Si è aperto ufficialmente ieri Velo-city 2026, il più importante summit mondiale dedicato alla ciclabilità e allo sviluppo urbano sostenibile. Ospitato presso il Palacongressi di Rimini, l’evento segna un traguardo storico: era da trentacinque anni che una manifestazione di questa portata, organizzata dalla European Cyclists’ Federation (ECF), non faceva tappa in Italia. I lavori, che riuniscono esperti del settore, policy maker e promotori della ciclabilità da tutto il mondo, proseguiranno fino a venerdì 19 giugno.
La plenaria di apertura ha subito messo in chiaro le ambizioni del summit, lanciando il tema centrale di quest’anno: “Delivering the Urban Dream”. Reinventare le città per migliorare la qualità della vita, riconnettere i cittadini e rafforzare la resilienza climatica non è più solo un’utopia, ma un obiettivo amministrativo concreto.
Focus ➡️ Il programma completo di Velo-city Rimini 2026
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Le voci (e le visioni) della plenaria di apertura
I lavori della plenaria di apertura sono stati ufficialmente avviati da Nicholas Montemaggi, master of cerimony and destination management consultant, che ha dato il via al summit che riunirà le menti più brillanti impegnate a costruire città a misura di persona.
La prima a prendere la parola è stata Valentina Ridolfi, assessora all’Urbanistica del comune di Rimini, che ha rivendicato l’impegno della città ospitante: «Per 15 anni Rimini ha perseguito una visione innovativa: la conversione di 15 km di lungomare in spazio accessibile per pedoni e ciclisti».
A tracciare il quadro globale è poi intervenuto Henk Swarttouw, presidente di ECF, che ha ricordato il legame tra mobilità e le attuali crisi mondiali ammonendo che «dobbiamo continuare a ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Una cycling society è una società resiliente».
L’entusiasmo per la grande partecipazione e per l’impatto sul territorio è stato ribadito da Laurianne Krid, Ceo di ECF, che si è rivolta direttamente alla platea: «Sono impressionata da quanto Rimini sia cambiata. In questa settimana avrete occasione di ricaricarvi».
Infine, a chiudere questa serie di interventi è stata Roberta Frisoni – assessora Regionale al Turismo, Commercio e Sport – che ha evidenziato i risultati ottenuti dall’Emilia-Romagna: «Siamo un Paese in cui è difficile cambiare le cose. Ma nella nostra regione abbiamo investito molto nell’intermodalità, nel trasporto pubblico. Abbiamo cambiato il volto delle nostre città».
La visione di Elizabeth Diller: spazio pubblico ed equità
Il momento clou della mattinata è stato senza dubbio il keynote speech di Elizabeth Diller, architetta visionaria, professoressa di architectural design a Princeton e co-fondatrice dello studio Diller Scofidio + Renfro.
Il suo intervento ha posto l’accento su una riflessione urgente: negli Stati Uniti, le aree urbane ospitano ormai l’80% della popolazione. Una concentrazione che fa emergere prepotentemente questioni di equità rispetto alla fruizione dello spazio pubblico. Diller ha spiegato come l’ambiente urbano debba essere concepito come un ecosistema dinamico, democratizzato e socialmente inclusivo, opponendosi fermamente alla crescente tendenza alla “privatizzazione” delle città. Non si tratta di trasformare i centri urbani in luoghi puramente anti-auto, ma di trovare soluzioni spaziali che restituiscano valore alle persone.
L’esempio della High Line a Manhattan
Per dimostrare come l’architettura possa guidare questo cambiamento, Diller ha portato l’esempio della High Line di Manhattan, un progetto iconico al quale ha lavorato in prima persona con il suo studio.
La trasformazione di una vecchia ferrovia sopraelevata, un tempo utilizzata per i trasporti dell’industria della carne, in un parco urbano lineare ha dimostrato l’incredibile potenziale della rigenerazione. Questa infrastruttura verde non solo ha restituito una passeggiata pedonale mozzafiato sospesa sul traffico, ma ha innescato lo sviluppo e la rivitalizzazione di un’intera porzione di metropoli, dimostrando che il “sogno urbano” di spazi belli, sani e fruibili da tutti può diventare realtà.
I lavori di Velo-city 2026 a Rimini continuano ora con decine di workshop, sessioni tecniche e momenti di confronto, pronti a tracciare la strada (e le ciclabili) delle città di domani.
Mercoledì 17 giugno: tutti in sella per la Bike Parade
E oggi, mercoledì 17 giugno, l’intera popolazione di Rimini è chiamata a partecipare alla grande Bike Parade, un evento festoso e gratuito per celebrare la mobilità attiva. La partenza è fissata alle 19:00 dalla Rotonda Lucio Battisti (zona Parco Fellini). Da qui, il corteo affronterà un percorso facile di circa 10 km, ideale per tutte le età, attraversando il nuovo Parco del Mare, il suggestivo Borgo San Giuliano e il centro storico. L’itinerario si concluderà nuovamente al Parco Fellini, dove il Bike Village accoglierà i partecipanti con musica e food truck per una serata di condivisione e divertimento.
[Bikeitalia.it – media partner di Velo-city 2026 Rimini – sta seguendo i lavori e continua ad aggiornarvi in tempo reale attraverso i suoi canali social. Successivamente ci saranno degli approfondimenti verticali su alcuni temi portanti affrontati nei vari panel dell’evento].






















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