Infrastrutture

Roma, l’Associazione Salvaiciclisti presenta il report sui cantieri ciclabili

Roma, l’Associazione Salvaiciclisti presenta il report sui cantieri ciclabili
Ciclabile delle Mura nei pressi di Porta Latina (foto di Manuel Massimo)

Presentato al Circo Massimo il documento che fa il punto sullo stato di avanzamento della rete ciclabile capitolina, a dodici mesi dall’annuncio del piano ufficiale.

Il 7 luglio 2026, esattamente a un anno di distanza dalla presentazione del Biciplan di Roma Capitale, l’Associazione Salvaiciclisti Roma ha illustrato al Circo Massimo un report dettagliato* per monitorare lo stato di avanzamento della rete ciclabile urbana. Il documento, frutto di un’analisi cartografica e numerica indipendente, mette a confronto le proiezioni ufficiali di Roma Servizi per la Mobilità (RSM) con le effettive realizzazioni sul territorio, tracciando un bilancio oggettivo basato sui chilometri di infrastrutture e sulle tempistiche dei cantieri.

Il ricalcolo dei chilometri: le discrepanze con i dati ufficiali

Il punto di partenza dell’analisi dell’Associazione si concentra sui chilometri totali dichiarati nel Biciplan. Secondo i documenti ufficiali, Roma partirebbe da una rete esistente di 331 km, a cui si aggiungerebbero 185 km nel breve periodo (tre anni), 265 km nel medio periodo (cinque anni) e 794 km nel lungo periodo (dieci anni).

Tuttavia, i rilievi effettuati da Salvaiciclisti Roma mostrano un quadro differente. Secondo l’osservatorio dell’Associazione:

  • I chilometri realmente esistenti risultano essere 250 (che arriveranno a 271 includendo i cantieri attualmente aperti).
  • Gli interventi previsti nel breve periodo ammontano a 132 km effettivi.
  • I tracciati del medio periodo coprono 173 km reali.

Il dossier spiega che questa discrepanza numerica deriva da diverse metodologie di conteggio applicate dall’amministrazione.

In primo luogo, i numeri ufficiali includono i percorsi sterrati all’interno di parchi e ville storiche, che l’Associazione ritiene non idonei a essere classificati come percorsi ciclabili per il trasporto urbano.

In secondo luogo, vengono segnalati doppi conteggi di infrastrutture già presenti (come nel caso di vaste porzioni del tracciato del GRAB) e una prassi per cui la lunghezza delle piste monodirezionali viene calcolata sommando l’itinerario di andata a quello di ritorno, raddoppiandone di fatto il chilometraggio sulla carta.

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I tre scenari del Biciplan: fondi e priorità strutturali

Il report dell’Associazione Salvaiciclisti Roma scompone il Biciplan nei tre orizzonti temporali previsti, analizzandone la fattibilità e l’impatto sulla viabilità.

  • Breve periodo: I 29 cantieri previsti nei prossimi tre anni riguardano opere già definite e provviste di copertura finanziaria (attraverso fondi PNRR, MIT e Giubileo). L’Associazione nota la presenza di assi importanti come la ciclabile Ostia Antica/Colosseo e l’asse Ostiense, ma rileva come questi interventi restituiscano per ora una mappa “a macchia di leopardo”, senza risolvere le disconnessioni della rete.
  • Medio periodo: Questo è lo scenario che, secondo l’Associazione, definisce realmente una rete strutturale efficiente, basata su un sistema a raggi e anelli indispensabile per gli spostamenti quotidiani (coinvolgendo snodi come viale Marconi, la Tiburtina e l’Aurelia). Il report evidenzia, tuttavia, che per le 58 ciclabili inserite in questo lotto manca attualmente la copertura economica, come peraltro confermato in sede di presentazione del Biciplan.
  • Lungo periodo: Le 382 ciclabili previste nell’arco dei dieci anni vengono classificate dal report come non valutabili allo stato attuale, a causa di descrizioni vaghe e di una pianificazione che non presenta ancora i connotati di una progettazione preliminare.

“Dove serve, e non dove si può”: la visione di Salvaiciclisti

Commentando l’assetto complessivo del Biciplan, il report non nasconde una certa criticità rispetto alla programmazione dei tre lotti, sintetizzando così la situazione: “Il breve termine era già definito in buona parte prima del Biciplan, il medio sono buone intenzioni, il lungo fantascienza”. A fronte di un piano che promette numeri da capogiro, l’Associazione invita a un cambio di paradigma: “Non ci servono 1500 km ciclabili a macchia di leopardo. Ci serve una rete continua e interconnessa di 350 km, ma quei km là”. L’obiettivo, sottolineato dal report, è realizzare infrastrutture “Dove serve, e non dove si può”, privilegiando la chiusura della rete e garantendo la continuità dei percorsi.

Cantieri ciclabili e velocità di realizzazione

L’ultima sezione del documento si concentra sul rapporto tra gli obiettivi dichiarati e l’attuale velocità di esecuzione dei lavori. Per rispettare le tempistiche del Biciplan (al netto dei ricalcoli dell’Associazione sui reali chilometri da realizzare), l’amministrazione dovrebbe viaggiare a un ritmo di realizzazione di circa 5 km al mese per il breve periodo, e di oltre 7 km al mese per il medio periodo.

I dati raccolti dall’Associazione Salvaiciclisti Roma indicano che, nei primi 44 mesi dell’attuale consiliatura, sono stati conclusi 33,2 km di ciclabili, a cui si sommano 21,6 km di cantieri aperti. Il totale di 54,8 km corrisponde a una media di avanzamento pari a 1,24 km al mese.

Il report riconosce un’accelerazione registrata nell’ultimo anno solare, ascrivibile principalmente all’impiego dei fondi PNRR, ma fa notare come il ritmo attuale risulti ancora matematicamente distante dalle performance necessarie per completare gli scenari promessi nei tempi previsti dal piano.

*[Fonte]

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