Roma, interviste in bici ai candidati sindaco: le pagelle

23 Maggio 2013

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Bicycle TV e Twitbattito hanno organizzato, in vista delle elezioni comunali di Roma del 26 e 27 maggio, delle interviste in bicicletta ai quattro candidati sindaco Marcello De Vito, Alfio Marchini, Ignazio Marino e Sandro Medici, che sfideranno il primo cittadino in carica Gianni Alemanno, il quale invece ha dato forfait.
Pedalare in prima persona sulle strade della Capitale, trafficate e pericolose per tutti in particolare per gli utenti “leggeri” della strada, ciclisti e pedoni, potrebbe essere l’occasione per comprendere quali sono le reali esigenze di chi si muove in bici e a piedi.

Di seguito i video insieme alle pagelle, tra il serio e il faceto.

Ignazio Marino

Marino fa capire subito di non essere romano (“invece di rischiare l’osso del collo tra macchine, camionss…”) prestando il fianco alle critiche mosse giorni fa da un signore che invece sostiene il suo sfidante, nato a Bari.
Sulla mobilità all’inizio svirgola (“avremo una corsia preferenziale, il traffico sarà diminuito”), poi cambia gioco: casa, integrazione, edilizia. Al minuto 2:37 veste i panni del ciclista urbano medio prendendosi il rimbrotto di un’automobilista che con tutta la sua romanità gli urla “guarda che mica state ‘ar Gianicolo, eh?”.
Nel finale torna sulla mobilità e convince, con la proposta del limite a 30 all’ora. In uno degli ultimi passaggi si ricorda di essere un medico e fa il medico, invitando ad andare in bici per i benefici sulla salute: “una bambina su due di quelle nate nel 2012 compirà 100 anni. Se si muoverà in bicicletta, e il Comune lo renderà possibile, i suoi saranno 100 anni meravigliosi, se invece non userà bene il suo fisico, allora avrà l’osteoporosi, la frattura del femore, l’obesità, il diabete, la pressione alta”.
Donna avvisata…

Voto 6+ Ma come si fa ad avere il fiatone in discesa? Telegenico.

Alfio Marchini

Alfio Marchini proviene da una famiglia di costruttori (a Roma anche palazzinari), e mette subito le mani avanti: “dobbiamo fermarci di crescere e dobbiamo riorganizzarci su tutto”. Come a voler tranquillizzare tutti. Migliorare l’esistente, senza costruire ancora. Spazia da una parte all’altra del campo: rifiuti, appalti pubblici, autobus, bancarelle abusive. Nel finale torna sulla mobilità ma non si sbilancia, fa girare palla, e fa un quadro pessimo delle attuali condizioni di sicurezza: “a Roma se tu oggi vai in bici rischi la vita ogni giorno tra buche, gente che non ti guarda, quello che ti schiaccia, quello che gira senza mettere la freccia…Quindi dobbiamo rendere sicuro il trasporto della bicicletta”. Alla domanda “come si fa a far andare a piedi chi in genere prende l’auto anche solo per un chilometro”, risponde che il romano è pigro, abituato, ma se gli dai le condizioni lo fa. Il come ce lo dice un’altra volta.

Voto 5+ Alfio col rapportino pedala quasi a vuoto. Ma quando cambia marcia? Attendista.

Sandro Medici

Medici parte con uno dei suoi cavalli di battaglia, il problema casa e il rilancio dell’edilizia pubblica. Recita poi il manifesto della Rete Mobilità Nuova (fondo trasporti da utilizzare per il trasporto pubblico locale e trasporto ferroviario invece di autostrade ed alta velocità) e, con buona pace di tutti, mette una pietra sopra l’ipotesi di nuove linee metro: “Roma storicamente arriva tardi”. Meglio invece una rete di carreggiate per il trasporto pubblico e la pedonalizzazione di alcune strade. Disinvolto anche sui 30 orari, “un altro di quegli strumenti che aiuta ad eliminare un po’ di auto private da Roma”. Sacrosanto pure il passaggio sui bus turistici “Non è possibile che a Roma ci siano tanti pullman turistici. Perché noi dobbiamo portare i turisti con il culo sotto i ristoranti o gli alberghi?”. Standing ovation.

Voto 7 ‘Na botta de veracità. Senza fronzoli.

Marcello de Vito

Il pentastellato attacca sulla mobilità a tutto campo: “puntiamo a rilanciare il trasporto pubblico locale, che oggi è solo al 28%, poi c’è il Cityplan, puntiamo a realizzarlo e a metterlo subito nel programma triennale dei lavori; zone 30, parcheggi di scambio presso le stazioni, possibilità di salire sui mezzi pubblici con le bici, 30 orari”. Il compitino lo fa, ma sul come per un attimo dribbla: “volere è potere”, risponde, anche se poi una soluzione la offre: “fare degli incentivi per chi rottama l’auto e non riacquista una nuova”. Sul Lungotevere è costretto a salire sul marciapiede per evitare di essere arrotato. Il finale poi è una chicca, su una stradina stretta tiene dietro un’auto che gli strombazza: “questo ci suona perché giustamente ci passerebbe sopra, perché dice eh, che sopporto due ciclisti?”.

Voto 6 Se farà tesoro dei pericoli che ha corso pedalando, è fatta. Addestrato.

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