La visione del ministro da vicino (semicit.)

25 Luglio 2018

Lunedì si è tenuto a Montecitorio un convegno sulla sicurezza stradale.

La cosa ritengo che abbia un particolare rilievo non solo perché questo è un tema che raramente viene affrontato all’interno del nostro parlamento, ma perché mai prima d’ora era successo che un governo appena nominato prendesse una posizione in proposito.

Ero uno dei relatori presenti al tavolo e ho raccontato esattamente quanto preannunciato. Ho snocciolato qualche numero (tipo i 170 bambini e ragazzi under 18 che ogni anno vengono uccisi sulle strade italiane) per dimostrare che la sicurezza stradale è un’emergenza per il nostro paese e, nello specifico, ho richiesto:
[unordered_list style=”green-dot”]

  • l’abrogazione della legge 168/02 che rende impossibile l’installazione di qualunque strumento per la rilevazione della velocità davanti alle scuole e in tutte le aree urbane in cui occorre andare più piano per la sicurezza di tutti;
  • un’attività educativa e repressiva da parte delle autorità per contrastare il fenomeno dell’uso del cellulare alla guida;
  • la progressiva demotorizzazione del paese attraverso investimenti sui mezzi di trasporto in grado di minimizzare i costi passeggero/km secondo i principi illustrati da questa illustrazione.

[/unordered_list]

Dopo di me è intervenuto Danilo Toninelli, neo ministro dei trasporti che ha presentato un piccolo pacchetto di provvedimenti che dovrebbero vedere la luce e, in particolare:
[unordered_list style=”green-dot”]

  • l’obbligo di installazione del dispositivo antiabbandono su tutti i seggiolini per auto;
  • l’apertura delle corsie preferenziali destinate al trasporto pubblico anche alle biciclette;
  • la creazione di una norma per consentire (finalmente anche in Italia) la realizzazione delle case avanzate per i ciclisti alle intersezioni semaforiche (vedi immagine sottostante);
  • agevolazioni per il trasporto di biciclette sugli autobus.

[/unordered_list]

linee-arresto-avanzate-bici
Esempio di casa avanzata (tratto da un’illustrazione inglese – per questo la ciclabile è sulla sinistra)

Mentre il ministro parlava a pochi metri da me, non sono andato particolarmente in visibilio per i provvedimenti avanzati (sono sicuramente un passo nella giusta direzione, ma sono robetta rispetto al vero problema della sicurezza stradale), ma mi hanno colpito alcune frasi che ha pronunciato.

incontro alla camera

Il ministro Toninelli ha detto: “Misure come abbassamento della velocità, aumento del numero di biciclette in circolazione, allargamento dei marciapiedi, itinerari ciclabili chiari, punti di attraversamento sicuri e altre misure di moderazione del traffico motorizzato privato sono fondamentali per ridurre il rischio di lesioni tra gli utenti della strada.”

E anche “Parliamo dei ciclisti. L’anno scorso ne sono morti 254 e questo non può e non deve più accadere: usare un mezzo così pulito e sostenibile, che fa bene alla salute di chi lo usa e degli altri, che non sporca e nemmeno ingombra, deve smettere di essere un atto di coraggio e deve diventare una scelta di normalità, per una maggiore qualità della vita. ”

E poi: “Il governo inizia a mettere il traffico a dieta. Rendere più pulite e vivibili le nostre città, più sgombre le nostre strade. Ma anche ridurre i consumi degli automobilisti con un’andatura più regolare che non modifica i tempi di percorrenza. E aumentare la sicurezza dei ciclisti significa soprattutto diminuire il numero di veicoli e rallentarli: con un beneficio a ricasco per la sicurezza di tutti. Anche di chi in bici non va.”

Da quando mi occupo di bici, mobilità e sicurezza, mi è capitato spesso di girare per l’Europa e sentire le parole spese dal tal o dal talaltro politico e di provare un senso di gelosia e invidia perché gli altri paesi avevano un politico che diceva determinate cose e noi no.

Lunedì a Montecitorio ho sentito quelle parole pronunciate dal nostro ministro dei trasporti nei suoi primi 50 giorni al decastero. 

Adesso la grande domanda è se alle parole seguiranno dei fatti e se i fatti saranno in linea con le aspettative create. Ci vorrà del coraggio, ma ci sono dei segnali che dimostrano che la cosa è probabile: ho seguito il convegno dal vivo e, contemporaneamente la relativa diretta Facebook sulla pagina del Movimento 5 Stelle per vedere le reazioni della base, del “popolo della rete”.

Con mia grande sorpresa, ho letto tantissimi commenti positivi e nel merito a tutti gli interventi, pochissimi insulti, provocazioni, o sparate sui ciclisti che passano col rosso e vanno sui marciapiedi in gruppo fottendosene della pista ciclabile.

Credo quindi con sempre maggiore convinzione che gli Italiani siano pronti per la demotorizzazione e che la desiderino.

Adesso la grande sfida sarà far capire al ministro degli interni (e ai giornalisti alla costante ricerca di un migrante da mettere sotto i riflettori) che in Italia il problema sicurezza è sulle strade e non lungo le coste. Che dal 2007 al 2017 in Italia i morti per incidenti stradali sono stati 37.542, mentre i morti per terrorismo (islamico, rosso, nero, giallo) sono stati zero.

E qui la vedo più dura, ma se qualcuno volesse utilizzare il tema per metterlo in difficoltà, potrebbe chiedergli conto di questi numeri.

Corso correlato

Masterclass in Meccanica Ciclistica
1.799
Acquista
Meccanica Base 1
199
Acquista
Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti