10 massime del ciclismo urbano - Bikeitalia.it

10 massime del ciclismo urbano

2 Marzo 2015

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1) “Esistono tre categorie di automobilisti: quelli che non si accorgono di te e accelerano, quelli che si accorgono di te e accelerano lo stesso, quelli che si accorgono di te, accelerano lo stesso e nel farlo ti sacramentano contro. Impara a conoscerli, ad anticiparne le mosse e sarà un piacere tutto tuo superarli cento metri più avanti, incolonnati davanti all’ennesimo semaforo”.

2) “Non esiste miglior investimento per te stesso che un paio di luci di qualità e una buona giacca antivento”.

3) “La differenza tra una gran giornata e una giornata di merda è una camera d’aria di ricambio (e una pompa adatta alla valvola di detta camera d’aria)”.

4) “Non esistono bici migliori di altre, esiste solo quella giusta per te. La bici che ritrovi tutte le mattine alle sei, che non ha bisogno di continue regolazioni, che puoi usare fino allo sfinimento. La bicicletta che è sempre pronta quando ne hai bisogno”.

5) “Non c’è niente di più pericoloso della paura stessa del pericolo, ricordalo”.

6) “A chi ti dice che sei pazzo, mostra il girovita o il conto in banca. Oppure entrambi”.

7) “Prenditi il tuo spazio, segnala le tue manovre, non rintanarti sulla destra, non aver paura di un colpo di clacson. La strada è di tutti, non l’ha acquistata il tizio dietro di te che non vede l’ora di correre a incolonnarsi venti metri più avanti”.

8) “Il fatto che sembra che nessuno dia importanza alle regole del codice della strada non solleva te dal continuare ad osservarle”.

9) “Non farti condizionare dal tempo impiegato per spostarti in bicicletta. E’ tempo speso per te, un investimento per la tua salute. La felicità non arriva di colpo, la si conquista giorno dopo giorno e a volte servono parecchi colpi di pedale”.

10) “Non si è mai visto un automobilista parcheggiare e avvicinarsi al cancello della ditta fischiettando con le endorfine in circolo e un sorriso sulla faccia. Neppure se alla radio davano una canzone allegra, chissà perché”.

Foto | Greenupgrader.com/

Commenti

11 Commenti su "10 massime del ciclismo urbano"

  1. nicola ha detto:

    Avendo una certa conoscenza dei ciclisti romani di cui faccio parte osservo ancora una volta che le responsabilita’ dei ciclisti (per chi ha voglia di notarle) sono argomento tabu’ . Ognuno continua a zapparsi il suo orticello cercando raramente un effettivo reciproco rispetto tra’ le due tribu’ nemiche delle quattro e delle due ruote Quando vedi ripetutamente l’indifferenza per il rispetto delle più ovvie regole di educazione (senza scomodare il codice della strada ) e la mancanza di palle nel riprendere chi contribuisce a sporcare l’immagine dei ciclisti la voglia di partecipare alle tante iniziative passa velocemente.

  2. roberto ha detto:

    “io da automobilista/motociclista amo usare i miei mezzi , anche in mezzo al traffico perchè il rapporto di amore che un automobilista o motociclista che ha con il proprio mezzo, non l’avrà mai un ciclista con la sua bicicletta.” UAHUAHUAHUHAUHAUHAUHAUHUHAU oja, troppo spassoso.

  3. Ale ha detto:

    Beh, io sono di roma e sono un ciclista.
    Concordo con l’articolo e l’unica cosa che ha di estremista è il buon senso.

    1. Rumenta ha detto:

      Anch’io di Roma e ciclomobilista. L’articolo è decisamente fincante. Vorrei però sottolineare come separare sempre il mondo fra “noi” e “loro” faccia più danni che altro.

      Capisco il tono “leggero” per carità, ma descrivere tutti gli automobilisti come dei deficienti o degli stronzi criminali non aiuta nessuno (e il risultato è proprio il commento scomposto del sig. Massimo).

      Metterei come punto 0 del dacalogo “non fare agli altri utenti della strada ciò che non vuoi venga fatto a te”. E quindi non dare fastidio e non sottovalutare le necessità altrui.

      Facciamo ogni tanto un po’ di autocritica e magari sottolineiamo il fatto che ogni bici in strada sono 4 metri di fila in meno per le auto. :D

  4. pablo ha detto:

    Socondo me chi ha scritto l’articolo non è di Roma.

  5. rosario ha detto:

    Ti assicuro che mi era parso un commento intelligente fino al punto del a loro rischio e pericolo. Purtroppo sai bene anche tu che chi tampona ha sempre colpa e compiacersi che rischi di farlo tanto il pericolo è tutto degli altri (anche se sbagliano ) è proporio da incosciente. Prendi la bici poche volte per parlare così. Magari non l’hai nemneno in cantina . Mj parli di 5 km/h come i pedoni?…. mai sentito parlare di velocità media? Perché con una bici ti assicuro che quello che conta non è la sensazione di velocità che gli altri percepiscono di te, è l’effettivo risultato da un punto ad un’altro. Tutti i giorni arrivo prima del mio collega che va in macchina a lavoro. Faccio di media 15 km/h e velocità di punta 30. Eppure lui esce prima di me o arriva dopo di me perché semplicemente la sua velocità media è inferiore

    1. Massimo ha detto:

      io non mi compiaccio ne nel dirlo e ne nel farlo. ho solo detto che avverto più volte prima di superare per non rimanere incolonnato in una coda che diventa di 20-30 auto e più perchè chi stà pedalando davanti a me non vuole mettersi per un paio di secondi in fila indiana e farsi superare.
      la bicicletta c’è l’ho e la uso ogni domenica ( se non piove ) su una pista ciclabile in paese e pista ciclabile che s’addentra nella foresta limitrofa.
      i diritti e doveri li ha chiunque si immetta sulla strada, motorizzati e non , quindi cerchiamo di non far intendere che i ciclisti sono i santi e gli automobilisti sono i diavoli perchè le colpe c’è l’hanno entrambe le categorie

      1. Filo ha detto:

        Massimo si faccia una vita. Ma perché deve venire su questo sito a difendere categorie indifendibili? Odiamo già abbastanza i Moto-Talebani, non c’è bisogno che qualcuno cerchi di difenderli. Le stiamo antipatici? Peggio per lei, Le posso solo augurare figli/nipoti/mogli/fidanzate/cugini/sorelle tutti ciclisti. Magari impara qualcosa di nuovo anche Lei no?

  6. Massimo ha detto:

    non mi sono mai piaciuti gli estremisti , di qualsiasi genere essi siano e questo articolo lo è palesemente. non tutti i ciclisti sono disciplinati e non tutti gli automobilisti non lo sono.
    io da automobilista/motociclista amo usare i miei mezzi , anche in mezzo al traffico perchè il rapporto di amore che un automobilista o motociclista che ha con il proprio mezzo, non l’avrà mai un ciclista con la sua bicicletta. quindi il decimo punto è totalmente errato.
    il primo punto invece lo trovo abbastanza ignorante e quindi evito proprio di commentarlo.
    il settimo punto è esilarante. la strada è di tutti e non l’abbiamo comprata certo noi motorizzati, da dire però che se sono sulla statale e un gruppo di ciclisti che pedalano in file di tre e pedalano a 5 km /h , avviso con mezzo secondo di clacson la prima volta, di un paio la seconda, di una decina la terza e se ancora non si mettono in fila indiana per farsi sorpassare lo faccio lo stesso a loro pericolo. perchè si la strada è anche dei ciclisti ma comportarsi così è intralcio al traffico.

    1. Federico ha detto:

      Oggi sulla strada che porta da sambuci a roma eravamo in fila da uno in bici ho alxato il braccio per superare la fila da uno con aftwnzione e far si che si besesse che stavo superando ma un motociclista superandomi senza freccia. Sbraitando e incazzandoai da saccwnte che noi ciclisti dobbiamo stare in fila da uno e basta . ma chi lo ha detto? Se io devo superare segnalandolo perche non potrei farlo ? E perche i non ciclisti devono superare anche in curva senza segnalare e senza rispettare nom tanto la diatanza ma almeno la velocita ?

    2. Niccolo ha detto:

      Massimo, mi lasci rispondere al suo commento in un tono allegro e cicloconviviale.

      Prima di tutto direi, da un punto di vista personale da ciclista urbano, che l’amore tra un ciclista e la sua bicicletta sorpassa di gran lunga l’amore tra un conducente e l’auto(moto)veicolo :P Non vedo su quali basi lei sostenga la sua tesi, o meglio, suppongo che derivi dal fatto, come mi par di capire dal suo commento, che lei non usa la bici sistematicamente in città. La invito a provare, sono sicuro che cambierà parere.

      Riguardo al punto 10) contestato, converrà con me, che nella maggior parte dei casi la mattina alle 8 è più facile vedere un automobilista incazzato che esce da 10km di coda piuttosto di un ciclista.

      Il primo e il settimo punto li trovo esattamente pertinenti al paesaggio urbano, paesaggio al quale l’articolo si rivolge. Il suo controesempio potrebbe valere, talvolta (come anche lei scrive esplicitamente), su una statale in una zona extra-urbana, non di certo sulla circonvallazione (in file di tre un ciclista avrebbe una speranza di vita di 10 minuti).
      Purtroppo la 1) è una conseguenza del fatto che molti ciclomuniti dicono che la 7) è una cazzata.
      Ciclocordialmente, Niccolo

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