Mobilità

Barcellona rinuncia a 3500 biciclette e dice addio al bike sharing free floating

Barcellona rinuncia a 3500 biciclette e dice addio al bike sharing free floating

È ufficiale: Barcellona ha deciso di non rinnovare le licenze delle società private di bike sharing free-floating attive in città. La misura entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027 e coinvolgerà sette operatori che oggi gestiscono complessivamente circa 3.500 biciclette condivise. La decisione è stata annunciata dal sindaco Jaume Collboni dopo un anno e mezzo di sperimentazione del servizio, introdotto con l’obiettivo di ampliare le opzioni di mobilità urbana anche per visitatori e non residenti.

Multe e segnalazioni alla base della decisione

Secondo i dati diffusi dal Comune, dall’inizio del 2025 sono state emesse oltre 5.400 sanzioni nei confronti degli operatori per violazioni legate alla gestione delle biciclette. Nello stesso periodo, i servizi municipali hanno rimosso più di 2.000 mezzi lasciati in posizioni ritenute irregolari, mentre le segnalazioni presentate dai cittadini hanno superato quota 4.400.

Il sindaco Jaume Collboni ha spiegato che “le aziende hanno tentato di mettere un po’ d’ordine, ma i risultati non ci sono stati” e che “ci troviamo biciclette mal parcheggiate dappertutto[1]. Secondo l’amministrazione, ogni bicicletta delle flotte private ha ricevuto almeno una multa nel corso dell’ultimo anno.

Il modello free-floating e l’utilizzo turistico

Il sistema interessato dalla misura è quello free-floating, che consente agli utenti di localizzare una bicicletta tramite app, utilizzarla e lasciarla in qualsiasi punto consentito della città, senza l’obbligo di riconsegnarla in una stazione dedicata.

Tra gli elementi considerati dal Comune c’è anche il profilo degli utilizzatori. I dati dell’amministrazione indicano che circa il 90% degli utenti del servizio privato è composto da turisti, mentre il progetto era stato concepito anche per favorire gli spostamenti quotidiani dei residenti.

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Resta il Bicing, il servizio pubblico cittadino

La scelta di interrompere il bike sharing privato non modifica invece il ruolo del sistema pubblico Bicing, operativo a Barcellona dal 2007. Il servizio, accessibile ai residenti tramite abbonamento, dispone oggi di circa 8.000 biciclette, di cui 5.000 elettriche, distribuite in quasi 600 stazioni presenti sul territorio urbano. Gli iscritti sono circa 170.000.

A differenza del modello free-floating, il Bicing prevede il prelievo e la riconsegna delle biciclette esclusivamente in punti dedicati, una caratteristica che l’amministrazione considera centrale per la gestione dello spazio pubblico e della sosta dei mezzi condivisi.

Armadilli a protezione di una ciclabile su una strada di Barcellona (foto di repertorio)

Le reazioni nel mondo della mobilità ciclabile

La decisione del Comune ha suscitato anche alcune prese di posizione da parte di organizzazioni del settore. Henk Swarttouw, presidente della Federazione Europea dei Ciclisti, ha dichiarato tramite un post su Linkedin di essere “molto deluso” dalla scelta, sostenendo che i sistemi di bike sharing privati rappresentano, in molte città europee, un’integrazione ai servizi pubblici esistenti. Secondo Swarttouw, l’offerta complessiva di biciclette condivise dovrebbe includere sia il sistema municipale sia quello gestito dagli operatori privati per soddisfare la domanda di residenti e visitatori.

L’amministrazione comunale, dal canto suo, ha confermato l’intenzione di proseguire con l’espansione del Bicing nei prossimi anni, mantenendo il modello a stazioni fisse come riferimento per la mobilità ciclabile condivisa in città.

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