Risale a settembre 2023 l’approvazione da parte della giunta comunale di Lecce del progetto per la costruzione di una “Rete ciclabile universitaria”. Un progetto virtuoso, che avrebbe dato una spinta decisiva per rendere il capoluogo Salentino una città a misura di bici.
Eppure, a quasi 3 anni di distanza, il progetto originale ha accusato una serie di modifiche che si sono concretizzate nella realizzazione di corsie ciclabili dall’aspetto raffazzonato e improvvisato.
Per questo l’associazione LeccePedala, rappresentata dalla portavoce Adriana De Carlo, ha alzato la voce per denunciare l’approccio del Comune di Lecce: “Tutti interventi accomunati dalla filosofia di ‘fare le piste ciclabili senza fare le piste ciclabili’, nonostante i cospicui investimenti a disposizione del Comune per attuare il piano per la ciclabilità”.
Non quindi corsie protette parte di una rete ciclabile cittadina sicura ed efficace, ma percorsi improvvisati che non garantiscono la sicurezza di chi li percorre.

Niente cordoli, niente spazio
Nell’occhio del ciclone sono finite in particolare le bike lane di via Zanardelli e di via Imperatore Adriano. Come sostiene LeccePedala, la scelta di optare per delle bike lane invece che per delle strutture dedicate separate dalla sede stradale “Non solo mette a repentaglio la sicurezza dei ciclisti ma viola apertamente le stesse previsioni del nuovo Codice della Strada: […] La riforma stabilisce che la corsia ciclabile (ossia solo con segnaletica orizzontale) può essere realizzata esclusivamente laddove vi sia l’impossibilità materiale di installare una pista ciclabile in sede propria o protetta da cordoli. […] Peraltro la corsia ciclabile può essere impegnata solo “per brevi tratti” dal traffico motorizzato mentre sia su via Zanardelli sia su via Imperatore Adriano è del tutto evidente che le auto non possono circolare se non occupando stabilmente lo spazio delle corsie ciclabili”.
Mentre sui canali ufficiali non si trovano informazioni da parte dei tecnici comunali riguardo l’impossibilità di installare cordoli protettivi, la suddivisione dello spazio tra parte della carreggiata riservata alle auto e parte riservata alla corsia ciclabile è sotto gli occhi di tutti. Basta vedere la foto di seguito – o fare una rapida ricerca su Google Streetview – per avere la prova lampante che la denuncia di LeccePedala è tutt’altro che infondata.
Addirittura, su via Zanardelli le auto sono costrette ad invadere la corsia ciclabile con più della metà del proprio mezzo. Il tutto per mantenere disponibili i parcheggi su entrambi i lati della carreggiata.

Cosa dicono il Codice della Strada e il Regolamento Viario
A tal proposito, LeccePedala segnala che l’attuale conformazione della carreggiata viola non solo le norme del buonsenso, ma anche il Codice della Strada e il Regolamento Viario del Comune di Lecce. Quest’ultimo adottato dall’amministrazione attualmente in carica insieme al Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile.
Le critiche di LeccePedala
- “Secondo il Codice della Strada, nel caso di strade urbane con due file di parcheggi in linea, è esplicitamente previsto che la corsia centrale sia “non inferiore a tre metri di larghezza”. Qui la misura della carreggiata varia da 2.70 a 2.80 metri, ben al di sotto della soglia prevista”.
- “Secondo la classificazione delle strade urbane del Regolamento Viario, le carreggiate in presenza di corsie ciclabili devono rispettare “un limite minimo di 2,00 m per la corsia destinata al transito veicolare e di 1,00 m per la corsia ciclabile” e “tutti i percorsi ciclabili devono essere evidenziati con una diversa colorazione del fondo stradale, a tutela della riconoscibilità e visibilità dello spazio ciclabile”.
E quando il percorso è evidenziato con una diversa colorazione del fondo stradale, ciò avviene in circostanze misteriose come nel caso del zig-zag sul rettilineo di via Imperatore Adriano, in foto. Soluzione che denota sicuramente una certa fantasia, ma anche una bassa considerazione (o familiarità?) nei confronti di chi sceglie la mobilità ciclabile.


De Carlo riassume il quadro generale e conclude così: “Questi interventi disarmonici sono degni delle scene di un cartone animato e sono frutto dell’ostinata volontà di eludere il confronto con le associazioni dei ciclisti urbani, come dimostrano le ripetute segnalazioni rimaste lettera morta relative alla sicurezza dei ciclisti e alla realizzazione di una vera rete ciclabile cittadina”.
[Fonte]
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Riferimenti norme del Codice della Strada
Art. 3. Definizioni stradali e di traffico
1. Ai fini delle presenti norme le denominazioni stradali e di traffico hanno i seguenti significati:
((12-bis) Corsia ciclabile: parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, idonea a favorire la circolazione dei velocipedi sulle strade, anche in modo promiscuo con la circolazione degli altri veicoli nello stesso senso di marcia, nei soli casi in cui non sia possibile l’inserimento di una pista ciclabile));
Art. 157. Arresto, fermata e sosta dei veicoli
4. Nelle strade urbane a senso unico di marcia la sosta è consentita anche lungo il margine sinistro della carreggiata, purchè rimanga spazio sufficiente al transito almeno di una fila di veicoli e comunque non inferiore a tre metri di larghezza.

















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