Spagna: proteste contro il casco obbligatorio, si schiera Pedro Delgado

2 Maggio 2013

Pédro_DELGADOContinuano in Spagna le proteste dei ciclisti contro la nuove norme, tra cui l’uso obbligatorio del casco, proposte dall’Autorità Nazionale del Traffico (DGT). A fianco dei cittadini si è schierato nei giorni scorsi anche Pedro Delgado, ciclista spagnolo vincitore del Tour de France nel 1988 e due Vuelte di Spagna nelle edizioni 1985 e 1989, oggi commentatore degli eventi ciclistici per la tv iberica.

Queste proposte – scrive Delgado in un j’accuse sul suo blog contro la DGT – sono l’espressione della cocciutaggine del Ministro dell’Interno e delle autorità spagnole del traffico. Il governo non ha fatto alcuno sforzo per trovare un accordo con la Commissione parlamentare per la sicurezza stradale né con i diversi consigli comunali, e anzi sostiene che sono gli stessi ciclisti rimasti coinvolti in incidenti a volere l’introduzione del casco obbligatorio. Eppure – prosegue Delgado – le associazioni mi hanno riferito che il governo non ha in alcun modo interloquito con loro e anzi si è più volte rifiutato di incontrarle”.

Attualmente sono 19 i consigli comunali che si sono schierati con le associazioni contro l’approvazione del nuovo pacchetto di norme che prevede, oltre al casco obbligatorio, l’obbligo di pedalare sul lato destro della carreggiata ed il divieto di utilizzo di rimorchi in città e sulle piste ciclabili. Tra questi Madrid, Barcellona, Siviglia, Bilbao, Valencia e Saragozza. Barcellona e Siviglia sono in particolare le due città che hanno maggiormente da perdere: negli ultimi anni, infatti, grazie a buone politiche in favore della ciclabilità, tra cui una diffusione massiccia dei bike sharing, gli utenti delle due ruote sono aumentati sensibilmente, tanto che le rispettive amministrazioni si sono guadagnate proprio l’altro ieri il piazzamento nella “Copenhagenize Index 2013“, la prestigiosa lista delle 20 città più “bike friendly” del mondo stilata dal team di Mikael Colville-Andersen.

ConBici, la principale associazione iberica di promozione e difesa del ciclismo urbano, ha lanciato da alcune settimane una petizione online per chiedere un dietrofront dell’Autorià Nazionale del Traffico. Grazie anche al sostegno della comunità ciclistica internazionale, in particolare della European Cyclists’ Federation, una delle norme inizialmente proposte – il divieto di andare in bici per i minori di 14 anni non accompagnati – è stato ritirato, per questo ConBici chiede di non abbassare la guardia e continuare a firmare la petizione, che possono sottoscrivere tutti i cittadini europei e non solo spagnoli.

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