La Spagna fa sul serio e decide di imprimere una svolta decisiva alla propria mobilità, mettendo finalmente al centro le persone e non più le automobili. Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha infatti approvato una profonda modifica al Regolamento Generale della Circolazione (il loro Codice della Strada), pensata specificamente per migliorare la protezione degli “utenti vulnerabili”: pedoni, ciclisti, motociclisti e conducenti di monopattini.
Questa riforma, che si allinea agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU, entrerà in vigore il 1° ottobre 2026 (con alcune piccole eccezioni posticipate al 2027). Per la prima volta, la legge spagnola definisce ufficialmente l’utente vulnerabile come colui che rischia lesioni più gravi in caso di incidente a causa del mezzo che usa o della sua età.
Ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa cambia, perché le novità per chi pedala sono davvero tante e significative.
La rivoluzione per i ciclisti: sicurezza al primo posto

La sicurezza di chi pedala è il vero fulcro di questa riforma. Sulle strade extraurbane, chi alla guida di un mezzo a motore supera un ciclista dovrà obbligatoriamente ridurre la propria velocità di almeno 20 km/h rispetto al limite vigente su quel tratto. Non solo: se la carreggiata ha più di una corsia per senso di marcia, il conducente del veicolo a motore dovrà cambiare completamente corsia per effettuare il sorpasso, mantenendo in ogni caso la distanza laterale di sicurezza di 1,5 metri.
Ancora più importanti sono le regole introdotte per le strade urbane, dove si concentra la maggior parte degli spostamenti quotidiani. Il nuovo regolamento stabilisce che i ciclisti dovranno circolare preferibilmente al centro della corsia per migliorare la propria visibilità e sicurezza.
Inoltre, i veicoli a motore che seguono una bicicletta nello stesso senso di marcia dovranno mantenere una distanza minima di almeno 5 metri. Un’ottima notizia arriva anche per la viabilità a doppio senso ciclabile: nelle strade a senso unico con limite a 30 km/h (o inferiore), i Comuni potranno consentire alle biciclette di circolare in entrambi i sensi di marcia, previa apposita segnaletica.
Il nuovo Codice elimina le precedenti esenzioni e rende il casco obbligatorio per tutti i ciclisti, ma solo sulle strade extraurbane. È un passaggio fondamentale da sottolineare: se il legislatore avesse deciso di imporre l’obbligo del casco anche nei percorsi urbani, i servizi di bike sharing (sempre più diffusi e cruciali per la transizione ecologica delle città) ne avrebbero sicuramente risentito, subendo un colpo durissimo. Fortunatamente, per chi si sposta in città la scelta rimarrà libera.
Un discorso a parte riguarda i rider, ovvero i ciclisti che usano la bici per lavoro: per loro scatta l’obbligo di indossare sempre il casco di protezione e il gilet riflettente, pena una sanzione di 200 euro.
Le nuove regole per la sicurezza dei ciclisti in sintesi
- Maggiore sicurezza in fase di sorpasso: sulle strade extraurbane, il conducente di un veicolo a motore che intende sorpassare un ciclista dovrà obbligatoriamente ridurre la propria velocità di almeno 20 km/h rispetto al limite previsto su quel tratto.
- Più spazio vitale per chi pedala: sulle carreggiate che presentano più di una corsia per senso di marcia, chi guida un mezzo a motore dovrà spostarsi completamente nell’altra corsia per effettuare il sorpasso, garantendo in ogni caso al ciclista la distanza laterale di 1,5 metri.
- Centralità nella corsia in ambito urbano: sulle strade urbane, al fine di migliorare la visibilità e la sicurezza di chi è in sella, i ciclisti circoleranno preferibilmente al centro della corsia.
- Distanza di sicurezza garantita nel traffico: i veicoli a motore dovranno mantenere una distanza di separazione minima di 5 metri dai ciclisti che li precedono sulla stessa corsia.
- Via libera al doppio senso ciclabile: nelle strade urbane a corsia unica con limite di velocità pari o inferiore a 30 km/h, le autorità comunali, previa apposita segnaletica, potranno consentire il transito delle biciclette in entrambi i sensi di marcia.
- Casco obbligatorio (solo sulle strade extraurbane): vengono soppresse le precedenti esenzioni; tutti i ciclisti avranno l’obbligo di indossare il casco protettivo sulle strade extraurbane.
- Tutele specifiche per chi utilizza la bici per lavoro: chi utilizza la bicicletta per svolgere la propria attività lavorativa, ovvero i riders, dovrà fare uso in ogni momento sia del casco di protezione che del gilet riflettente. Il mancato rispetto di queste norme rappresenterà un’infrazione grave con una sanzione economica di 200 euro.
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Monopattini e VMP (Veicoli di Mobilità Personale)
Regole più chiare anche per i monopattini elettrici. L’età minima per guidarli è stata fissata a 15 anni. Sarà obbligatorio l’uso del casco e del gilet riflettente di notte o in condizioni di scarsa visibilità , mentre i professionisti che li utilizzano per lavoro dovranno indossarli sempre (anche in questo caso, la multa è di 200 euro). Questi veicoli dovranno viaggiare con le luci sempre accese e, fuori dai centri urbani, potranno circolare su percorsi separati dal traffico motorizzato, come le piste ciclabili.

Novità per i motociclisti e altri conducenti
Il legislatore ha pensato anche alle due ruote a motore:
- Diventa obbligatorio l’uso di guanti protettivi sulle strade extraurbane e di calzature chiuse su tutti i tipi di strade (multa di 200 euro per i trasgressori).
- In caso di traffico congestionato, le moto potranno procedere sulla corsia di emergenza (arcén destro) a una velocità massima di 30 km/h, previa segnalazione.
- I caschi per chi guida i ciclomotori dovranno essere rigorosamente omologati, non solo certificati.
- Anche i rider in moto dovranno sempre indossare il gilet riflettente.
Cade inoltre l’esenzione dall’obbligo della cintura di sicurezza per i tassisti, i trasportatori di merci e i veicoli delle autoscuole, che ora dovranno sempre indossarla. Viene mantenuta l’eccezione solo per i passeggeri delle ambulanze nel vano medico durante i servizi di emergenza.
Strade extraurbane, città e percorsi scolastici
Le modifiche abbracciano la sicurezza a 360 gradi. Sulle strade interurbane:
- Chi supera veicoli fermi per incidenti, guasti o soccorso dovrà mantenere 1,5 metri di distanza laterale e rallentare di almeno 20 km/h.
- In caso di neve in autostrada, sarà vietato sorpassare e si dovrà circolare solo sulla corsia di destra per lasciare spazio a spazzaneve e mezzi di soccorso.
- Durante gli ingorghi, le auto dovranno accostarsi ai lati per creare un “corridoio di emergenza” centrale per le forze dell’ordine e le ambulanze.
Nelle aree urbane:
- Ai semafori, per tutelare i pedoni, non potrà più coincidere la luce gialla lampeggiante per le auto con quella verde per l’attraversamento pedonale.
- Viene data dignità giuridica ai “percorsi scolastici sicuri”, vie appositamente attrezzate per permettere a bambini e bambine di andare a scuola a piedi, in bici o coi mezzi pubblici in totale sicurezza.
- Infine, viene regolamentata la sosta dei camper: non potranno estendere elementi oltre il perimetro del veicolo, dovranno poggiare solo sugli pneumatici e non potranno sversare fluidi.
La Spagna ci dimostra che un Codice della Strada moderno, che tuteli maggiormente chi sceglie la mobilità attiva, non è un’utopia ma una precisa scelta politica.
[Fonte]




















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