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VeloBerlin 2014: mobilità, e-bike e cicloturismo

News • di 8 Aprile 2014

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Quante sorprese ed emozioni può ancora darci una bicicletta? Tante e sempre di più.

La VeloBerlin del 2014 ha portato in mostra oltre 250 espositori di cui 50 brand di e-bike e migliaia di amanti della bicicletta che lo scorso 29 e 30 Marzo si sono ritrovati nell’enorme fiera di Messe Berlin.

Cicloturismo, bici elettriche, cargo bike, tecnologia e mobilità le parole d’ordine di questa nuova edizione.
E poi i test drive. A chi non andrebbe di provare nello stesso giorno una trike bike (come la Gekko fx che si chiude in 10 secondi), una Christiania Bike, una Rose da corsa da oltre 2000 Euro e bici elettriche di ogni tipo e dimensione senza limite di tempo, semplicemente pagando 8 euro di biglietto?

Tra un workshop ed un film magari una chiacchierata allo stand della Polizia Berlinese, chiedendo informazioni sulla ciclabilità della propria città e sulle regole da rispettare e scoprire l’app ufficiale della Polizia dove è possibile registrare la propria bici (con tanto di foto) per eventuali denunce in caso di smarrimento (per Android e Apple).

La nota dolente? I prezzi delle bici stanno aumentando come la crescita delle quote di mercato. E questo trend sembra irreversibile.

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Turismo come Sponsor

Ci sono i tour in India o in Africa organizzati e trovi tutte le info per un viaggio in bici indimenticabile. Poi ci sono le amministrazioni locali e PA. Molto bella la mostra (in affitto) The Good City dedicata alla città di Copenhagen con l’intento di promuovere non solo la capitale danese, ma sopratutto di ispirare altre città e le proprie amministrazioni a cambiare determinate politiche per aumentare la qualità della vita grazie alla bicicletta.
Diventare la capitale mondiale della bicicletta non avviene dall’oggi al domani e non senza una determinazione culturale proveniente sia dall’alto che dal basso.

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E-Bike

Il mercato delle bici elettriche in Germania è cresciuto dell’8% nel 2013 con oltre 410.000 pezzi venduti, anche se, come dice su Morgenpost.de Siegfried Neuberger, direttore esecutivo della Bicycle Industry Association (ZIV) “attualmente per lo più gli acquirenti sono persone anziane”.

Le bici elettriche sono per ora vendute nei piccoli centri e nelle zone rurali e poco nei centri urbani. Il motivo principale, continua Siegfried Neuberger, è la mancanza di uno spazio più sicuro sulle strade e nelle stazioni ferroviarie.
La lascereste per strada voi una bici da 1400, 3000 o perché no 5700 Euro?
Già perché i prezzi delle bici elettriche si aggirano ormai su questi standard.

Si parte da un brand inglese, Momentum Eletric che propone due bici “economiche” e senza troppe pretese: Upstart e Model T – motori a 250 watt, 19 kg (Upstart) e 23 kg (Model T) di cui 2,4 di batteria, 40 km di pedalata elettrica e 4 ore di ricarica completa, il tutto per 1395 Euro.

Momentum Eletric

Momentum Eletric

Ci sono poi brand che offrono pedalate e performance molto più interessanti che crescono però in tecnologia e prezzo.
La più gettonata è stata sicuramente la Smart Electric Bike; discreta bici che colpisce per il design, la tecnologia adottata (in frenata la batteria si ricarica) ed il prezzo. Ottimo il sistema di ricarica la batteria ogni volta che si frena anche quando il sistema elettrico è disattivato.

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Nota di merito per la pedelec ST1 degli svizzeri Stromer. Dotata di un motore brushless, a corrente continua, situato nel mozzo ruota è leggerissima in salita anche con pendenza dell’8% (questa che vedete in foto ha un motore Power 48 fino a 45 km/h), autonomia dai 30 ai 70 km, perfetta per ogni condizione stradale ma ad un prezzo davvero molto alto. Oltre i 4000 Euro.

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VELOBerlin Film-Awards

La cultura delle due ruote passa anche attraverso il video. Vincitore di questa edizione del VeloBerlin Film-Awards è stato l’ormai famosissimo Motherf*cking Bike degli americani John Benson and Ward che hanno ringraziato così il premio ricevuto al festival di Berlino. Secondo il documentario di Dean Saffron “The Spokeman” su John “the Spokeman” MacDonald, che ha restaurato oltre 2000 biciclette e vissuto insieme a loro nella propria casa. Le sue “compagne” sono oltre 100 di ogni epoca e stile. L’amore che questo uomo ha dedicato per le bici colpisce chiunque guardi il documentario. Questo incredibile personaggio è purtroppo scomparso da poco. Davvero un grande peccato. Vale davvero la pensa di vedere “The Spokeman”.
Tutti i trailer potete trovarli nella pagina ufficiale del festival.

L’iniziativa più interessante

E’ bello vedere che l’amministrazione pubblica lavora per migliorare la qualità della vita dei cittadini. In Germania lo fanno bene e chiedono ai cittadini di contribuire a questo miglioramento. E a volte lo fa con dei canoni comunicativi duri ma in linea con l’immaginario del proprio target.
E’ il caso di Radspuren Frei promosso da ADFC (la Fiab tedesca) e Bund, friends of the earth of Germany.

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Il sito permette di segnalare le strade dove il cittadino/ciclista ha incontrato auto parcheggiate sulle piste ciclabili.
I responsabili del progetto invieranno poi le segnalazioni alla PA e alla Polizia Berlinese per, da una parte avere un numero maggiore di pattugliamenti sulle strade dove ci sono state maggiori segnalazioni, dall’altra procedere a degli studi ed eventualmente alla modifica della pista ciclabile ed eventualmente renderle Radfahrstreifen, ossia strade ciclabili con la linea continua dove non è possibile sostare neanche per la discesa.

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AFDC si è veramente superata quest’anno con diversi stand sopratutto di ciclotour (9 € se siete interessati a Tour intorno alle zone di Berlino) e depliant (un po’ spartani a dirla tutta) di codice della strada per i ciclisti.

La farsa

La bicicletta ormai è un trend e le case automobilistiche lo sanno e per questo la propongono di tanto in tanto nei loro spot. C’è chi inventa poi un nuovo concept elettrico come Daimler che crea non solo la Smart elettrica ma anche la propria bici. E c’è invece poi Alfa Romeo che ha proposto alla Velo Berlin, uno stand tristissimo con bici montate male e di pessima qualità con il logo dei propri marchi sul telaio. Non c’era alcun fine a questa operazione se non far vedere che anche la casa automobilistica “italiana” è presente nel “mondo cool della bici”. Tristezza infinita.

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Leggi anche: FahrradSchau 2014: Fixed, handmade e subculture della bici di nuovo a Berlino







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