell’innovazione culturale nel senso più ampio possibile del termine. E’ la naturale sintesi tra protesta e proposta indirizzata a tutti, dai cittadini ai politici, dalle associazioni al sistema mediale. La soluzione sta nell’edificazione di una rete, la più ampia ed articolata possibile, e non su uno scranno dell’assemblea capitolina (cosa, con un semplice calcolo elettorale, peraltro difficile da conquistare) da dove, paradossalmente, si rischierebbe “l’istituzionalizzazione” di una forza, la nuova etica della mobilità, che non deve avere limitazioni alla sua espansione.
    Per questo sono contrario ad una lista ma favorevole a singole candidature che abbiano nella propria dote anche e non solo (spero) l’esperienza e le idee di #salvaiciclisti. Sarà una mia pregiudiziale al momento di concedere il mio voto insieme ad altre parimenti importanti.

    Grazie per lo spazio!

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