Rubriche e opinioni

Pedalate in Faccia | Ma perché la sicurezza dipende sempre da noi e mai dagli altri?

Pedalate in Faccia | Ma perché la sicurezza dipende sempre da noi e mai dagli altri?

Nel corso della telecronaca di una delle ultime tappe del Giro d’Italia siamo incappati in un imbarazzante spot della FCI (Federazione Ciclistica Italiana) sulla sicurezza dei ciclisti direttamente recitato dal presidente Cordiano Dagnoni.

Sotto lo slogan ‘…cominciamo da noi…’ e ‘…sicurezza significa anche rispetto…’ nello spot si elenca una serie di azioni necessarie per migliorare la sicurezza dei ciclisti; le riportiamo diligentemente:

  • abbigliamento ben visibile (tipo giubbotto riflettente);
  • luci posteriori anche di giorno;
  • non uso di auricolari;
  • procedere in fila indiana;
  • uso del braccio per segnalare le svolte;
  • rispetto della segnaletica.

Da tanti anni militiamo in una piccola società amatoriale, e possiamo assicurare che le nostre divise sono discrete come la livrea di una salamandra in amore, che la fila indiana per molti di noi è obbligata dall’impossibilità di stare al vento per più di 5 secondi, che nessuno usa le cuffie per non perdersi il cazzeggio dei compagni, che il braccio lo si usa sempre per evitare di essere speronati da chi ci segue nella fila, che i semafori sono rispettatissimi non foss’altro che per riprendere fiato e che siamo più illuminati di un albero di Natale, davanti e dietro; molti di noi hanno addirittura un radar che ci segnala le auto che sopraggiungono.

Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!

Per quanto riguarda il casco, sarebbe stato più utile specificare che per la sicurezza non è indispensabile indossare sempre l’ultimo modello uscito e che non importa se la tinta fa il giusto pendant con il colore dei calzini come invece fanno i miei vanitosi compagni, mentre per l’allacciatura credo che nessuno voglia
perdere per strada un oggetto dai 400 euro in su.

Ebbene, nonostante questo non c’è una sola nostra uscita nella quale non si incappi in due o tre episodi di manovre omicide e/o di vero e proprio bullismo stradale da parte degli automobilisti.

Alla FCI vorremmo pertanto dire: dato che noi il nostro l’abbiamo fatto, non sarebbe a questo punto il caso di passare allo spot successivo e affrontare finalmente il vero problema?

Leggi tutte le puntate della rubrica Pedalate in Faccia

ebook

Ebook Mobilità Ciclistica
Scopri

Commenti

  1. Eve ha detto:

    L’ho già scritto in commenti precedenti e mi spiace essere ripetitiva.
    Quando pedalo (sempre da sola) tengo la destra, ho luci davanti e dietro, casco ben allacciato, abbigliamento colorato ad alta visibilità. Eppure ancora ieri, sia un camion autoarticolato che un’auto mi hanno sorpassata facendomi il pelo nonostante la corsia di sinistra fosse libera per spostarsi ed effettuare il sorpasso mantenendo la distanza di sicurezza. Come se non ci fossi stata.
    Va bene parlare dell’argomento tramite uno spot, però per completezza è necessario aggiungere “e tu, automobilista/camionista, ricordati di sorpassare mantenendo la distanza di sicurezza. Il rispetto deve esserci e deve essere reciproco”.

  2. Carlo Alberto ha detto:

    Da appassionato scialpinista so che l’autosoccorso è fondamentale, e quindi l’aver sempre con sé l’attrezzatura ARTVA. Da appassionato ciclista, che da 26 anni va anche al lavoro in bici tutti i giorni, so che l’uso del casco, delle luci (per altro obbligatorie..) e il NON uso del cellulare e cuffie mentre si pedala sono altrettanto fondamentali. Parafrasando JF Kennedy, non penso (più di tanto) a ciò che lo Stato può fare per la mia sicurezza, ma a ciò che posso fare io. Sennò mi sembra solo quel piagnisteo che si sente spesso in TV: “lo Stato ci ha abbandonatooo..”

  3. LORENZO MAZZARELLA ha detto:

    buon giorno! Per motivi di età non vado più in bici ma l’ho fatto per molti anni, sono daccordo che le auto devono mostrare rispetto e attenzione a chi pratica questo sport bellissimo. Tuttavia devo raccontare di alcune cose che mi sono capitate nella mia zona. A volte quando sono al volante mi capita di imbattermi in gruppi di ciclisti molto numerosi a volte ne ho contati piu di 15 e non viaggiavano in fila ondinata ma raggruppati, tanto che è impossibile superare visto che arrivavano auto in senso inverso. Una volta ho abbassato il finestrino e ho chiesto educatamente agli ultimi 2 perché non andassero in fila indiana, il risultato è che sono stato ingiuriato con appellativi irripetibili che non meritavo.

  4. Zumbax ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  5. Gianni Coccolini ha detto:

    Sono un automobilista ed anche un ciclista. Uso la bici da corsa da circa 40 anni. mediamente 2 o 3 uscite alla settimana tempo permettendo. Quasi sempre da solo perché per esperienza personale nei gruppi di una decina di ciclisti c’è sempre l’imbecille e l’incapace che creano problemi. Nelle mie uscite cerco di percorrere, per quanto possibile, strade poco trafficate pedalando sempre nel lato destro della carreggiata. Trovo spesso macchine che mi sorpassano e non mantengono la distanza di sicurezza, veicoli che ad un incrocio, pur vedendomi arrivare, non rispettano la precedenza costringendomi a frenare bruscamente salvo poi scusarsi quasi come una presa in giro, automobilisti che per capire dove vanno nelle rotonde e negli incroci ci vorrebbe una sfera magica di cristallo. Qualche anno fa un furgone mi ha affiancato per sorpassarmi e forse pensando di avere già ultimato il sorpasso mi ha stretto e gettato fuori strada, ambulanza e 10 giorni di ospedale. Come ho letto poc’anzi bisognerebbe cominciare a stracciare qualche patente. Riguardo alle così dette piste ciclabili io le percorro se sono fatte con intelligenza. Preferisco non percorrere quelle non asfaltate e quelle dove ogni 50 o 100 metri c’è un passo carraio perché sono pericolose e a rischio caduta o foratura. In conclusione ritengo che in Italia a causa della conformazione del territorio, della poca cultura ciclistica e della incapacità dei politici e amministratori locali non siamo messi molto bene a differenza di altre nazioni europee.

  6. Luca ha detto:

    mentre ascoltavo lo spot durante una tappa del giro ho pensato la stessa cosa. un mese fa nonostante io e la mia ragazza avessimo le luci accese, fila indiana, senza cuffie ovviamente stavamo andando a lavoro la mattina per risparmiare qualcosa e tenerci in movimento, a un attraversamento un signore al cellulare ha travolto la mia ragazza. ne abbiamo di strada da fare altro che luci e magliette visibili.

  7. Ermanno ha detto:

    Non esiste una sola uscita in bicicletta che non ho rischiato un incidente. Ho fatto rappresentante per una vita quindi conosco problemi ma alla fine non ho mai sentito che un ciclista e’ morto perché è passato con il rosso ma viceversa

  8. Lucia Giordano ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  9. Role ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  10. Downhill. ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  11. Aagg ha detto:

    Niente buonisimo per strada. Prendiamoci gli spazi a cui abbiamo diritto come contribuenti e utenti della strada: 1) strada stretta? Pedalo comunque ad un metro dalle macchine parcheggiate a destra per evitare aperture di sportelli 2) semaforo? mi metto sempre in prima fila come fanno ovunque nel mondo 3) faccio sempre notare ai geni parcheggiati sulla ciclabile che devono togliersi….

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  12. Luca ha detto:

    ci mancavano quelli che parlavano delle piste ciclabili.
    Ma per carità basta, commentate gli articoli di quattroruote non quelli di ciclismo.

  13. Fra ha detto:

    Salve.
    Vado occasionalmente in bici principalmente utilizzando le apposite piste ciclabili pagate da noi contribuenti.
    Ora, da fruitore della bicicletta occasionale e da automobilista altrettanto occasionale mi viene spontaneo porre a chi fa un utilizzo più intenso della bici alcune considerazioni che mi sovvengono (da persona che ha il piede in due staffe e cerca, nell’ambito del possibile, di fare un’analisi asettica) :
    – perché dove sono presenti piste ciclabili alcuni di noi le rifuggono e transitano in strada?
    – perché ci si predispone a viaggiare in gruppi “scomposti” e non allineati specialmente in situazioni in cui le condizioni della viabilità non lo consentono (strade di montagna, stradine secondarie e strette percorse in stile “mucchio selvaggio”)? E credetemi, al di là di tante prese di posizione a volte questa è la realtà.
    – perché specialmente in ambito cittadino si pensa che avendo una bicicletta tutto è possibile incorrendo in comportamenti pericolosi per se e per gli altri?
    Scusate il pippone, ma personalmente ritengo che l’onestà intellettuale sia la base di tutto.
    A volte si subisce la maleducazione altrui, ma bisogna essere onesti nel dire che alcune volte c’è chi se la cerca.
    Sapendo che la peggio è sempre del ciclista alcuni di noi dovrebbero essere più attenti ai propri comportamenti.
    Insultatemi pure, ma per me l’onestà intellettuale è un mantra.

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

  14. Eraldo Silba ha detto:

    Siamo in Italia paese autocratico. Non posseggo un’auto per scelta. Mi sposto sempre in bici e mezzi pubblici e treni. In bici ogni giorno rischio la vita. Così i miei cari che usano la bici quotidianamente. Ci vorranno tanti cambi generazionali per diventare un paese civile.

  15. Simone ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  16. Daniele ha detto:

    Sai quante volte io mi trovo automobili che superando un veicolo mi arriva quasi addosso? tôt I dé che vado al lavoro in bici
    Autovelox e affini? No! prima bisogna contare qualche ferito, meglio ancora morti.

  17. Rinaldo Zago ha detto:

    Per motivi di lavoro ho passato lunghi periodi della mia vita in diversi paesi (Francia; Svizzera; Polonia; USA; Cina; Germania) portandomi la bici e percorrendo migliaia di km. Mai e poi mai gli automobilisti si sono comportati in maniera da farmi percepire un pericolo. Tornato a casa, in una qualsiasi uscita di 2 ore o piu’, situazioni di pericolo estremo con sorpassi a sfioro da 20-30cm non sono mai meno di 3-4 quando va bene. La situazione peggiore e’ quando sei da solo con le ruote sulla linea destra, le auto non si spostano neanche se hanno un veicolo in senso opposto. Quando viaggi in gruppo in fila va’ leggermente meglio, paradossalmente va ancora meglio quando il gruppo non rispetta le regole e viaggia in mezzo alla strada in maniera da obbligare le auto a rallentare. Gli idioti sono dappertutto, quindi anche tra i ciclisti, ma il problema sono gli automobilisti. Alla fine muore sempre quello in bici.

  18. Fabio ha detto:

    Domenica mattina sulla strada da Collegno ad Alpignano mi trovo di fronte una Grande panda rossa che supera un altro veicolo oltre la linea di mezzeria continua, non ci ha presi per un puro miracolo.

  19. Max ha detto:

    Per risolvere il problema bisognerebbe iniziare a “stracciare” le patenti oltre a trovare un posto adeguato dove smaltire i cumuli di plastica. Ma siamo in Italia…

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *