Il bike sharing cinese arriva in Europa. Fra conferme e dubbi.

26 Aprile 2017

Il bike sharing a flusso libero è un fenomeno che sta raggiungendo proporzioni gigantesche in Cina, e si sta velocemente diffondendo in altre parti del mondo; come ad esempio la città universitaria di Cambridge, nel Regno Unito. Ma ci sono anche autorevoli voci che avvisano: la bolla sta per scoppiare.

Bike sharing a flusso libero: che cos’è

Abbiamo già parlato più volte del bike sharing a flusso libero. Si tratta di una forma di bike sharing che non prevede l’uso di stazioni di noleggio bici; per noleggiare le bici, è sufficiente usare un’app sullo smartphone per sbloccare il lucchetto e pagare; una volta finito il noleggio, si può lasciare la bici dove si vuole. Aziende cinesi come Ofo e Mobike, nate da pochissimi anni, si stanno espandendo in modo estremamente veloce, necessitando di così tante bici da mettere in crisi il sistema di produzione.

L’arrivo in Europa

Bicicletta Ofo

Una delle tipiche bici Ofo

L’azienda più nota del settore, Ofo, sta cercando di far appassionare alle sue bici gialle anche gli europei. Il primo sbarco è avvenuto nel Regno Unito, dove Ofo ha fatto arrivare 500 biciclette. Per il momento, ne verranno lasciate in circolazione solamente 20, a Cambridge, per testare la reazione iniziale della popolazione durante un periodo di tre settimane. Il bike sharing a flusso libero è molto diffuso fra gli studenti in Cina, per la sua semplicità e i suoi bassi costi, ed evidentemente Ofo ha pensato di trarre vantaggio da un primo approdo in una città universitaria come Cambridge.

La cautela mostrata da Ofo deriva forse anche da alcune polemiche preventive partite da associazioni di ciclisti britannici, che vedono come negativo l’arrivo di bici di scarsa qualità come quelle usate da Ofo in Cina; viene criticato ad esempio il fatto che le biciclette non sembrano dotate di luci.

Continua il boom in Cina

Molto meno cauto l’approccio di Ofo nella sua madrepatria, la Cina. Proprio per risolvere quella lentezza nella produzione a cui abbiamo accennato, Ofo ha stretto un accordo con Fushida, il più grande produttore di biciclette cinese.

accordo fushida ofo

La stretta di mano fra il fondatore di Fushida e quello di Ofo

In base a questo accordo, Fushida produrrà 10 milioni di bici in più rispetto all’anno scorso, tutte destinate a Ofo, passando quindi a produrre 20 milioni di bici all’anno. Tanto per dare un punto di riferimento, in Italia – uno dei maggiori produttori europei – si producono circa 1,6 milioni di biciclette all’anno. Secondo il presidente di Fushida Xin Jiansheng “le bici verranno realizzate usando le linee produttive altamente automatizzate precedentemente destinate alle bici per il mercato europeo ed americano.”

KMC invita alla cautela

In mezzo a tutta questa euforia (Ofo è stata recentemente stimata valere 1 miliardo di dollari), ci pensa Robert Wu a raffreddare gli animi. Robert Wu è il presidente di KMC, uno dei maggiori produttori mondiali di componenti per biciclette, in particolare catene. Secondo Wu il settore ha diversi problemi: “Invece di costruire una profittabilità sostenibile, gli operatori cinesi puntano tutto sulla crescita rapida nel tentativo di assorbire i loro rivali, creando dubbi riguardo alle prospettive di crescita nel lungo periodo.”

Robert WuUno dei problemi del bike sharing a flusso libero, secondo Wu, è proprio la mancanza di necessità infrastrutturali; questo crea barriere all’ingresso di nuovi concorrenti che sono troppo basse, causando un’eccessiva competizione al ribasso. Il risultato è la crescita dei furti di bici e di modalità d’uso che stanno creando grossi problemi alle città cinesi. Il riferimento è probabilmente ai mucchi di bici inutilizzate fotografati in alcune città.

Wu aggiunge: “Mi aspetto che questa bolla scoppi già quest’anno, o l’anno prossimo”. “Ci vorrà ancora del tempo prima che gli operatori cinesi trovino un modello di business sostenibile, in grado di fare fronte ai regolamenti statali che saranno imposti dai paesi Europei”.

Insomma, il bike sharing a flusso libero è sicuramente un’idea interessante. In un colpo solo risolve uno dei più grandi problemi, quello del furto.Se realizzata bene, questa forma forma di bike sharing potrebbe far aumentare l’uso delle bici anche nelle città europee, a costi nulli per l’amministrazione pubblica. Vi terremo aggiornati.

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