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[video] Cycloscope ep. 5: pedalando tra Romania e Bulgaria

Diari, News • di 9 dicembre 2017

La quarta parte del diario di viaggio di Cycloscope | Un giro del mondo in bicicletta.

cycloscope bulgaria

Un avventuroso viaggio in bicicletta in Romania. Il sesto Paese del nostro Viaggio, pedalando da Drobeta Turnu Severin a Brezoi.

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La seconda parte delle nostre avventure in bicicletta in Romania ed il veloce attraversamento cicloturistico della Bulgaria. Dopo aver incontrato la peculiare comunità Rom di Valea Lui Stan pedaliamo verso Sud, verso la ancora più peculiare Buzescu.

Pitesti – Robaia: L’inferno per chi viaggia in bicicletta

Ci fermiamo dopo Brezoi per mangiare un’Omleta cu branza (Frittata con il formaggio). E via verso Pitesti, prossimo piccolo villaggio sulla nostra strada.

C’è un po’ di salita che non ricordavamo di dover fare nei nostri piani di viaggio. Ad un certo punto, quando meno te l’aspetti, l’asfalto finisce e inizia una salita 20% di sterrato. Cioè, magari di sterrato. Solo pietre, e pure grosse. Il fidato navigatore dice che la strada è quella giusta e noi, dopo anni a prendere in giro gli automobilisti che fanno tutto quello che gli dice il navigatore, ci fidiamo ciecamente. E pensiamo che stiano rifacendo l’asfalto, dopo un po’ ricomincerà la strada normale. Ma ci sbagliamo, e di grosso.

Non abbiamo scelta se non spingere. Sembra un incubo. Ci facciamo così dieci chilometri. Mettendoci ore, 6 ore. Anche quei brevissimi tratti di discesa o semi pianeggianti dobbiamo farli a piedi, ci sono sassi enormi e la bici non va avanti. Incontriamo ogni tanto delle persone ma nessuno ci dice “dove cavolo state andando?”

Dopo ore di inferno una vecchietta ci dice che siamo quasi arrivati all’asfalto, dobbiamo “solo” valicare la prossima montagna! Vogliamo morire.
Dopo l’ennesima salita verticale ci fermiamo, sfiniti, e montiamo la tenda lungo la “strada”! Il bosco è scosceso e non si può entrare. Ci facciamo una pasta e andiamo a dormire, continuando a chiederci perchè ci troviamo a 650 metri d’altezza e sperando che domani questo inferno finisca presto.

tappa 27: Robaia – Curtea de Arges

Al nostro risveglio l‘inferno di pietre è sempre lì. Almeno niente pioggia di notte. Altrimenti sarebbe un pantano. Facciamo ancora qualche chilometro trascinando le biciclette e poi appare, come un miraggio nel deserto, ma reale, l’asfalto. E appare nel paese di Ianculesti, non faccio commenti.

Il tempo è bello, costeggiamo un fiume molto carino. Un altro po’ di salite e poi arriviamo a Curtea de Arges dove prendiamo una stanza poco prima del temporale. In camera c’è una tv dove tutto e tutti sono verdi.

tappa 28: Curtea de Arges – Izvoru

Ci svegliamo abbastanza riposati. Partiamo, la strada è abbastanza pianeggiante. Una macchina gialla si ferma per dire a Daniele (che è davanti a me) che fra un paio di chilometri attraverso un villaggio tsigan e che non mi deve lasciare indietro. Questa è l’idea che, mediamente, hanno i Rumeni dei Rom.

Alla fine ci arriviamo, sono quattro case. Tutti parlano italiano e ci salutano. Il problema, come sempre, non sono i rom, ma i cani selvaggi. Ad un certo punto ne arrivano 4 o 5 e sono grandi. Una “pericolosissima” signora Rom richiama i cani e tutto finisce bene.

Poi tutto come al solito in questa parte di Romania, paesini, cavalli e campagna. Baretti o qualsiasi altra attività vendono birra, anche il ferramenta. Una birra alla spina ci costa 2 Lei (40 centesimi). E’ così che finisce la nostra giornata in sella.

tappa 29: Izvoru – Buzescu: un assaggio di Buzescu

Al risveglio troviamo una mucca davanti alla tenda. Bene. Mentre smontiamo arriva la padrona della mucca, una vecchietta alta 1 metro e 40 cm con il fazzoletto in testa e un bel sorriso sdentato. Ci saluta e slega la mucca.

Andiamo a riempire l’acqua e a sciacquarci nella fontanella del vicino villaggio. Due tizi ci chiedono dove andiamo e credono che ci sia un oceano da attraversare per arrivare in Cina.

Siamo vicini a Buzescu, dove dovremmo filmare la seconda parte del reportage sulla Romania. Buzescu é un paese di meno di 10,000 abitanti.

Ha tre strade, le vie dietro quella principale sono sterrate, e le case parecchio modeste, quasi nessuno ha il bagno in casa. La via principale, invece, lunga alla fine solo cinquecento metri, è un’accozzaglia di case giganti.

Arriviamo in centro, anche qui non siamo riusciti ad avere un contatto locale e filmare non sarà facile. In più, la gente qui non sembra affatto amichevole come a Valea Lui Stan. Un fotografo del National Geographics é venuto qui un paio di anni fa e ha scritto un articolo collegando queste ville ai proventi di attività criminali: scommesse, prostituzione, droghe. Ai locali non è piaciuto molto.

Le ville sono davvero bizzarre: tetti dorati, cancelli d’argento, muri in marmo e simboli del dollaro ovunque. C’é anche una copia della Casa Bianca, sembra solo leggermente più piccolo dell’originale.

Non abbiamo potuto fare video e foto, essere ciclo-reporter in certi posti in Romania non é facile come avevamo pensato.

31° tappa: Vlasin – Tsarkaloyan: in Bulgaria

Dopo una ventina di chilometri di campi di grano arriviamo di nuovo sul Danubio. È il confine con la Bulgaria.

Notiamo subito che non ci sono cani, devono essere rimasti tutti dall’altra parte del fiume. La strada è molto bella, un sali scendi tra pacifiche colline. Dopo una trentina di chilometri incontriamo un paesello (l’unico) dove ci fermiamo a mangiare. Incombono nubi minacciose e si sentono tuoni sempre più vicini. Decidiamo di mettere la tenda tra un po’ di alberi lungo la strada e naturalmente il temporale che sembrava sulle nostre teste non arriva.

32° tappa: Tsarkaloyan – Varna

Dopo una lunga giornata di tempo impietoso, arriviamo a Varna. La strada è stata il solito susseguirsi di campi coltivati e poi finalmente in lontananza vediamo il mare.

Incontriamo Niki (diminutivo di Nicolina) che abbiamo contattato tramite couchsurfing, a casa sua c’è anche una ragazza rumena, Alina, che sta viaggiando da sola in bicicletta per raggiungere Giancarta dove passerà un anno a studiare arte.

Andiamo a farci una birra in spiaggia, finalmente, il mare! E domani andiamo in un paesino a una ventina di chilometri da qui dove ci ospiteranno in una villa vista mare, tutto gratis!

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