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Ciclonotturna del Vachelli 2014

Diari • di 14 Febbraio 2014

5° cimento invernale 25/26 gennaio 2014, Forum Il Cicloviaggiatore

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Il coltello affonda sulla carne di maiale, macinata e contenuta nel budello. La lama affetta il salame nella fredda notte, poverino, mettiamolo subito al caldo tra due fettine di pane. Il coltello, sempre lui protagonista, provvede a sgretolare il buon parmigiano reggiano e per annegare il tutto un goccio di rosso, di quello buono, per la delizia di Sugo e non solo. Che cari questi amici emiliani ad improvvisare un banchetto, anzi una panchina, per i compagni d’avventura, qui in Piazza Duomo a Crema. Un festino nella notte che richiama anche due giovinetti, che non disdegnano l’offerta dello spuntino fuori programma. È delizioso far parte dei trenta notturni, osservare la comitiva divertita, impegnata allegramente tra canti e balli nella città semi addormentata. Terminata la festa non potevano mancare i fuochi d’artificio, non nel cielo, ma bensì sull’asfalto.

Davanti ai nostri occhi, dopo un gran botto, scintille provocate dall’avantreno di un auto, divelto e strappato sfrega a terra, la corsa impazzita del mezzo senza controllo, con sinistro stridore, termina dopo un centinaio di metri. Non indaghiamo sulle cause dell’urto contro l’auto in sosta, ma possiamo immaginare che il pilota non fosse nel pieno delle sue facoltà… Senza saperlo, senza rendercene conto siamo scampati a un pericolo, forse c’è un Santo Protettore dei ciclisti notturni?

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C’è chi nel frattempo sta cercando disperatamente la borsa dispettosa, che tra un sobbalzo e una pozzanghera, ha abbandonato l’accompagnatore per godere in solitudine della notte stellata, certa di tornare in compagnia, prima o dopo.

Dietro di me in lontananza sento urlare, ma non comprendo, attendo: sono loro, esultanti per il ritrovamento del bagaglio. Massimo avrebbe rinunciato, ma la tenacia di Paolo ha avuto ragione. Ritrovata la borsa, ritrovata la telecamera, si procede più contenti e rilassati. Tra fango e pozze vedo l’erba ricoperta di brina, indizio di bassa temperatura, ma noi non temiamo e continuiamo, tenuti svegli da qualcuno che con possente voce richiama all’attenzione, con allegre battute, e poi c’è sempre lo sciroppo per il freddo. Ogni sosta è motivo di svago, di scambio di opinioni, d’informazione o piccole curiosità. Al Santuario della Madonna delle Assi è la volta di Eleonora che ci racconta i personaggi strani del suo paese, non manca il simpatico Pippo con i suoi, tutto questo mentre Ermanno è alle prese con una foratura. Ma dov’è il freddo? Qui ci si diverte! Battute controbattute, dialetti a confronto, si fa yoga e si ride, ci si scalda dentro.

Ci siamo tutti?” E’ il richiamo di Alberto, è il suo modo per dire “Pronti via!” Si gira l’angolo e ancora lungo il Vacchelli.
Ascolto con interesse, l’entusiasmante racconto di viaggio di chi mi segue, le avventure di chi mi precede, un continuo vociferare carico di passione, di progetti, di programmi, di informazioni e curiosità tecniche.
Tu chi sei?”…. “Ah sei tu!” e si fa conoscenza dal vivo, ci si parla, magari si discute dell’intervento sul forum, o del viaggio raccontato, sarebbe bello conoscere tutti, m’accontento delle cinque o sei nuove conoscenze… sempre piacevole ed interessante.
Con attenzione attraversiamo due punti trafficati, con nostalgia abbandoniamo argini e fango per l’asfalto che ci condurrà alla conclusione.

notturna-bici

Milano è grande, è bella a quest’ora, priva di traffico, addormentata mi permette di ammirare la sua architettura, di goderne il fascino. L’onda verde dei semafori ci permette di raggiungere le colonne di San Lorenzo, senza indugio agli incroci, ne avessimo trovato uno rosso, neanche a pagarlo. Voglio proprio scoprire il Santo dei ciclisti notturni. Eccoci ci siamo, la meta è conquistata, testimoniamo con la foto di gruppo. Festeggiamo con l’ultima foratura di Adriano. Tra baci, abbracci, con un po’ di rimpianto, ci salutiamo, ma non tutti se ne vanno. In gruppo ridotto: saluto al duomo e colazione.

Un bar sotto il porticato, tutte le biciclette appoggiate, un barbone con i suoi fagotti, immobile e silenzioso osserva i matti in bicicletta. La ragazza del bar esce con un bicchiere di tè caldo, lo appoggia e rientra. Consumo la colazione, esco, davanti ai miei occhi una scena mi sorprende e commuove: Il senza tetto, con la lunga barba bianca come pure i capelli, prende la calda bevanda e se la gusta, il tè era per lui! Che bel gesto! Son contento! Un esempio di generosità umana ormai raro a vedere.

Questa notte se non fosse stato per Alberto e Gio mi sarei addormentato sul mio lettino e non avrei perso ore di sonno, che ben volentieri ho barattato con ore di amici, di divertimento, di allegria e di fatica ben accolta. Non capisco perché qualcuno si ostini ad organizzare le notturne di notte, forse per farci apprezzare le calde mura di casa e il morbido letto, che ora stiamo godendo nel ricordo della bellissima fredda notte. Con che piacere rivivo tutti i momenti, tutti i sorrisi, tutti i fasci di luce, soprattutto quelli degli occhi. Occhi che spuntano dal passamontagna, vispi e gioiosi: pur essendo al sorgere del sole non danno segni di sonnolenza.

Come raccontare, come manifestare la grande gioia di stare assieme per tutta la notte, dimentichi del sonno, del freddo, della fatica, per vivere l’amicizia, accomunati dalla passione dell’avventura. Io ricordo questo, Ele ricorda l’elastichetto, Sugo l’ultimo goccio di rosso, l’amico reggiano lo sciroppo, Pippo il cappuccino mancato al luna park dell’Idroscalo, Alberto il saluto ai veneti, con la preoccupazione del sonno che avrebbe potuto disturbare il loro rientro, che cari e simpaticissimi amici: Grazie di cuore per questi momenti indimenticabili.

Concludo, non vorrei essere noioso e ripetitivo, anche se un turbinio di pensieri affolla la mia mente e una quantità di sensazioni il mio cuore…bello! Bellissimo! tutto dall’inizio alla fine.

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Una risposta a Ciclonotturna del Vachelli 2014

  1. eleonora ha detto:

    Nestore … con immenso ritardo ho letto l’articolo…
    grazie di tutto…anche della compagnia e dell’elastichetto!
    spero ci siano presto altre occasioni
    eleonora

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