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Genova toglie l’asfalto dalla città: è la rivoluzione del depaving

Genova toglie l’asfalto dalla città: è la rivoluzione del depaving
Azione di depaving (immagine di repertorio)

In una città storicamente legata, nel bene e nel male, alle grandi colate di cemento e al grigio delle infrastrutture, tira finalmente un’aria nuova. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha annunciato una vera e propria rivoluzione per il capoluogo ligure, che diventa la prima città in Italia a inserire strutturalmente la pratica del depaving (ovvero la depavimentazione) all’interno del proprio Piano Urbanistico Comunale (PUC).

Come ha sottolineato la stessa prima cittadina, la direzione è chiara: «Non basta più parlare di riduzione del consumo di suolo. Dobbiamo invertire la rotta: togliere cemento, restituire spazio al verde e alla natura, rendere la città più fresca, più vivibile, più giusta». Si tratta, a tutti gli effetti, dell’urbanistica del “togliere”: rimuovere asfalto per restituire spazio e respiro alla natura e ai cittadini.

Il piano per Genova: da Cornigliano alle scuole

Il progetto di depavimentazione si inserisce perfettamente nella più ampia visione della “Città dei 15 minuti”, promossa dall’amministrazione per rendere i quartieri più autonomi e a misura di persona. In questo nuovo paradigma, «il suolo non è più una superficie da coprire, ma un ecosistema da proteggere. E il verde non è più solo arredo urbano, ma una vera infrastruttura sociale e climatica».

E il Comune fa sul serio, partendo proprio da dove ce n’è più bisogno: il primo grande intervento riguarderà il quartiere di Cornigliano, un’area che, nelle parole della sindaca, «ha pagato un tributo ambientale altissimo». L’immenso e rovente piazzale di cemento davanti a Villa Bombrini verrà smantellato per fare spazio a un grande parco urbano di oltre 13 ettari.

Ma l’impegno non si ferma alle grandi piazze. L’amministrazione ha previsto di intervenire anche nei centri storici, nelle aree di gioco e nei cortili scolastici. L’obiettivo, ricorda Salis, è «combattere le isole di calore e tutelare le persone più fragili». Oltre agli interventi diretti, è previsto un sistema premiante per chi sposa questa filosofia: «Abbiamo introdotto incentivi per edilizia pubblica e privata, per chi depavimenta, realizza giardini della pioggia e rinaturalizza il terreno». È un modo concreto per ridare spazi permeabili e freschi alla comunità, smettendo di far giocare bambini e ragazzi su spianate catramate che d’estate si trasformano in veri e propri forni a cielo aperto.

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Perché togliere l’asfalto migliora la vivibilità delle strade

Come ripetiamo da sempre sulle pagine di Bikeitalia, togliere spazio all’asfalto per riconsegnarlo alle persone, alle biciclette e alla natura porta con sé enormi vantaggi strutturali per tutta la comunità. Il depaving non è semplicemente una mossa estetica, ma un potente strumento per ridisegnare la mobilità e lo spazio pubblico. Come spiegato in un nostro approfondimento, il depaving è strettamente legato alla moderazione del traffico e al miglioramento della vivibilità delle strade.

In un’epoca in cui l’emergenza climatica detta l’agenda globale, le infinite distese di bitume intrappolano il caldo creando le famigerate “isole di calore”, che rendono le nostre estati urbane insopportabili e pericolose per la salute, specialmente per anziani e soggetti vulnerabili. Ma c’è di più: il suolo impermeabilizzato dal cemento non riesce ad assorbire l’acqua in caso di piogge intense.

Questo è un problema di cui una città morfologicamente delicata come Genova conosce bene le tragiche conseguenze. Rimuovere lo strato artificiale permette di creare aree di drenaggio urbano sostenibile: l’acqua piovana può infiltrarsi gradualmente nel terreno, alleggerendo la pressione sulle fognature ed evitando che le strade si trasformino in fiumi durante le sempre più frequenti “bombe d’acqua”.

Un esempio per tutto il Paese

L’iniziativa della sindaca Salis va senza dubbio nella giusta direzione e dimostra che invertire la rotta dell’urbanistica autocentrica è possibile, specialmente se lo si fa attraverso atti amministrativi concreti e vincolanti come l’inserimento nel PUC. L’auspicio lanciato da Genova è quello di «diventare un punto di riferimento europeo» in fatto di «giustizia sociale e giustizia ambientale».

Tuttavia, questa visione non dovrebbe restare l’azione isolata di una singola Amministrazione. Il ripensamento degli spazi urbani, il depaving e la mitigazione climatica dovrebbero essere in cima ai pensieri e alle preoccupazioni del governo nazionale, oltreché di tutti gli altri sindaci d’Italia. Gli effetti dei cambiamenti climatici – dalla siccità estrema alle piogge torrenziali – sono sotto gli occhi di tutti e impongono un cambio di paradigma non più rimandabile.

Portare avanti politiche mirate per prevenire questi fenomeni è sicuramente cosa buona e giusta, non solo per l’ambiente, ma per la qualità della vita di tutti i giorni. Ridurre le superfici asfaltate significa, di fatto, sottrarre spazio alle auto per restituirlo alla mobilità attiva, creando strade più sicure e piazze più vivibili per chi si sposta a piedi o in bicicletta.

[Fonte]

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Commenti

  1. Tiziana ha detto:

    La delibera sulla depavimentazione esiste, ma oggi definisce solo il principio e le regole. Non ci sono ancora coperture economiche, né un elenco delle aree, né un calendario dei lavori. Prima di parlare di ‘Genova che sostituisce l’asfalto con i prati’, servono atti concreti, non solo linee guida

  2. Andrea ha detto:

    Non capisco le obiezioni di molti commenti a questo articolo e, per sintesi, conviene che rispondo con un commento tutto mio:

    – “Chi se ne occuperà?”: Domanda che mi pare solo retorica, non c’è nulla in una città che non richieda manutenzione, strade asfaltate comprese (che non ne richiedono poca).
    – “Ci dovremo accontentare dell’erba che cresce spontanea?”: e se anche fosse? Non esiste poi solo l’erba, si possono piantare anche alberi.
    – “Avremo fiumi di fango”: Un terreno con un sana vegetazione drena efficacemente, meglio ancora se con alberi, e la depavimentazione non include la rimozione delle fognature. L’asfalto, d’altro canto, drena malissimo ed infatti sono necessari vari accessi fognari per l’acqua in eccesso. Le piogge straordinarie stanno, poi, mettendo a dura prova i collettori che richiedono sempre più manutenzioni straordinare. Tra una manutenzione e l’altra, infine, l’acqua può persino recare danni alle fondamenta degli edifici circostanti alla perdita.
    – “Il budget”: ribadisco, la manutenzione di un metro quadro di asfalto è meno costosa di quella necessaria ad un metro quadro di prato.

  3. Rinaldo colzi ha detto:

    benissimo

  4. Luca ha detto:

    Sulla carta può anche essere una buona idea, tuttavia conoscendo le problematiche di tutte le amministrazioni cittadine in Italia che devono far fronte con budget di spesa per la manutenzione sempre più ridotti, mi domando cosa potrebbe accadere successivamente quando il Comune non potrà più far fronte alla manutenzione con inevitabile conseguenze come erbacce, incuria e fango in caso di piogge che sappiamo essere sempre più spesso di forte intensità. Il rischio è che queste iniziative all’inizio possono anche essere mosse dalle migliori intenzioni, ma poi si scontrano con la realtà decisamente meno bella.

  5. Michele Togneri ha detto:

    molto brava ottima cosa, speriamo che capiti anche dalle mie parti

  6. Elsa ha detto:

    mi piace questa sindaca che fa sul serio sicuramente spazi verdi assorbiranno le piogge abbondanti e daranno più frescura in estate.
    ritorneremo a Genova l anno prossimo per l acquario. ci farà piacere vederla a nuovo

  7. Natale ha detto:

    Va bene, ottima idea, ma la manutenzione, se verrà fatta come la manutenzione alla pavimentazione davanti alla stazione brignole, è meglio l’asfalto

  8. lorenzo manu ha detto:

    i commenti non vanno in automatico significa che publicate quello che volete questa si che è democrazia complimenti.

    [Salve Lorenzo, assolutamente no: non vengono pubblicati solo i commenti che non rispettano le linee guida che sono linkate in calce all’articolo – Bikeitalia.it]

  9. Graziella Mancinelli ha detto:

    chi curerà il verde? con quali fondi si creeranno così tanti ” giardini” o ci dovremo accontentare dell’erba che crescerà spontanea? avremo nel frattempo fiumi di fango ad ogni pioggia che sappiamo cadere frequentemente a Genova ?

  10. Roberto Costa ha detto:

    finalmente si opera per il vero bene pubblico e per la salute delle persone a partire da bambini e anziani
    a Genova si fanno cose importanti che dovrebbero essere adottate in tutte le città in Italia col coinvolgimento del governo che invece ciancia di ritorno al nucleare

  11. Gigi ha detto:

    io vado spesso in Francia a Nizza dove c’è molto verde piante fiori giardini ben tenuti …sindaca Salis basta copiare Nizza mandi i suoi uomini a vedere così Genova diventerebbe uno spettacolo

  12. Igor ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

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