Politiche

Caos ciclabili a Palermo: la Consulta si appella alla Commissione Europea

Caos ciclabili a Palermo: la Consulta si appella alla Commissione Europea

A Palermo la costruzione delle nuove piste ciclabili è in grave stallo. Mentre i progetti originali vengono modificati o fermati per non togliere spazio ai parcheggi e alle automobili, la Consulta della Bicicletta ha deciso di compiere un passo decisivo: rivolgersi direttamente alla Commissione Europea. L’obiettivo è denunciare una situazione che minaccia non solo la perdita dei fondi europei, ma anche la salute e la sicurezza di chi vive in città.

Il paradosso dello smog e l’appello all’Europa

La protesta della Consulta nasce da una profonda contraddizione. Da un lato, l’Unione Europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia perché l’aria di Palermo risulta troppo inquinata dai gas di scarico. Dall’altro, il Comune ha a disposizione quasi 8 milioni di euro di fondi europei per costruire percorsi ciclabili e abbassare l’inquinamento, ma sta bloccando i cantieri per non ostacolare il traffico delle macchine.

Attraverso il suo appello, la Consulta chiede all’Europa di vigilare su questo paradosso: non è possibile utilizzare i fondi per la mobilità sostenibile se, nei fatti, si continua a dare la priorità assoluta alle automobili e si ignora l’allarme sulla qualità dell’aria che i cittadini respirano ogni giorno.

I percorsi ciclabili cancellati e le piste a metà

Il progetto iniziale era chiaro e utile: creare percorsi sicuri per collegare i punti chiave della città, come le università e le stazioni ferroviarie. Oggi, però, l’amministrazione comunale ha deciso di cancellare o rimandare i lavori in alcune strade essenziali per gli spostamenti quotidiani.

I tagli principali riguardano le vie di grande scorrimento:

  • Corso Calatafimi
  • Via De Gasperi
  • Viale Regione Siciliana

Invece di costruire una rete continua, i lavori sono stati spostati in aree meno strategiche. Il risultato è la creazione di brevi tratti di pista ciclabile isolati, che non sono collegati tra loro. Queste opere incomplete non garantiscono un tragitto sicuro e non invogliano le persone a lasciare l’auto a casa per spostarsi in bicicletta.

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Sicurezza stradale e milioni di euro a rischio

Muoversi a Palermo senza un’automobile rimane molto rischioso. I dati sugli incidenti stradali continuano a essere alti, dimostrando che una città progettata solo per i mezzi a motore non è sicura per chi pedala o cammina.

A questo si aggiunge un’emergenza economica legata al tempo. I soldi per realizzare le ciclabili arrivano dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La scadenza per completare i lavori è fissata al 30 giugno 2026 ed è ormai alle porte: se il Comune non realizzerà i percorsi previsti in tempo, Palermo dovrà rinunciare a circa 8 milioni di euro.

L’appello alla Commissione Europea rappresenta un tentativo estremo per far cambiare rotta all’amministrazione. La città si trova davanti a una scelta inevitabile: continuare a tutelare i parcheggi rinunciando ai fondi e alla salute pubblica, oppure costruire vere piste ciclabili per diventare finalmente una città più sicura e pulita.

[Fonte]

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Commenti

  1. Francesco Ardizzone ha detto:

    La foto del pittogramma minuscolo della bici non deformato invisibile da lontano come il cartello della ciclabile nascosto dall’ albero e rivolto parallelo al senso di marcia l’avete fatta sulla ciclabile, volevo dire marciapiede di Via Lincoln Palermo?

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