Mentre il dibattito sulla sicurezza stradale torna al centro dell’attenzione dopo l’ennesimo fine settimana segnato da gravi scontri e vittime, nasce RIME, la Rete Italiana Mobilità Equa*. Per la prima volta, organizzazioni impegnate nella sicurezza stradale, nella rappresentanza delle vittime, nella mobilità attiva, nel trasporto pubblico e nella qualità dello spazio pubblico si uniscono attorno a una visione comune: superare la logica dell’emergenza e ripensare il modello di mobilità del Paese.
L’obiettivo è promuovere il diritto alla sicurezza stradale e alla libertà di scelta negli spostamenti, contrastare la povertà dei trasporti, rafforzare la Vision Zero e sostenere una gestione più democratica dello spazio pubblico. La Rete nasce da un percorso condiviso tra attiviste, attivisti e organizzazioni nazionali e locali e rappresenta oggi oltre venti realtà, rimanendo aperta a nuovi ingressi.

Oltre la logica dell’emergenza
La nascita di RIME coincide con un nuovo fine settimana segnato da gravi scontri stradali e dalla perdita di numerose giovani vite, mentre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti annuncia ulteriori iniziative dedicate alla sicurezza stradale.
Per la rete, le tragedie degli ultimi giorni e degli ultimi mesi dimostrano che l’Italia non può continuare ad affrontare la sicurezza stradale come una successione di emergenze. I numeri delle vittime non mostrano infatti segnali di riduzione e rendono necessaria una riflessione più ampia sul modello di mobilità costruito nel Paese.
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Ripensare le politiche della mobilità
Una politica moderna, secondo RIME, dovrebbe interrogarsi sulle opportunità di spostamento offerte ai cittadini, sulle infrastrutture e sulle norme che le rendono possibili, sul ruolo della mobilità attiva e del trasporto pubblico e sulla cultura della convivenza che si vuole promuovere sulle strade.
Se alle tragedie seguono soltanto indignazione e interventi episodici, senza risorse adeguate e senza una visione complessiva, il rischio è quello di continuare a rincorrere il problema. Al contrario, un sistema orientato alle persone può intervenire sulle cause profonde dell’incidentalità.
Molte città e diversi Paesi hanno già ottenuto una drastica riduzione delle vittime stradali grazie alla moderazione della velocità e a politiche che riducono la dipendenza dall’automobile, riconoscendo pari dignità alle diverse forme di mobilità.
Per RIME, la mobilità non riguarda soltanto gli spostamenti, ma anche libertà, opportunità, salute e autonomia. Un modello equo non può basarsi esclusivamente sulla motorizzazione di massa, ma deve fondarsi su un trasporto collettivo capillare e avanzato, sulla diffusione della ciclabilità e sulla camminabilità come strumento di accesso ai diritti per persone di ogni età, abilità e genere.
Si tratta, secondo la Rete, di un approccio capace di generare efficienza, giustizia sociale e resilienza climatica e delle comunità.

Un nuovo spazio per il dibattito pubblico
RIME si definisce come un’alleanza tra organizzazioni, professioniste, professionisti e attivisti impegnati nella costruzione di città più giuste, sicure e vivibili. L’obiettivo è offrire uno spazio stabile di proposta e confronto all’interno del dibattito pubblico e istituzionale.
Alle famiglie delle vittime, sottolinea la rete, va la vicinanza di tutti. Ma al Paese serve anche qualcosa di più: una visione che superi la logica dell’emergenza e le posizioni prive di basi evidenti, che negli ultimi anni hanno impoverito il confronto sulla mobilità.
La sfida, conclude RIME, è restituire il futuro e iniziare fin da ora a costruirlo.
Per maggiori informazioni e adesioni: www.retemobilitaequa.it
*Al momento hanno aderito alla Rete Italiana Mobilità Equa le seguenti realtà (in aggiornamento):
- AIFVS Associazione italiana familiari e vittime della strada
- AMODO
- A.Ri.Bi
- AFVS
- Alba, Luci sulla buona strada
- Associazione Gabriele Borgogni ETS
- AVISL
- Bike4City
- CUB: Ciclisti Urbani Baresi
- Città delle Persone
- Clean Cities Italia
- Comitato Vivere Meglio la Città
- FIAB Italia
- Fondazione Lorenzo Guarnieri
- Fondazione Matteo Ciappi
- Fondazione Michele Scarponi
- Kyoto Club
- Legambiente
- Movimento Diritti dei Pedoni
- Napoli Pedala
- Non correre, Accorri
- Pedala Martesana
- Pesaro30
- Sonia Tosi ODV
- Salvaiciclisti Roma



















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